Spesso, l'estrazione alcaloidea si applica mediante imbuto separatore. Questa tipologia estrattiva sfrutta la combinazione di due solventi immiscibili, dove per affinità chimica (polarità e apolarità, lipofilia ed idrofilia) si distribuiscono le componenti della droga da cui vogliamo estrarre il principio attivo. Questo metodo ci consente di allontanare le impurezze e di isolare i singoli composti, per valutarne la qualità e la quantità.
L'estrazione liquido-liquido, in questo caso, è favorita dalle caratteristiche chimico-fisiche degli stessi alcaloidi: si tratta di molecole chimicamente simili alle basi, che variano la loro solubilità in relazione al pH di soluzione. Sfruttando queste loro caratteristiche, è possibile separare gli alcaloidi da una miscela, o meglio dalle sostanze di cui facevano parte nel fitocomplesso. Ciascun alcaloide ha proprietà basiche diverse, quindi variando selettivamente il pH è altresì possibile separare una precisa categoria di alcaloidi.
Il criterio di separazione degli alcaloidi risulta particolarmente adatto a determinate droghe, come la Noce vomica.
Stricnos nux vomica: droga caratterizzata dai semi di una pianta sudamericana, ad alto contenuto degli alcaloidi stricnina e brucina; i semi possono essere considerati droga ad amari con proprietà eupeptiche, di fatto vengono impiegati dall'industria liquoristica.
Intervenendo sul pH di soluzione bifasica e sui solventi di estrazione è possibile separare i due alcaloidi caratterizzanti la noce vomica.
Da una droga alcaloidea si può, attraverso un macerato in solvente organico o acquoso, successivamente sottoposto ad estrazione liquido-liquido, separare diverse categorie di princìpi attivi sulla base della loro affinità verso un solvente piuttosto che un altro. Inoltre, selezionando la fase in cui sono disciolti gli alcaloidi e variando il pH, si può effettuare una successiva sequenza di separazioni isolando ad ogni passaggio i vari alcaloidi del fitocomplesso, o semplicemente allontanare tutte le eventuali impurezze.
È bene ricordare che a monte di un'estrazione liquido-liquido da una droga c'è sempre una precedente estrazione con solvente, sia essa una macerazione od una percolazione. Una volta estratti ed isolati i princìpi attivi è possibile identificarli e quantificarli, così da indicare la funzionalità e le proprietà fitoterapiche della droga.
Esistono diverse categorie di alcaloidi, in maggioranza hanno caratteristiche alcaline, ma alcuni di essi non ne hanno affatto. Gli alcaloidi sono una classe di sostanze estremamente variegata, sebbene gli elementi costitutivi siano sempre Carbonio, Idrogeno e Azoto. Le categorie di alcaloidi sono:
-Alcaloidi ternari: Carbonio, Idrogeno e Azoto.
-Alcaloidi quaternari: Carbonio, Idrogeno, Ossigeno e Azoto.
-Alcaloidi a cinque elementi: Carbonio, Idrogeno, Ossigeno, Zolfo e Azoto.
Gli alcaloidi propriamente detti presentano un atomo di azoto, con un doppietto di elettroni libero, inserito in un anello eterociclico; il doppietto elettronico libero è quello che determina la reattività basica della molecola. Esistono molecole alcaloidee dotate di un atomo di azoto con doppietto elettronico, ma non in un anello eterociclico; quest'ultime vengono chiamate Pseudoi o Protoalcaloidi. Gli alcaloidi dal punto di vista dell'architettura molecolare sono molecole molto diversificate, pertanto non possono essere classificati in una categoria ben precisa.
Gli alcaloidi hanno differenti proprietà basiche, o addirittura possono non averne, perché il doppietto libero può essere più o meno ostacolato da ingombri sterici della molecola; oppure la differenza di alcalinità può dipendere dal numero di atomi di azoto con doppietto elettronico libero presenti nella molecola.
Nel caso di droghe alcaloidee, per estrarre e isolare i princìpi attivi, è necessario associare alle tradizionali strategie estrattive un'ulteriore modello estrattivo, l'estrazione liquido-liquido. L'isolamento del singolo alcaloide è utile per la valutazione finale di qualità della droga.
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