Epatite E

Generalità

L'epatite E è una alattia epatica causata dall'HEV, piccolo RNA virus non capsulato che - similmente all'agente eziologico dell'epatite A - si trasmette per via oro-fecale, quindi attraverso il consumo di acqua ed alimenti contaminati da feci infette. Epatite E

L'epatite E è fortunatamente rara in Italia, come del resto negli altri paesi industrializzati, mentre è spesso presente in forma epidemica o sporadica nelle regioni in via di sviluppo, dove sovraffollamento e condizioni igieniche precarie costituiscono terreno fertile per la sua diffusione.

Sintomi

Per approfondire: Sintomi Epatite E


Dopo il contagio il periodo di incubazione varia da due a nove settimane; in media dura circa 40-50 giorni.

La malattia esordisce quindi con un corteo sintomatologico simile a quello dell'epatite A (ittero, anoressia, malessere, dolori addominali e articolari, febbre alta); i sintomi sono più gravi nelle gestanti, tanto che in una non trascurabile percentuale di casi (intorno al 10-20%) il virus è responsabile di epatite fulminante.

Contagio e Prevenzione

Particolare attenzione, dunque, quando ci si reca in Paesi in via di sviluppo, dove occorre rispettare alcune semplici regole, come il fatto di risciacquare abbondantemente la verdura e la frutta, e sbucciare quest'ultima prima del consumo. Molto importante, inoltre, consumare carne e pesce (in modo particolare i molluschi) soltanto dopo una generosa cottura.
Aldilà del cibo, un importantissimo veicolo di infezione è l'acqua; quella prelevata dal rubinetto o da sorgenti comuni dovrebbe sempre essere bollita per almeno 5-10 minuti, mentre quella in bottiglia può essere consumata con maggiore tranquillità, a patto che venga stappata sotto i propri occhi. Attenzione anche ai cubetti di ghiaccio - che non andrebbero mai consumati direttamente od aggiunti alle bevande - e all'acqua utilizzata per lavarsi i denti: anch'essa dovrebbe essere sicura, quindi di bottiglia. Allo stesso modo, quando si fa il bagno in fiumi e mari è bene prestare attenzione che non entri dell'acqua in bocca.
La prevenzione individuale dell'epatite E si completa con le comuni norme di igiene personale, come l'accurato e frequente lavaggio delle mani, in particolar modo dopo essere stati alla toilette e prima di manipolare gli alimenti; infine, oggetti come spazzolini, posate, bicchieri ed asciugamani dovrebbero essere di utilizzo strettamente personale.

Oltre all'uomo, il virus HEV colpisce anche alcuni animali, tra cui il suino ed i cervidi; sono stati descritti episodi di trasmissione dell'infezione dopo il consumo di carne cruda di cinghiale e cervo; la reale pericolosità di questa possibile via di contagio rimane comunque da chiarire. In ogni caso, per sicurezza, si consiglia di consumare carne di maiale solamente dopo un'adeguata cottura (accortezza utile per prevenire diverse altre malattie, come la toxoplasmosi).

Trattamento

I casi di epatite E sono tendenzialmente auto limitanti ed il ricovero ospedaliero non è generalmente richiesto; non esiste una terapia specifica e realmente efficace, motivo per cui la prevenzione rimane di gran lunga l'intervento più importante; un vaccino di origine ricombinante, in grado di prevenire la malattia, è già disponibile in Cina.


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Ultima modifica dell'articolo: 27/01/2016