Sistema nervoso e neurotrasmettitori

In passato il sistema ortosimpatico era chiamato “ergo tropico”; la sua attivazione, infatti, determina un dispendio di energie prontamente messe a disposizione dalla degradazione del glicogeno in glucosio, dall'idrolisi dei lipidi e dall'accelerazione dell'attività cardiaca; in tal modo l'organismo si prepara a reagire ad una condizione di forte stress, ad un trauma, a repentini sbalzi termici o ad un grave sforzo fisico (“reazione di attacco o fuga”). Questa risposta immediata ad una condizione sfavorevole è possibile perché l'ortosimpatico generalmente esplica la sua azione in maniera diffusa.

Il sistema parasimpatico era chiamato “trofotropico” perché, al contrario dell'ortosimpatico, si attiva in condizioni di recupero o riposo e di digestione da parte dell'organismo; pertanto, questo sistema svolge un ruolo di fondamentale importanza per le funzioni digestive, per il recupero delle riserve energetiche e per il ripristino delle fisiologiche condizioni pressorie e cardiache. La risposta conseguente all'attivazione del parasimpatico è detta “di tipo settoriale”, cioè interessa un'area localizzata dell'organismo. Il parasimpatico, con la sua attività trofotropica, è quindi responsabile del mantenimento delle funzioni vitali dell'organismo.

In condizioni fisiologiche, le funzioni di orto e parasimpatico sono tra loro in equilibrio, ed eventuali situazioni di leggero squilibrio vengono fisiologicamente corrette attraverso “meccanismi di alto riflesso”, mirati - a seconda dei casi - ad aumentare o diminuire rispettivamente l'azione di orto e parasimpatico. Sistema simpatico e parasimpaticoUn esempio può essere il comune calo pressorio: i barocettori vasali percepiscono tale abbassamento e trasmettono il segnale ai centri vasomotori a livello dell'encefalo, dove viene elaborata la risposta consistente in una riduzione dell'attività del parasimpatico (ricordiamo infatti che questo sistema provoca riduzione dell'attività cardiaca e vasodilatazione) e nel potenziamento dell'attività dell'ortosimpatico, che accresce il grado di contrazione della muscolatura liscia vasale riportando la pressione a valori fisiologici. In presenza di patologie conclamate si avrà un'errata prevalenza di un sistema sull'altro; la somministrazione di determinati farmaci va a correggere questo squilibrio.
La trasmissione dell'impulso nelle vie efferenti è mediata da neuroni pre-gangliari COLINERGICI, indifferentemente che siano dell'orto o del parasimpatico: ovvero rilasciano a livello sinaptico il neurotrasmettitore Acetilcolina (Ach). L'Ach interagisce con i recettori canale nicotinici presenti sui gangli; i recettori così attivati inviano l'impulso alle fibre post-gangliari, che giungono fino all'organo effettore rilasciando: quelle appartenenti al parasimpatico il neurotrasmettitore acetilcolina e quelle appartenenti all'ortosimpatico Noradrenalina (Nor).
L'innervazione somatica, che controlla tutta la muscolatura scheletrica, possiede fibre neuronali prive di gangli, originate dal midollo spinale (motoneuroni spinali), ma anch'esse colinergiche; quest'ultime interagiscono con recettori nicotinici “muscolari”, così denominati perché situati sui muscoli scheletrici. I recettori nicotinici muscolari si differenziano dai recettori nicotinici presenti sui gangli, perciò i farmaci che agiscono su tali recettori devono avere un'azione selettiva, viceversa si rischierebbe di compromettere l'intera trasmissione simpatica pre-gangliare. Un discorso a parte va fatto per la midollare del surrene, la cui innervazione simpatica si differenzia da tutti gli altri organi perché mancante del neurone post-gangliare; in altre parole, il neurone pre-gangliare libera Ach direttamente sul recettore nicotinico presente nella midollare del surrene, che rilascerà il neurotrasmettitore Adrenalina direttamente nel torrente ematico, attraverso cui raggiunge i suoi siti attivi interagendo con i recettori adrenergici.


Tourn-over dei neurotrasmettitori dei sistemi orto e parasimpatico


AcetilcolinaACETILCOLINA: viene sintetizzata all'interno della terminazione nervosa per interazione della colina con l'acetil-coenzima A, immagazzinata in vescicole e liberata in seguito a depolarizzazione della membrana cellulare (apertura del canali del Ca voltaggio-dipendenti) per inglobamento della vescicola con la parete. Liberata nello spazio intercellulare, l'acetil-colina interagisce con i recettori post-sinaptici della cellula muscolare o neuronale, cui rimane legata per il tempo necessario alla trasmissione dell'impulso; in seguito si slega e viene nuovamente degradata da opportune esterasi a colina ed acido acetico. Questo percorso biologico può essere modificato da sostanze esogene, come la tossina botulinica, che blocca la liberazione di Ach a livello sinaptico, e il veleno della vedova nera, che invece ne provoca una continua emissione.
CATECOLAMINE (adrenalina, noradrenalina e dopamina): sintetizzate all'interno delle terminazioni nervose post-gangliari ortosimpatiche per trasformazione dell'aminoacido tirosina in dopa da parte dell'enzima tirosin-idrossilasi, e in seguito in dopamina da parte dell'enzima dopa-decarbossilasi; la dopamina viene immagazzinata nelle vescicole sinaptiche ed eventualmente ulteriormente trasformata in noradrenalina.

 

Sintesi Adrenalina

 

La stessa dopamina può fungere da neurotrasmettitore, in tal caso si parlerà di neuroni dopaminergici, che trovano collocazione soprattutto a livello del SNC. Le vescicole contenenti il neurotrasmettitore migrano sulla membrana cellulare in seguito a depolarizzazione e rilasciano la noradrenalina a livello sinaptico, dove interagisce con i rispettivi recettori. Dopo aver esplicato la sua funzione, la noradrenalina viene ripresa dalle terminazioni nervose e degradata da specifici enzimi, chiamati mono-ammino-ossidasi o MAO. In minima parte, a livello sinaptico la noradrenalina può subire l'azione delle COT (catecolammin transferasi).

 

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Ultima modifica dell'articolo: 26/04/2016