China: proprietà eupeptiche, antimalariche ed aperitive

LA CHINA COME ESEMPIO DI DISTINZIONE TRA FITOCOMPLESSO E PRINCIPIO ATTIVO.

 

Grazie alla sua attività antimalarica, la china è una delle droghe più importanti. È ricavata dalle piante del genere Cinchona sp. e la droga, rappresentata dalla corteccia, è di grosso interesse dal punto di vista liquoristico ed erboristico. La sua importanza sta nel fatto che il fitocomplesso e i princìpi attivi che lo caratterizzano, cioè gli alcaloidi, hanno un sapore estremamente amaro.

China

Corteccia sminuzzata di china rossa

Questa caratteristica organolettica della china, fa sì che essa sia annoverabile tra le droghe AD AMARI, che vantano proprietà spiccatamente eupeptiche. L'aggettivo eupeptico sta ad indicare che la droga ha proprietà benefiche, salutistiche, o meglio ancora normalizzanti sulle attività digestive; una droga eupeptica, quindi, agisce su tutto l'apparato e la funzionalità digerente (in particolare cavità gastrica, fegato, cistifellea e pancreas). La china, oltretutto, come droga ad amari e come tutte le droghe ad amari, è anche una droga APERITIVA ed eccone spiegata l'importanza in ambito liquoristico. Le proprietà aperitive sono quelle che determinano, proprio per il sapore amaro della droga e dei suoi derivati, una stimolazione della secrezione salivare ed epato - gastrica, quindi bile e succo gastrico. Una droga aperitiva, quindi, prepara l'apparato digerente a ricevere il cibo e digerirlo.

  • L'importanza erboristica e liquoristica della china risiede nelle proprietà eupeptiche, per il comparto erboristico, ed in quelle aperative per il comparto liquoristico.

Per comprendere meglio la relazione tra farmacognosia - prodotti erboristici e realtà, un esempio utile è la "China Martini", estratto idroalcolico esclusivo di china, nonché classico prodotto aperitivo. L'importanza della china come aperitivo o come eupeptico non risiede tanto nel contenuto in chinina, chinidina, cinconina e cinconidina, ma nel fatto che tutti questi alcaloidi, comprese altre sostanze, sono insieme; quindi, l'importanza della china come prodotto aperitivo o prodotto eupeptico, è dovuta all'insieme di questi princìpi attivi che, per il loro sapore amaro, determinano le proprietà spiegate in precedenza.

Un concetto per spiegare meglio il discorso fitocomplesso - principio attivo, utile a comprendere perché la china può avere proprietà antimalariche e perché una persona che beve china martini non riesce a curarsi dalla malaria, è il concetto di DOSAGGIO. La dose, il titolo, la standardizzazione, quella quantità di princìpi attivi presenti nella soluzione idroalcolica. Perché un conto è parlare di principio attivo e di fitocomplesso come una molecola - più molecole, un alcaloide - più alcaloidi, un'attività - la stessa attività modulata in modo sinergico; un altro discorso è parlare di attività salutistica di un alcaloide (principio attivo) o più alcaloidi (fitocomplesso) diluiti in un solvente. Il concetto di diluizione presuppone una certa quantità di principio attivo, o una certa quantità di fitocomplesso, all'interno di un solvente adeguato alla preparazione salutistica e la cui concentrazione determina l'entità e la qualità salutistica della droga e dei princìpi attivi. La quantità, il dosaggio del principio attivo o del fitocomplesso in un solvente, sono direttamente proporzionali all'intensità dell'effetto e in certi casi anche alla qualità dell'effetto; riassumendo, si può spiegare il tutto con il concetto dose - risposta.
I princìpi attivi chinina o chinidina hanno di per sè una loro attività; la prima, in ambito farmaceutico e con un dosaggio adeguato, ha proprietà antimalariche e febbrifughe (abbassare la febbre), mentre la seconda ha proprietà antiaritmiche (in ambito farmaceutico è utilizzata come principio attivo ad attività cardiaca); entrambe agiscono in tal senso a concentrazioni molto elevate, si parla infatti di ambiti farmaceutici. Differente è la situazione di un prodotto liquoristico o di una tisana digestiva dove può essere contenuta china; i princìpi attivi, innanzitutto, non sono rilevabili come entità singole, ma come insieme, cioè come fitocomplesso.


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