| Introduzione | Vaccinazione e immunità |
| Segni e sintomi Epatite B | Contagio |
| Fattori di rischio | Diagnosi |
| Complicanze | Cura e trattamento epatite B |
Argomenti correlati: epatite A; epatite C; epatite D; epatite E; Farmaci per la cura delle Epatiti
Per essere infettati dal virus occorre che questo penetri nell'organismo in uno dei modi appena elencati. Non è quindi possibile essere contagiati tramite contatti casuali, come un ballo, una stretta di mano, tramite il sudore o le lacrime, così come attraverso l'utilizzo comune del telefono, della piscina o della tavoletta del WC.
Anche chi ha avuto l'epatite B ed è completamente guarito non può trasmettere l'infezione; allo stesso modo non avrà bisogno di alcun vaccino perché possiede difese contro altri, eventuali, attacchi dell'HBV.
FATTORI DI RISCHIO: promiscuità sessuale, rapporti sessuali non protetti, utilizzo di droghe tramite iniezione, presenza di altre malattie sessualmente trasmissibili, come la clamidia o la gonorrea, esposizione professionale a sangue umano, viaggio in Paesi in cui l'epatite B è particolarmente diffusa, vivere con persone infette.
Dal momento che molti soggetti non sviluppano sintomi di rilievo clinico, la diagnosi di epatite B si affida soprattutto agli esami del sangue. Tramite questi test si andranno a ricercare tracce biologiche del virus o la presenza di anticorpi specifici contro l'HBV.
Le complicanze dell'epatite B possono svilupparsi nei portatori cronici a distanza di molti anni (30-40) dall'infezione. Il rischio è tanto maggiore quanto più precocemente è avvenuto il contagio.
Circa il 90% dei bambini che hanno contratto la malattia alla nascita ed il 30%-50% di quelli che si infettano entro i primi 5 anni di vita, diventa portatore cronico di HBV; al contrario, solo il 5-10% delle persone che si infettano in età adulta sviluppa un'infezione cronica di lunga durata, dopo un breve periodo iniziale di infezione acuta.
Tali complicanze comprendono la cirrosi epatica, il cancro al fegato e l'insufficienza epatica.
La probabilità di morte a causa di danni epatici prodotti nella fase precoce (epatite fulminante) si aggira intorno all'un per cento.
Le persone affette da epatite B sono maggiormente esposte al rischio di infezione da parte del ceppo virale HDV. Questo virus può replicarsi solo se è contemporaneamente presente il virus responsabile dell'epatite B; di conseguenza non è possibile contrarre l'epatite D in assenza di una contemporanea o preesistente infezione da virus HBV. La trasmissione e i fattori di rischio sono simili a quelli visti per l'epatite B. La contemporanea presenza dei due ceppi virali aumenta il rischio di sviluppare gravi patologie epatiche, come la cirrosi o il cancro al fegato.
Per l'epatite B e per le sue possibili conseguenze non esiste una cura universale e veramente efficace. La cosa migliore da fare è dunque quella di combattere la malattia tramite un'adeguata prevenzione.
Se vi è la consapevolezza di essere entrati accidentalmente a contatto con il virus è fondamentale chiamare immediatamente il medico. Un trattamento con immunoglobuline specifiche entro le 24 ore dal contagio, abbinato ad una vaccinazione con successivi richiami, può proteggere il malato dallo sviluppo dell'infezione.
Una volta contratta l'epatite B è fondamentale osservarne la progressione, tramite un attento monitoraggio dei sintomi di danno epatico. Se questi sono assenti è probabile che non venga intrapresa alcuna terapia. In caso contrario il medico può intervenire con farmaci antivirali ed immunostimolanti, che non sono tuttavia sempre efficaci nel debellare l'infezione.
In seguito a diagnosi di epatite B il medico consiglierà alcuni cambiamenti nello stile di vita. Questi semplici accorgimenti contribuiranno a preservare il più possibile la funzionalità epatica:
evitare gli alcolici; l'alcol è infatti in grado di peggiorare il decorso ne delle malattie epatiche ed in alcuni casi ne è il principale responsabile.
Evitare l'utilizzo di farmaci che possono causare danni al fegato e chiedere consigli in merito al proprio medico (anche i comuni farmaci da banco possono rivelarsi pericolosi per la salute epatica, come ad esempio gli antidolorifici a base di paracetamolo).
Seguire una dieta sobria ed equilibrata caratterizzata da un ridotto consumo di grassi saturi, fritture, cibi raffinati, eccessi calorici, caffè e cioccolato, a favore di pesce, carni bianche cereali integrali, frutta e verdura fresca. Il medico potrebbe consigliare l'integrazione con prodotti antiossidanti (selenio ed N-acetilcisteina, amminoacido precursore del glutatione) o a base di erbe medicinali detossificanti (carciofo, cardo mariano, silimarina). E' sempre consigliabile un abbondante apporto di liquidi non alcolici (acqua, centrifugati e succhi di frutta non zuccherati).
In presenza di epatite B può essere d'aiuto un'attività fisica regolare, ma in proposito è molto importante un consulto preventivo con il proprio medico.
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