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Orario Lunedì, 15 marzo 2010 ore 07:22
Salute benessere


Tumori del fegato


Il fegato è molto spesso sede di tumori. Di gran lunga più frequenti sono quelli secondari - che originano in un'altra sede e danno metastasi al fegato - ma non sono rari nemmeno quelli primitivi; questi ultimi insorgono direttamente nell'organo e la loro incidenza, pur essendo superiore nei popoli asiatici ed africani, è in continuo aumento in tutti i paesi del mondo.


 

Tumori primitivi del fegato: incidenza, cause, tipi di tumore, sintomi,
diagnosi e cure
Tumori secondari del fegato

 

Tumori primitivi del fegato

Possono essere benigni o maligni, con grande prevalenza di questi ultimi, e possono avere origine da svariate strutture: epatociti (le cellule effettrici del fegato), vie biliari (che trasportano la bile), connettivo del fegato o vasi sanguigni.


Frequenza del tumore al fegato


La malattia ha un'incidenza di 0,5 casi su 100.000 persone nei paesi occidentali ed addirittura di 110 casi su 100.000 in alcuni paesi sudafricani, soprattutto in Mozambico, dove risulta il tumore più frequente in assoluto (per la presenza di moltissimi soggetti contagiati dal virus dell’epatite B); l’Italia è in una situazione intermedia, con un’incidenza di 10 casi su 100.000.

Cause di tumore al fegato

L’epatocarcinoma, soprattutto nei paesi occidentali, si associa frequentemente alla cirrosi epatica, una malattia caratterizzata da un’alterazione della normale struttura anatomica del fegato, che provoca poi, con gli anni, un suo malfunzionamento fino alla morte. Il danno diretto sugli epatociti è spesso provocato dall’abuso di alcool etilico, che a sua volta con il passare del tempo, dà vita alla cirrosi. Questa malattia accelera la proliferazione delle cellule epatiche, chiamata “rigenerazione”, aumentando la velocità di sintesi del DNA; durante tale processo possono manifestarsi degli errori (aberrazioni) responsabili dello sviluppo di un epatocarcinoma.
Un'altra causa di tumore al fegato è legata ai virus dell’epatite B e C. E’ stato visto che dove alto è il numero di portatori di epatite virale, i casi di tumori epatici sono altrettanto elevati (classico esempio sono le regioni dell’Africa in cui più del 10% della popolazione è positiva all’epatite). Il virus dell’epatite B predispone al cancro perché è in grado di inserirsi nel DNA degli epatociti, inducendoli a proliferare in maniera incontrollata; quello dell’epatite C non si integra nel DNA, ma favorisce ugualmente il tumore al fegato con meccanismi ancora sconosciuti.
Un'altra malattia di notevole importanza è rappresentata dall’emocromatosi (che provoca un accumulo enorme, e patologico, di ferro in vari organi, come fegato, cuore, cervello, reni e pancreas). Per quanto riguarda le sostanze di natura alimentare, cancerogene sono sicuramente le nitrosamine, che derivano dai nitrati presenti in diversi alimenti, ma anche alcune micotossine (prodotte da funghi che colonizzano arachidi e cereali). Di queste ultime la più importante è l’aflatossina, sostanza prodotta da un fungo, l’Aspergillus flavus, particolarmente diffuso in certi paesi tropicali, come l’Uganda; non a caso in queste nazioni la contaminazione del cibo da parte di aflatossine è piuttosto frequente (motivo per cui il carcinoma primitivo del fegato è molto diffuso). Anche  certe sostanze chimiche, come l’arsenico ed il cloruro di vinile monomero (che si ritrova nell’industria della lavorazione della plastica), possono provocare, con alta frequenza, un tumore del fegato chiamato angiosarcoma epatico, come pure ne può essere causa un mezzo di contrasto radioattivo chiamato Torostat, che si usava negli anni ’40 per le angiografie (radiografie dei vasi sanguigni), ma che oggi non viene più utilizzato. Altri possibili fattori cancerogeni sono rappresentati dal trattamento prolungato con ormoni steroidi anabolizzanti  ad alte dosi, dal fumo di sigaretta e soprattutto dall’alcool.
Alcuni parassiti come Echinococcus Granulosus, Schistosoma Haematobium ed Ameba, possono provocare cisti epatiche, generalmente benigne. I contraccettivi orali aumentano di pochissimo il rischio di sviluppare tumore al fegato, sempre di natura benigna.

 

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Ultima modifica: 10/03/2010   -   Informativa pubblicità -




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