Coronarie

Circolazione coronarica: struttura e funzioni

Le coronarie sono arterie deputate all'irrorazione e al nutrimento del cuore, a cui forniscono una quantità di sangue adeguata alle richieste metaboliche. Il nome di questi vasi di medio e piccolo calibro (3-5 mm di diametro) deriva dalla loro particolare distribuzione intorno al muscolo cardiaco, che circondano componendo una sorta di corona arteriosa.

Le arterie coronarie sono due e prendono il nome di arteria coronaria sinistra ed arteria coronaria destra. Entrambe prendono origine dall'aorta ascendente, appena al di sopra della valvola aortica o semilunare (sono le prime arterie che originano dall'aorta), e decorrono sulla superficie esterna del cuore. Più precisamente, l'arteria coronaria sinistra origina dal seno aortico sinistro, mentre l'arteria coronaria destra dal seno aortico destro. Mentre l'arteria coronaria sinistra si divide in due grossi rami - il ramo discendente anteriore o intraventricolare ed il ramo discendente circonflesso - l'arteria coronaria destra, a parte i rami collaterali cui dà origine, rimane indivisa lungo tutto il suo decorso. Da sottolineare che la precisa anatomia del circolo coronarico varia notevolmente da persona a persona.

Le arterie coronarie che decorrono sulla superficie esterna del cuore sono chiamate artiere coronarie epicardiche, mentre i rami vascolari che penetrano in profondità sono chiamati arterie coronarie endocardiche.

 

Coronarie

 

Sebbene la distribuzione periferica delle coronarie sia essenzialmente di tipo terminale, tra le varie terminazioni sono presenti piccoli ponti (anastomosi) che - in presenza di stenosi coronariche (aterosclerosi) - possono amplificarsi fino a costituire veri e propri circoli collaterali. Affinché avvenga un adeguato sviluppo delle anastomosi, è importante che l'aumento dell'ostruzione (ateroma) sia lento e graduale. Anche l'esercizio fisico costituisce uno stimolo importantissimo per lo sviluppo di questi circoli secondari.

Quando le richieste metaboliche del miocardio aumentano, le coronarie possono moltiplicare la loro portata fino a quattro o cinque volte; esiste quindi una sorta di "riserva coronarica", a cui il cuore può attingere - ad esempio - in condizioni di attività fisica, febbre o anemia. Anche per questo motivo, un cuore sano sopporta senza particolari problemi aumenti di lavoro assai gravosi.

Il sangue esausto refluo dal cuore, povero di ossigeno e nutrienti, viene veicolato, attraverso le vene coronarie, all'atrio destro, al ventricolo omolaterale ed infine ai polmoni.

Patologie delle coronarie e coronaropatie

Vedi anche: Farmaci per la cura della Coronaropatia


Le patologie delle coronarie, dette anche coronaropatie, rappresentano una condizione in cui le arterie del cuore vengono ostruite da depositi di colesterolo e coaguli di sangue. Tali malattie rientrano nel più ampio gruppo delle patologie cardiovascolari e contribuiscono a renderle la principale causa di morte al mondo.

Coronaropatia Generica malattia delle arterie coronarie
Cardiopatia ischemica Restringimento delle coronarie, che provoca un insufficiente apporto di sangue al cuore
Infarto miocardico

Morte di un'area del tessuto cardiaco in seguito ad interruzione prolungata dell'ap-

porto sanguigno

Durante il corso della vita le coronarie possono sviluppare dei restringimenti (o stenosi) per la crescita di placche ateromasiche (depositi costituiti essenzialmente da lipidi, piastrine, cellule muscolari lisce e globuli bianchi, che si formano nel lume interno delle arterie di medio e grande calibro). Quando l'entità del restringimento coronarico supera il 70%, l'apporto di sangue al cuore in condizioni di lavoro diventa insufficiente; si parla in questi casi di ischemia cardiaca. A seconda del grado di stenosi, l'occlusione coronarica può provocare uno stato di temporanea sofferenza cardiaca (ischemia - angina pectoris), fino alla necrosi di una parte più o meno estesa del cuore (infarto miocardico). Anche ostruzioni coronariche di dimensioni ridotte possono rivelarsi assai pericolose; in caso di rottura, infatti, la rapida formazione di un coagulo di sangue a livello della placca (trombo) può occludere completamente la coronaria (trombosi), causando un infarto.

La salute delle coronarie può essere indagata mediante un esame chiamato coronarografia, in cui si introduce un colorante radio-opaco nelle arterie miocardiche, il quale permette di evidenziare - tramite una radiografia dinamica - eventuali restringimenti. Un'altra tecnica chiamata scintigrafia consente di rilevare eventuali aree ischemiche, grazie a sostanze radioattive che si fissano alle varie zone del miocardio in misura inversamente proporzionale alla perfusione ematica.

Quando le coronarie risultano gravemente compromesse dall'aterosclerosi, è possibile intervenire con by-pass chirurgici o sfruttare una tecnica mini-invasiva chiamata angioplastica.



Ultima modifica dell'articolo: 28/09/2016