Colesterolo buono e colesterolo cattivo

colesterolo buono e colesterolo cattivo

Le lipoproteine a bassa densità (LDL) sono chiamate colesterolo cattivo.

 

Le lipoproteine ad alta densità (HDL) sono chiamate colesterolo buono.

 

Una lipoproteina è una particella caratterizzata da un cuore lipidico avvolto da un guscio proteico. All'interno del circolo sanguigno, tutti i grassi, compreso il colesterolo, vengono racchiusi in lipoproteine. Solo in questo modo possono raggiungere indisturbati i vari tessuti.

 

Apparentemente questa nomenclatura non ha alcun senso dato che, come abbiamo visto nel precedente articolo, le LDL sono fondamentali per distribuire il colesterolo alle cellule. Per funzionare correttamente, il nostro organismo ha infatti bisogno di un costante apporto di colesterolo, guai se mancasse!

Tuttavia, le LDL in eccesso possono andare incontro a modificazioni strutturali, causate da agenti ossidanti come i radicali liberi, e depositarsi sulle pareti dei grossi vasi arteriosi. Ciò produce un triplice svantaggio:

ostacolo meccanico al flusso sanguigno: le LDL ossidate vanno a depositarsi sulla parete dei grossi vasi arteriosi dopo essere state inglobate da macrofagi. In tali sedi cominciano a moltiplicarsi anche le cellule muscolari che costituiscono la parete del vaso. Si viene così a formare una placca, detta aterosclerotica, che tende a crescere con il passare del tempo. In questo modo si riduce progressivamente il lume del vaso ed il sangue scorre con maggiori difficoltà.

 

Ridotta elasticità delle pareti delle arterie: l'elasticità delle arterie è molto importante, poiché insieme all'azione propulsiva della pompa cardiaca, contribuisce a spingere il sangue a valle. Dato che le placche aterosclerotiche diminuiscono l'elasticità arteriosa, la loro presenza si traduce in un ulteriore ostacolo alla circolazione.

 

Formazione di trombi: alcune parti della placca possono staccarsi diventando vere e proprie mine vaganti che, quando vanno ad otturare determinati capillari, impediscono l'arrivo di sangue al tessuto interessato.

 

Vedi anche: aterosclerosi; eicosanoidi buoni ed eicosanoidi cattivi.

Per impedire queste pericolose situazioni è molto importante consumare un'ampia varietà di alimenti antiossidanti. Alcune vitamine, per esempio, hanno la capacità di contrastare l'attività dannosa dei radicali liberi.

 

Dunque le LDL, chiamate colesterolo cattivo, sono tali soltanto quando si trovano in eccesso e quando vengono ossidate. In situazioni normali sono invece indispensabili per la buona salute dell'organismo.

Le HDL, al contrario, vengono chiamate colesterolo buono, poiché agiscono da veri e propri spazzini in grado di raccogliere l'eccesso di colesterolo e veicolarlo al fegato. Da qui tale composto verrà inglobato nei sali biliari, riversato nell'intestino ed in parte espulso con le feci.

Le LDL possono essere presenti in eccesso a causa di un forte consumo di colesterolo con la dieta. Tuttavia molto spesso si tratta di un fenomeno secondario, poiché il colesterolo circolante nel sangue ha una duplice origine:

esogena: deriva dagli alimenti di origine animale (15%-20%)

endogena: viene sintetizzato da tutte le cellule dell'organismo (80%)

Quasi sempre la causa di una eccessiva concentrazione di LDL nel sangue risiede nell'aumentata produzione endogena di colesterolo.

Normalmente esiste una regolazione per cui, se ci sono molte LDL in circolo, la sintesi endogena viene fortemente limitata. Esistono tuttavia varie condizioni che stravolgono questo meccanismo regolatorio, diminuendo la sensibilità delle cellule alla presenza di LDL. Meno colesterolo è portato dentro, meno colesterolo arriva e tante più LDL vengono immesse in circolo.

Una cellula ha infatti due possibilità: ricavare il colesterolo dalle LDL oppure sintetizzarselo in completa autonomia. Normalmente c'è una regolazione per cui prima di tutto le cellule utilizzano il colesterolo LDL e solo in caso di carenza di queste lipoproteine danno il via alla sintesi endogena.

Se il recettore che capta la presenza di LDL è mal funzionante la cellula diventa insensibile all'LDL e, nonostante l'abbondanza di colesterolo in circolo, continua a produrne dell'altro. Si entra così in un circolo vizioso che aumenta sensibilmente in rischio di aterosclerosi e malattie cardiovascolari in genere.

 

Quando si eseguono gli esami del sangue si vanno a valutare diversi parametri, primo fra tutti il colesterolo totale. Questo dato esprime la quantità complessiva di colesterolo contenuto nelle varie lipoproteine. Si considera corretto un valore inferiore ai 200 mg/100 ml di sangue.

Fino a poco tempo fa i medici si accontentavano di rilevare questo valore, oggi è invece necessario valutare anche la quantità di colesterolo buono o HDL. In linea generale questo parametro non dev'essere inferiore ai 40 mg/100 ml.

Più che il colesterolo totale, è quindi importante valutare il rapporto tra questo dato e la frazione buona o HDL. E' infatti più favorevole alla salute una condizione in cui il colesterolo totale è leggermente superiore alla norma e in cui anche la frazione HDL è elevata, rispetto al caso contrario.

 

Oggi si stanno studiando strategie efficaci per aumentare i livelli di colesterolo buono e diminuire quello cattivo. L'attività fisica, per esempio, è in grado di aumentare la concentrazione delle HDL. Analogo discorso può essere fatto per gli estrogeni che, fino alla menopausa, assicurano alla donna un minor rischio di patologie cardiovascolari rispetto agli uomini. Sembra anche che le popolazioni in cui la dieta è particolarmente ricca di fitoestrogeni (sostanze naturali contenute in alimenti vegetali come la soia) godano di un minor rischio cardiovascolare rispetto a quelle occidentali. L'aspetto dietetico è infatti importante, per questo è stato ampliamente trattato in un apposito articolo: dieta e colesterolo.

 

VALORI DI RIFERIMENTO PER LA POPOLAZIONE SANA:


*A colesterolo totale: inferiore a 200 mg/dl

*B colesterolo buono (HDL): maggiore di 40 mg/dl

*C trigliceridemia: compresa tra 50 e 170 mg/dl

*D colesterolo cattivo (LDL): inferiore a 160 mg/dl

*E indice di rischio (colesterolo totale/HDL): inferiore a 5 se uomo o a 4.5 se donna