FANS: effetti collaterali

  • Nimesulide: antinfiammatorio molto utilizzato per trattare cefalee, dolori acuti, dismenorrea primaria e come asintomatico per l'osteoartrite dolorosa; tuttavia, è stato accertato che anche questo FANS provoca gravi danni a livello epatico, a tal punto che in Finlandia e Spagna è stato ritirato dal commercio ed altri paesi europei ne  hanno ridotto gli usi farmacologici, la dose terapeutica ed il periodo di somministrazione. La nimesulide non deve in alcun caso essere adoperata per bambini, donne in gravidanza e per chi fa uso di alcol.
  • Coxib, “la grande illusione”? Gli inibitori selettivi delle COX 2 sono realmente più efficaci e sicuri dei comuni FANS, presentano realmente una minore tossicità gastro-intestinale? In realtà, studi scientifici hanno accertato che la loro efficacia come antinfiammatori non è superiore a quella dei comuni FANS: come gli altri sono farmaci sintomatici e non curativi; effettivamente la tossicità gastrica è ridotta ma ciò non significa che venga del tutto eliminata. La farmacovigilanza ha messo in luce che trattamenti con Coxib in pazienti sotto terapia cardiaca  aumentavano il rischio di insorgenza di patologie cardiovascolari, in quanto gli inibitori selettivi delle COX2 interrompono la produzione di PG2, inibitore dell'aggregazione piastrinica e potente vasodilatatore, tuttavia, non intervengono sulla produzione di trombossano A2, che ha azione aggregante; per tali ragioni si innesca un potenziale stato protombrotico, che può essere fatale in pazienti predisposti ad ischemie ed infarti.

Caratteristiche farmacocinetiche dei FANS: essendo deboli acidi organici vengono ben assorbiti a livello gastrico, tuttavia presentano un'elevata capacità di legare le proteine plasmatiche; perciò a dosi eccessive, in soggetti predisposti, si hanno rischi emorragici; subiscono la metabolizzazione da parte del sistema microsomiale epatico, quindi vengono eliminati per via renale o biliare.
Effetti terapeutici dei FANS:

  • Analgesico: riescono a sedare dolori di bassa e media entità di natura infiammatoria, efficaci contro i dolori da dismenorrea primaria, ma non hanno alcun effetto sul dolore viscerale;
  • Antipiretico: aumenta la dispersione del calore e ne riduce la produzione, mediante l'inibizione delle prostaglandine a livello ipotalamico;
  • Antinfiammatorio: alleviano il dolore in caso di patologie muscolo-scheletriche o semplici traumi, ma non guariscono il danno;
  • Antiaggregante piastrinico: per tale effetto vengono comunemente impiegati nella profilassi e nel trattamento di patologie che inducono aggregazione piastrinica e formazione di trombi.

A tali effetti terapeutici però si accompagnano importanti effetti collaterali:

  • Gastralgie ed ulcere: questo effetto collaterale dei FANS è dovuto al mancato effetto protettivo delle prostaglandine a livello gastrico;
  • Sangue occulto nelle feci: asintomatico perciò può portare facilmente ad anemie.
  • Durante la gestazione si rischia l'induzione del travaglio a causa dell'inibizione dell'agente contratturante per la muscolatura liscia uterina; ciò può generare gravi emorragie post-partum.
  • In caso di dosaggi elevati o terapie prolungate possono insorgere nefropatie.
  • Reazioni di ipersensibilità: la via di formazione dell'acido arachidonico, non potendo seguire le reazioni catalizzate dalle ciclossigenasi, segue esclusivamente le reazioni catalizzate dalle lipossigenasi, con una consequenziale iperproduzione di leucotrieni, i quali in tal caso provocano il fenomeno noto come “asma da leucotrieni”.
  • Possibile comparsa della Sindrome di Reye in bambini portatori di infezioni virali che fanno uso concomitante di aspirina.
  • Spiazzamento di farmaci legati alle proteine plasmatiche; i FANS, avendo un'elevata affinità per le proteine plasmatiche le legano, determinando così un aumento della concentrazione del farmaco che vi era associato; pertanto è bene prestare particolare attenzione in caso di terapie croniche.
  • Intossicazione da salicilati: i comuni antinfiammatori di questa categoria, in dosi eccessive, possono gradualmente  comportare “salicilismo”, in cui gli effetti collaterali possono diventare veri e propri effetti tossici; i segni dell'intossicazione seguono un'evoluzione progressiva: dapprima, lievi con disturbi uditivi ed iperventilazione centrale; poi moderati con comparsa di febbre, disidratazione dovuta a malfunzionamento renale, ed acidosi metabolica; dopo ancora, effetti collaterali gravi, in cui si ha collasso dei vasi motori, coma ed ipotrombinemia; infine letali, a causa di insufficienze renali e respiratorie provocate dalla depressione a livello bulbare. In caso di intossicazione si procede con l'interruzione della somministrazione dei FANS e si facilita l'eliminazione dei derivati salicilati con l'alcalinizzazione delle urine e con lavande gastriche; bisogna stare bene attenti a reidratare prontamente il paziente.
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Ultima modifica dell'articolo: 14/01/2016