Transaminasi Alte nello Sportivo e Salute del Fegato

Del dottor Francesco Casillo


Quante volte è capitato che, dopo aver riscontrato valori alti delle transaminasi, il medico o chi per lui abbia allertato sul possibile stress epatico? Sono i valori fuori range (rispetto al riferimento) delle transaminasi segno e predizione di stress epatico? La risposta è “ni”! Transaminasi alte nello sportivoLa risposta più esatta è funzione della contestualizzazione metabolica individuo-specifica.
Se si tratta di un soggetto che si allena con vigore “potrebbero” esserlo, ma non sono marker assoluti di predizione stressogeno epatica - si spiegherà poco di seguito perché; se, invece, trattasi di soggetti sedentari, lo sono con molta probabilità! (Le transaminasi potrebbero risultare elevate anche in altre circostanze: infarto del miocardio ed assunzione di preparati erboristici o farmaci ed in altre condizioni, ma in questa sede non si prendono in considerazione, in quanto esulano dal mero fine di mettere in luce come elevati valori possano essere riscontrati anche in condizioni di piena salubrità e non necessariamente in condizioni di stress del fegato, come vuole il sapere di massa).
ALT (GPT) e AST (GOT) sono enzimi epatici (più comunemente noti, appunto, come “transaminasi”). La loro movimentazione è interpretata come segno di sofferenza epatica poiché presenti nel fegato. Il nesso che si tralascia è che tali enzimi sono presenti anche in altri tessuti, tra cui quello muscolo-scheletrico. Infatti, alterazioni tissutali come le micro-lesioni sul tessuto muscolare indotte da allenamenti vigorosi ne determinano la movimentazione, spostando i loro valori fuori dai range di riferimento; la non conoscenza della loro localizzazione anche muscolo-scheletrica e la non considerazione dell'interezza del quadro clinico del paziente e del suo stile di vita portano inevitabilmente ad allarmi infondati.
In un approfondito studio, il dott. Rob Dickerman del Dipartimento di Medicina dell'Università di North Texas ha collezionato gli esami ematologici relativi ad ALT, AST, CK e Gamma GT di cinque categorie di soggetti (65): body-builder che utilizzavano steroidi anabolizzanti, body-builder natural, pazienti con patologie epatiche (epatite virale), studenti allenati e studenti sedentari. I risultati furono inequivocabili: ALT e AST risultavano elevati in tutti i body-builder, che facessero uso o meno di sostanze anabolizzanti. Le Gamma GT (sensibili marker di danno epatico) risultavano elevate sopra il range di riferimento solamente nelle persone con patologie epatiche in corso. La Creatin Kinasi (CK), enzima che si eleva in risposta a danni tissutali muscolo-scheletrici, risultava elevata in tutti i gruppi che prevedevano protocolli d'allenamento - senza, tuttavia, che essi riportassero alcun danno o stress al fegato. Inoltre, la CK risultava altamente correlata ai livelli di ALT e AST.
L'allenamento di resistenza tipico del body- building, determinando danno muscolo-scheletrico, fa elevare ALT e AST che si trovano anche nei muscoli e che, pertanto, facilmente possono essere confusi come segno di stress o malattia epatica se non si considerano anche altri valori che danno un quadro più preciso sul substrato tissutale dal quale deriva l'innalzamento enzimatico osservato (65). Pertanto, diverso può essere il significato dell'elevazione dei valori di ALT e AST, a seconda che i soggetti osservati siano atleti (sottoposti a particolari regimi d'allenamento inducenti microlesioni muscolari, come nel caso dei culturisti) o sedentari.


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Ultima modifica dell'articolo: 11/01/2016