Carotidi

Generalità

Le carotidi sono due grandi vasi arteriosi del collo, le cui ramificazioni irrorano il sistema nervoso centrale e le strutture facciali.

Si distinguno, rispettivamente, un'arteria carotide di destra ed un'arteria carotide di sinistra. Allo stesso modo delle arterie vertebrali, esse hanno la funzione di portare il sangue al cervello. Oltre ad ossigenare i distretti cerebrali, il sistema arterioso carotideo si occupa di irrorare anche le zone del capo corrispondenti a faccia ed occhi. Le patologie più comuni che compromettono la funzionalità delle carotidi sono l'arteriosclerosi e l'aterosclerosi.

  • L'arteriosclerosi causa una perdita di elasticità e di contrattilità, nonché una modificazione del calibro vasale.
  • L'aterosclerosi determina la formazione di placche (ateromi) che occludono il lume del vaso arterioso.

Richiami anatomici sulle arterie

Le arterie sono vasi che originano direttamente o indirettamente dal cuore e, ricevendo il sangue ossigenato da quest'ultimo, irrorano tutti i tessuti e gli organi del corpo umano. Il sangue nelle arterie fluisce in direzione centrifuga, cioè verso la periferia.

Mano a mano che ci si distanzia dal cuore, il sistema arterioso si ramifica gradualmente. Si riduce, pertanto, il calibro dei vasi; a tal proposito, si possono distinguere:

  • Vasi di grosso calibro, il cui diametro misura almeno 7 mm. Sono le arterie che originano dal cuore, come l'aorta o le stesse carotidi
  • Vasi di medio calibro, il cui diametro misura fra 7 mm e 2,5 mm.
  • Vasi di piccolo calibro, il cui diametro misura meno di 2,5 mm.
  • Arteriole, le diramazioni ultime del sistema arterioso. Misurano meno di 100 micron.

Come per le vene, anche la parete delle arterie è costituita da 3 strati concentrici, di spessore e struttura variabili a seconda delle dimensioni del vaso. I 3 strati sono:

  • La tonaca intima, rivestita di endotelio. È la parte più interna del vaso.
  • La tonaca media, costituita da fibre elastiche e muscolari. La componente elastica prevale nel grossi vasi; mentre la componente muscolare prevale nei vasi di medio calibro
  • La tonaca avventizia, costituita da tessuto connettivo e, talvolta, da fibre muscolari ed elastiche. È la parte più esterna del vaso.

Anatomia delle arterie carotidi

Le carotidi sono classificate come arterie di grosso calibro, in quanto originano dal cuore. Esse irrorano i seguenti distretti o zone del capo:

  • Cervello.
  • Faccia.
  • Occhi.

Le arterie carotidi sono due, destra e sinistra, e ciascuna possiede due rami terminali, chiamati arteria carotide esterna ed arteria carotide interna. Pertanto, si può schematizzare il sistema arterioso carotideo nel seguente modo:

  • Due arterie carotidi comuni, destra e sinistra.
  • Due ramificazioni per singola carotide comune:
    • la carotide esterna
    • la carotide interna.

La carotide comune destra origina dalla aorta anonima, o brachicefalica, destra, uno dei primi vasi che nascono dall'arco dell'aorta. La carotide comune sinistra, invece, origina direttamente dall'arco dell'aorta. La loro lunghezza, chiaramente, è diversa: la destra è più corta.
I due vasi, destro e sinistro, si dirigono verso l'alto e terminano circa un centimetro al di sopra della porzione superiore di cartilagine che compone la tiroide. Qui si dividono ciascuno in due rami, l'arteria carotide esterna e l'arteria carotide interna.

Carotide

Originando direttamente dall'arco aortico, l'arteria carotide di sinistra instaura rapporti con altri distretti del corpo, ad essa adiacenti, a livello endotoracio. Essa si rapporta con:

Nel collo, le due carotidi comuni, destra e sinistra, contraggono gli stessi rapporti con gli organi vicini. Esse prendono contatto con:

L'arteria carotide esterna incrocia diversi muscoli (digastrico e stiloioideo), vasi venosi (tirolinguofacciale) e nervi (ipoglosso) del capo, raggiungendo la ghiandola parotide.
Procedendo dal basso verso l'alto, l'arteria carotide esterna emette le seguenti ramificazioni collaterali:

  • Arteria tiroidea superiore.
  • Arteria linguale.
  • Arteria sternocleidomastoidea.
  • Arteria mascellare esterna.
  • Arteria occipitale.
  • Arteria faringomeningea.
  • Arteria auricolare posteriore.
  • Arterie parotidee.

Essa, infine, termina a livello della mandibola. Qui si ramifica in:

  • Arteria temporale superficiale.
  • Arteria mascellare interna.

L'arteria carotide interna, invece, termina all'interno del cranio. Anch'essa contrae rapporti con muscoli, vasi venosi e nervi del capo. Ha numerosi rapporti, i principali instaurati con:

  • I muscoli digastrico, stiloioideo, faringeo e stiloglosso
  • La vena giugulare interna
  • Nervo vago, nervo glossofaringeo e nervo ipoglosso.

L'arteria carotide interna, nel suo punto terminale, perfora la dura madre e penetrata nell'endocranio (la parete interna del cranio). In questa zona, prende contatto con diversi nervi dell'occhio.
Le ramificazioni collaterali sono le seguenti:

  • Arteria caroticotimpanica
  • Arteria oftalmica
  • Arteria cerebrale media
  • Arteria corioidea anteriore
  • Arteria comunicante posteriore.

Il ramo terminale, invece, è l'arteria cerebrale anteriore.

Patologie

La patologia più comune che colpisce il sistema carotideo è l'arteriosclerosi. Essa è una malattia tipica delle arterie e si presenta con le seguenti caratteristiche:

  • Aumento di consistenza, a cui fa seguito un indurimento tissutale, della parete vasale. Si parla, in questo caso, di sclerosi.
  • Spessore del vaso modificato: ispessimento o assottigliamento.
  • Lunghezza del vaso modificata: l'arteria si allunga e diventa più tortuosa.
  • Superficie interna modificata: diventa irregolare.
  • Calibro modificato: dilatazione o stenosi del vaso.

Queste caratteristiche determinano due conseguenze tipiche dell'arteriosclerosi:

  • Diminuzione dell'elasticità vasale.
  • Diminuzione della contrattilità vasale.

L'irrorazione attraverso i vasi arteriosclerotici è quindi insufficiente e genera, nei tessuti non adeguatamente ossigenati, serie complicazioni. È quanto accade per il sistema carotideo: i distretti cerebrali, la faccia e gli occhi perdono le loro normali capacità. Gli effetti, purtroppo, non si limitano a queste sedi: si ha, infatti, anche una perdita del controllo degli arti innervati dalle zone di cervello non più raggiunte da un corretto flusso sanguigno.

Tra le forme di arteriosclerosi, sono incluse diverse patologie dai quadri clinici particolari. Una di queste è l'aterosclerosi. Le altre forme patologiche colpiscono arterie di medio e piccolo calibro, pertanto, non è questa la sede opportuna dove parlarne.
L'aterosclerosi è una malattia tipica delle arterie più elastiche presenti nel corpo umano: pertanto, colpisce, di preferenza, i vasi arteriosi di grosso calibro, che hanno origine dal cuore; in secondo luogo, colpisce anche i vasi di medio calibro che traggono origine dalle arterie con calibro superiore.
L'aterosclerosi possiede le seguenti caratteristiche generali:

  • La tonaca media (negli strati più interni), e, soprattutto, la tonaca intima sono caratterizzate dalla presenza di placche focali, formanti dei rilievi e costituite da materiale fibrolipidico. Queste placche si chiamano ateromi. La loro distribuzione è, pertanto, ben localizzata.
  • La consistenza fibrolipidica degli ateromi è conseguenza di un accumulo di materiale lipidico e della proliferazione della componente fibrosa del tessuto connettivo.
  • Gli ateromi si possono distribuire come focolai, ma mai come strutture continue che intaccano il vaso arterioso: l'arteria aterosclerotica presenta sempre delle zone indenni.
  • Ha un'evoluzione lenta e progressiva nel tempo.
  • Colpisce ogni individuo, con maggiore incidenza nel maschio. I primi processi di aterosclerosi possono svilupparsi già tra il 2° o 3° decennio di vita. Attorno al 6° decennio di vita, le lesioni ateromatose sono comuni ed evidenti.
  • Può essere asintomatica.
  • Complicazioni: infarto del miocardio, infarto intestinale, emorragia cerebrale, aneurismi e gangrena senile delle estremità inferiori.

Nelle carotidi, le placche ateromasiche sono distribuite in modo variabile e diventano, spesso, sede di depositi trombotici, ostruenti il lume. Questa situazione patologica è nota con il termine di stenosi carotidea.
Infine, altre patologie che affliggono la carotide sono dovute a traumi, ad aneurismi e alla tromboangioite obliterante.