Tumori del fegato

Sopravvivenza e cure

La percentuale di sopravvivenza dei pazienti affetti da epatocarcinoma è molto bassa, a causa della grave compromissione dell'organo presente già al momento della diagnosi.
L'unica modalità di trattamento in grado di prolungare la sopravvivenza è la chirurgia, ma, sfortunatamente, solo il 25% dei pazienti presenta un tumore epatico che può essere operato.
Inoltre, la contemporanea presenza di cirrosi epatica è considerata una controindicazione all'intervento chirurgico, perché significa quasi sempre un'estensione del tumore a tutto il fegato. Anche un tumore molto grande è una controindicazione all'operazione.
Una moderna ed affascinante alternativa alla resezione chirurgica del tumore è costituita daltrapianto di fegato, anche se i risultati fino ad ora pubblicati non sono molto incoraggianti: in un ampio numero di casi, solo il 24% dei pazienti è sopravvissuto ed il 14% è stato libero dalla malattia per un tempo variabile da alcuni mesi ad anni. Anche nel caso del trapianto, sono cruciali le dimensioni della massa.
Quando un tumore epatico risulta non asportabile o presenta metastasi a distanza, dato che la chemioterapia per via sistemica (farmaci chemioterapici iniettati nel sangue) è stata vista essere poco efficace, gran parte della ricerca clinica si è concentrata sulla chemioterapia locale e regionale; questa tecnica consiste nell'iniettare il farmaco chemioterapico nell'arteria epatica, che lo porta dentro al fegato, dritto al tumore. Altre volte, invece, si interviene semplicemente legando l'arteria epatica, in modo da togliere l'apporto di sangue ricco di nutrienti alla zona interessata dal carcinoma, promuovendone la morte. Esistono poi altre tecniche, più moderne, chiamate  chemioembolizzazione, basate sull'utilizzo di mezzi di contrasto radioattivi che si vanno a localizzare proprio nel tumore e a cui possono essere attaccati dei farmaci chemioterapici.
Attualmente, le terapie locali e regionali hanno mostrato efficacia in una percentuale di casi effettivamente superiore rispetto alla terapia sistemica, proprio perché provocano la morte di molte cellule del tumore ed una riduzione, anche se transitoria, delle sue dimensioni.
Interessanti sono anche i risultati ottenibili con un'altra tecnica moderna, chiamata alcoolizzazione per via percutanea sotto guida ecografica: essa consiste nell'iniettare con un apposito ago dell'acool etilico (etanolo) direttamente nel tumore (attraverso la cute sovrastante e servendosi dell'ecografia come guida per identificarlo). L'alcool è tossico per le cellule tumorali; questo trattamento sembra indicato soprattutto per lesioni di numero e dimensioni limitate. Lo stesso si può dire per la più recente metodica della radiofrequenza, con la quale si possono eliminare tumori che in genere non superano i 5 cm di diametro. Questa tecnica consiste nell'applicazione di calore direttamente sul tumore mediante particolari "elettrodi".
Anche la radioterapia può risultare utile per ridurre la massa tumorale.

 

<< 1 2 3 4 5 6 7 >>