Ittero dei neonati

Vedi anche: occhi gialli

 

L'ittero è un segno di comune riscontro sia nei neonati prematuri che in quelli nati a termine. La caratteristica più lampante dell'ittero è la comparsa di evidenti sfumature cutanee giallognole, sostenute dall'aumento dei livelli di bilirubina nell'organismo. Solitamente l'ittero compare dapprima sul viso, per poi diffondersi al torace, all'addome, alle braccia e alle gambe man mano che i livelli di bilirubina aumentano. Ittero dei neonatiAnche la parte bianca degli occhi può divenire giallastra, mentre per ovvie ragioni nei neonati con pelle scura l'ittero può risultare meno evidente.

La bilirubina è un pigmento giallo-arancione derivato dalla degradazione splenica dell'emoglobina contenuta nei globuli rossi, resa poi solubile dal fegato per essere eliminata con la bile e le urine. Nel circolo ematico la bilirubina si trova quindi in due distinte forme: una indiretta, non ancora processata dal fegato, ed una diretta, o coniugata, derivante dal metabolismo epatico della precedente.

L'ittero dei neonati è sostenuto da un lato dall'aumentata sintesi di bilirubina indiretta e dall'altro dall'ancor poco efficace attività degli enzimi epatici destinati al suo metabolismo. Non a caso, ora che i polmoni del piccolo hanno iniziato a funzionare e la disponibilità di ossigeno è maggiore rispetto all'ambiente uterino, molti globuli rossi invecchiati e soprannumerari non hanno ragione di esistere; dopo la nascita, la milza si fa quindi carico di smaltire tale eccesso, producendo ingenti quantità di bilirubina indiretta che si accumulano nei tessuti. L'ittero cutaneo del neonato, in particolare, si manifesta quando tale pigmento raggiunge e supera concentrazioni di 5/6 mg su 100 ml di sangue. Tra i più comuni fattori di rischio per l'ittero neonatale ricordiamo: prematurità, diabete gestazionale, asfissia durante il parto, ipossia, ipoglicemia, acidosi, policitemia, altitudine, disidratazione, grossi ematomi e familiarità per l'ittero (genitori, fratelli o sorelle del bambino che hanno avuto in passato livelli di bilirubina elevati, tali da richiedere il trattamento con fototerapia).

Come distinguere l'ittero neonatale fisiologico da quello patologico

L'ittero del neonato è una condizione estremamente diffusa, che interessa più del 50% dei neonati sani a termine di gravidanza. L'ittero fisiologico appare all'incirca verso il secondo giorno di vita, raggiunge l'apice durante il terzo o quarto giorno e poi inizia a regredire fino ad annullarsi nel giro di una o due settimane. Per quanto detto nella parte introduttiva, l'itterizia neonatale fisiologica è caratterizzata da iperbilirubinemia indiretta, mentre sono considerati anomali gli episodi itterici accompagnati ad elevati livelli di bilirubina coniugata. Le condizioni per le quali l'ittero ad esordio neonatale viene considerato patologico sono le seguenti:

  • comparsa nelle prime 24 ore;
  • incremento giornaliero di bilirubinemia superiore a 5 mg/dL;
  • valori di bilirubina totale superiore a 13 mg/dL nel neonato a termine ed a 15 mg/dL nel pretermine;
  • concentrazione di bilirubina diretta superiori a 1,5-2 mg/dL;
  • associazione di condizioni morbose che ne aggravano il rischio potenziale (grave prematurità, peso molto basso alla nascita, asfissia ed altri fattori di rischio);
  • persistenza dell'ittero e dell'iperbilirubinemia oltre una settimana nel neonato a termine es oltre due settimane nel pretermine.

Sintomi da non sottovalutare, che impongono un rapido consulto medico, sono rappresentati da: marcato colorito giallo della pelle anche a livello dell'addome, delle braccia e delle gambe; colorazione giallastra delle sclere oculari (la parte bianca dell'occhio); irritabilità, sonno profondo, rifiuto verso l'allattamento al seno o quello artificiale.

Le cause dell'ittero patologico sono molteplici e distinguibili in forme emoltiche, caratterizzate da iperbilirubinemia indiretta, e forme colestatiche o da ridotta captazione e/o coniugazione epatica del pigmento, caratterizzate da iperbilirubinemia diretta. Nel primo gruppo rientra la più comune causa di itterizia neonatale: si chiama malattia emolitica da incompatibilità materno-fetale ed è dovuta al passaggio, attraverso la placenta durante la gravidanza o durante il travaglio, di anticorpi materni contro antigeni presenti sui globuli rossi fetali; la forma più grave si verifica in genere a partire dalla seconda gravidanza nei neonati Rh positivi con madri Rh negative non adeguatamente trattate.

fototerapia bili light
La fototerapia è utilizzata anche per trattare casi di ittero neonatale. Risulta utilie grazie alla conseguente isomerizzazione della bilirubina che viene così trasformata in composti che il neonato può espellere con le urine o con le feci. Si utilizza tipicamente la cosidetta bili light therapy (420-470 nm)

Un'altra comune causa di itterizia è legata alle anemie neonatali, caratterizzate da una ridotta sopravvivenza delle emazie e da un aumentato catabolismo delle forme anomale. Anche infezioni od intossicazioni di vario tipo e l'assunzione di determinati farmaci o sostanze tossiche si accompagnano tipicamente ad ittero da aumentata emolisi. Malattie metaboliche (sindrome di Gilbert, galattosemia, sindrome di Crigler Najjar, sindrome di Lucey-Driscoll) ed ipotiroidismo sono invece responsabili delle forme itteriche da ridotta captazione e/o coniugazione epatica di bilirubina.

I potenziali danni dovuti all'iperbilirubinemia si concretizzano al di sopra dei 20 mg/dl, per la possibilità che il pigmento superi la barriera ematoencefalica depositandosi nelle cellule nervose. Ove richiesto, i livelli di bilirubina possono essere abbassati irradiando il bambino con speciali sorgenti luminose (fototerapia); in alternativa o in associazione a questo intervento, l'iniezione endovenosa di albumina può evitare il deposito del pigmento nei tessuti, mentre attende di essere adeguatamente smaltito dal fegato. Anche il Fenobarbital rappresenta un presidio terapeutico comunemente utilizzato negli episodi di ittero neonatale con iperbilirubinemia indiretta.


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