Fegato ingrossato

Si parla di epatomegalia in presenza di un fegato ingrossato oltre le normali dimensioni. Si tratta di una condizione abbastanza comune e non necessariamente patologica, che può essere sostenuta da numerose cause.

Il medico può accorgersi di un fegato oltremodo ingrossato già dall'esame clinico, effettuando determinate e precise manovre palpatorie; l'ecografia e vari esami ematici potranno successivamente indagare le reali cause del fenomeno.

Fegato ingrossato in assenza di sintomi
Spesso un aumento delle dimensioni epatiche è dovuto all'accumulo di grassi (steatosi). Questa condizione compare tipicamente verso la mezza età quando la dieta è cronicamente ricca di lipidi ed ipercalorica (formaggi, fritture ecc.) e quando si abusa degli alcolici (vino e birra) e dei superalcolici. Consulta l'articolo dedicato al rapporto tra alimentazione e fegato per scoprire quali sono gli alimenti che promuovono la buona salute di questo importantissimo organo.

Per quanto riguarda i sintomi, spesso un fegato ingrossato non dà alcun segno particolare di sé; solo quando l'aumento volumetrico è piuttosto rapido e/o vistoso il paziente può avvertire un dolore localizzato nella regione addominale superiore destra (spesso si tratta di un semplice fastidio, che tra l'altro non raramente ha origine extraepatiche). Comunque sia, la dolenzia a livello epatico può aggravarsi o manifestarsi soltanto durante la palpazione dell'organo e/o accompagnarsi ad una colorazione giallognola della cute e del bianco degli occhi (ittero).

Fegato ingrossato: le possibili cause

Steatosi epatica: eccessivo accumulo di grasso nel fegato, che soprattutto negli alcolisti può lentamente evolvere in un quadro infiammatorio (epatite) con formazione di tessuto fibroso; tipica degli obesi, degli alcolisti, dei diabetici di tipo II e di chi ama gli eccessi alimentari (in particolare fritture e cibi ricchi di grassi), la steatosi epatica determina epatomegalia con fegato molle, liscio e generalmente non dolente.

 

alcolismo: le malattie del fegato sono tipiche degli alcolisti.

 

Epatiti: quadri infiammatori del fegato spesso di origine virale (come nell'epatite A, nell'epatite B, nell'epatite C, nell'epatite D, nell'epatite E); si accompagnano ad un ingrossamento del fegato che appare molle, liscio e generalmente dolente nelle forme acute, mentre in quelle croniche la dolenzia insorge soltanto in uno stadio avanzato e l'organo assume una consistenza dura e nodosa.

Fegato ingrossato


Tumore del fegato: in una fase avanzata, la massa tumorale può aumentare le dimensioni dell'organo fino a provocare dolore, rendendolo piuttosto duro alla palpazione. Questa malattia si associa tipicamente ad ittero, rapido e consistente dimagrimento, anoressia (mancanza di appetito), stanchezza, nausea e vomito.

 

Cirrosi: malattia cronica e degenerativa del fegato, in cui il normale tessuto epatico viene sostituito da una rete di tessuto cicatriziale, tra le cui maglie si riconoscono nuclei di epatociti in rigenerazione. La cirrosi è l'evoluzione naturale di molte forme di epatite non adeguatamente trattate, è tipica degli alcolisti e di alcune malattie dismetaboliche (steatosi epatica non alcolica, glicogenosi, emocromatosi, morbo di Wilson). Il fegato è generalmente ingrossato e comunque duro e nodulare; si accompagna ad edemi (gonfiori per accumuli di liquidi diffusi), soprattutto a livello addominale (ascite, con addome gonfio e globoso).

 

Mononucleosi: questa patologia infettiva (malattia del bacio) si accompagna tipicamente ad un ingrossamento del fegato e della milza; si associa generalmente ad un forte senso di debolezza, febbre e faringite (mal di gola).

 

Emocromatosi: malattia spesso su base ereditaria caratterizzata dall'eccessivo accumulo di ferro nell'organismo; il deposito del minerale a livello epatico, in particolare, determina un eccesivo ingrossamento dell'organo; in una fase avanzata la cute assume un colorito bronzeo/grigiastro.

 

insufficienza cardiaca congestizia: se il cuore non riesce a pompare in circolo quantità adeguate di sangue il fegato può aumentare di volume per l'insufficiente apporto ematico.

 

ALTRE POSSIBILI CAUSE: un fegato ingrossato può essere provocato anche da:

altre malattie infettive, come il tifo addominale, la brucellosi infettiva, la rickettsiosi, la leishmaniosi, l'epatite leucetica o l'epatite da spirochete;

altre malattie metaboliche, come l'amiloidosi, la glicogenosi tipo II e tipo IV, malattie da accumulo lisosomiale;

emopatie e linfomi: leucemia mieloide e linfatca cronica, anemie emolitiche, linfomi tipo Hodgkin e non Hodgkin;

malattie biliari: colangite sclerosante; stasi biliare;

abuso di determinati farmaci, come paracetamolo (ampiamente usato come analgesico ed antipiretico), statine (contro il colesterolo alto), macrolidi (antibiotici), amiodarone (farmaco anti-aritmico).

Fegato ingrossato: quando preoccuparsi

I campanelli di allarme che devono far sospettare malattie importanti a carico del fegato sono rappresentati da: ittero, forte dolore della regione addominale superiore destra, importanti difficoltà digestive, vistosi gonfiori, perdita di appetito, febbre accompagata da debolezza e rapida perdita di peso, alterazioni del colore delle urine (scure) o delle feci (chiare).


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