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      Ultima modifica: 06/02/2012

Epatite C

Introduzione Fattori di rischio
Segni e sintomi Epatite C Diagnosi
Complicanze Prevenzione
Contagio e cause Epatite C Cura e trattamento

 

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L'epatite C è una malattia infettiva causata dal virus HCV (o virus dell'epatite C). Si trasmette tramite contatto diretto con sangue infetto, ad esempio durante lo scambio di siringhe tra tossicodipendenti o, come succedeva in passato, attraverso le trasfusioni; raro, ma comunque possibile, il contagio sessuale.
Il virus dell'epatite C può causare importanti malattie al fegato, tra cui cirrosi e cancro; nei casi più gravi, il trapianto dell'organo rappresenta l'unica soluzione per salvare la vita al paziente. Nonostante ciò, la maggior parte degli infetti non lamenta sintomi particolari e rimane all'oscuro della malattia sino a quando, dopo molti anni dall'infezione, esordisce con sintomi talvolta severi.
Tra i sei tipi di virus implicati nell'insorgenza dell'epatite (oltre alla C ricordiamo la A, la B, la D, la E e la G), l'HCV è probabilmente il più pericoloso, sia per la gravità delle sue ripercussioni a lungo termine, sia perché non esiste un vaccino capace di prevenire il contagio (è invece disponibile per l'epatite A e la B).

Sintomi

L'epatite C è spesso asintomatica, soprattutto negli stadi iniziali. Quando presente, la sintomatologia è piuttosto vaga e perlopiù limitata alla comparsa di nausea, mancanza di appetito, affaticamento fisico,  intolleranza ad alcol e alimenti grassi e piccoli dolori accentuati dalla palpazione nell'area del fegato.
In assenza di cura, la maggior parte delle infezioni da epatite C cronicizza, minando, a poco a poco, la salute del fegato. Anche in questo caso, il paziente può sentirsi bene e non avvertire disturbi particolari, addirittura per decenni.  In uno stadio avanzato, le alterazioni epatiche si accompagnano a sintomi importanti, come l'ittero (colorazione giallastra della pelle e degli occhi), prurito in diverse parti del corpo, nausea, vomito, dolore addominale e febbre leggera.

Complicanze e decorso della malattia

A differenza di quanto accade per l'epatite B, che in età adulta si risolve spontaneamente nel 90-95% dei casi, solo una piccola parte dei pazienti affetti da epatite C riesce a guarire senza farmaci e senza accusare danni permanenti (percentuale stimata intorno al 15%).  Di conseguenza, più di otto persone su dieci svilupperanno un'infezione cronica, che, nella maggior parte dei casi, procederà in maniera asintomatica per decenni. Tra questi individui, circa il 30% svilupperà, dopo 10-30 anni (in relazione Epatite Calla presenza o meno di altri fattori predisponenti, come l'epatite B, l'HIV, l'alcolismo, ecc.) una grave ed irreversibile malattia del fegato chiamata cirrosi. Anche se può risultare pressoché asintomatica nel suo stadio iniziale, la cirrosi predispone a malattie molto importanti, come l'insufficienza epatica ed il tumore al fegato.

L'epatite C aumenta anche il rischio che alcune cellule del sistema linfatico si trasformino in senso neoplastico (linfomi).

Contagio e cause

Di per sé, il virus dell'epatite C non è particolarmente infettante ed aggressivo, motivo per cui alcune modalità di contagio, seppur possibili, sono piuttosto rare.

La maggior parte delle persone infette è stata contagiata da trasfusioni di prodotti ematici ricevute prima del 1992, anno in cui è stato messo a punto uno screening per la ricerca del virus. Lo scambio di aghi e siringhe infette rappresenta un'altra classica via di contagio; per questo motivo l'epatite C è piuttosto diffusa tra i tossicodipendenti.
Il rischio di trasmissione da madre a figlio durante la gravidanza o il parto è basso, stimabile nell'ordine del 5%; aumenta se la partoriente è infetta anche dal virus HIV ed ha una viremia elevata.
In rari casi, l'epatite C viene contratta per via sessuale, che rappresenta, invece, una comune modalità di contagio del virus HBV e di altre malattie sessualmente trasmissibili (AIDS, sifilide, gonorrea, clamidia).

Sporadici, ma pur sempre possibili, i casi di infezione da utilizzo di strumenti non sterili (per tatuaggi - body piercing - agopuntura ecc.), da uso comune di rasoi, spazzolini da denti e forbicine, oppure, soprattutto in ambito domestico e lavorativo, da ferite accidentali con aghi infettati da pazienti viremici.
L'epatite C non può essere contratta attraverso cibi e bevande contaminate, spesso coinvolti nella trasmissione dell'epatite A.


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