Oli essenziali

Droghe ad oli essenziali

Uso degli oli essenziali

Attività degli oli essenziali

Oli essenziali di: arancio amaro, bergamotto, camomilla, eucalipto, limone, mandarino, menta, timo

Aromaterapia

L'uso degli oli essenziali dev'essere vincolato ad una loro diluizione, perché comunque - allo stato puro - tutti, chi più chi meno, presentano delle proprietà irritative nei confronti delle mucose (poiché i composti mono e sesquterpenici, essendo lipofili, hanno una particolare affinità verso le matrici grasse come la cute o le membrane dei tessuti).

L'attività disinfettante può essere ricondotta a tutti gli oli essenziali, per le caratteristiche chimico-fisiche che li caratterizzano; allo stesso modo, tutti gli organismi viventi presentano un'organizzazione cellulare, e tutte le cellule sono avvolte da un doppio strato fosfolipidico affine alle miscele terpeniche (che possono disperdersi in questa matrice grassa e alterarne le funzionalità).
Molti oli essenziali possiedono particolari caratteristiche nei confronti di un certo tipo di funzionalità o apparato; tali attività possono essere ricondotte alla droga da cui ha origine l'olio. Ad esempio, la droga rosmarino (famiglia Labiate, strutture di secrezione esterne: peli), oltre ad aromatizzare la pietanza, la rende anche conservabile più a lungo; la droga, infatti, contiene mono e sesquiterpeni con proprietà batteriostatiche e battericide. Si tratta delle stesse sostanze che estrarremmo dal rosmarino se sottoponessimo la droga a distillazione in corrente di vapore. Il rosmarino droga mostra anche proprietà eupeptiche, che facilitano la digestione, anch'esse riconducibili all'olio essenziale contenuto nella droga.

Oli essenziali

Attività degli oli essenziali a carico dei diversi apparati

Apparato digerente: la stimolazione diretta è dovuta alla sensibile e modulata capacità irritativa della miscela terpenica a contatto con le mucose dello stomaco, che vengono sollecitate a produrre una maggiore quantità di succo gastrico; vi è anche una stimolazione riflessa dovuta principalmente alla percezione olfattiva e legata alle proprietà organolettiche della droga ad oli essenziali; i profumi fanno aumentare la salivazione a livello buccale, ciò è recepito a livello gastrico come un preannuncio dell'arrivo del bolo; di conseguenza aumenta la secrezione dei succhi gastrici.
Sistema Nervoso centrale: esistono oli essenziali, impiegati in aromaterapia, capaci di interferire con lo stato umorale, con le sensazioni a livello nervoso conscio e inconscio. Quest'attività è determinata dalla percezione a livello olfattivo delle sostanze mono e sesquiterpeniche, che inducono una reazione inconsapevole di benessere o malessere.
Apparato respiratorio: attività espettoranti, antitussive, antinfiammatorie; ne sono un esempio l'eucaliptolo nell'olio di eucalipto, e il pinene (composto monoterpenico di natura idrocarburica con particolari proprietà battericide) nel pino mugo. La proprietà espettoranti sono dovute ad una blanda irritazione delle mucose delle vie aeree superiori e dei bronchi, che incrementa la secrezione di muco più fluido, il quale favorisce lo scivolamento di quello più denso.
Apparato circolatorio: attività ipotensiva (lavanda) o ipertensiva (canfora).
Alcuni oli essenziali possono determinare una reazione tossica: acuta o cronica, a seconda delle modalità e dei tempi di impiego della droga stessa. Generalmente la tossicità acuta si manifesta quando l'olio essenziale, o la droga che lo contiene, sono stati assunti in dosi non adeguate, oppure quando il soggetto che ha assunto il prodotto risulta ipersensibile nei confronti della componente maggioritaria dell'olio essenziale; in quest'ultimo caso le lesioni delle mucose sono a carico degli organi di ricambio, come i reni e il fegato. Un esempio di tossicità cronica è rappresentato dall'olio di assenzio, a causa del monoterpene tuione; il liquore di assenzio, noto soprattutto in passato, provoca fenomeni di tossicità cronica, chiamati fenomeni di absentismo. Oggi il liquori di assenzio presenti sul mercato sono a base di anice stellato ed hanno un quantitativo minimo o estremamente limitato di tuione.


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Ultima modifica dell'articolo: 26/04/2016