Come esempio di droghe a bulbi possiamo prendere in considerazione la Scilla, droga cardioattiva caratterizzata da princìpi attivi (bufadienolidi e cardienolidi) che possono essere codificati con determinati reagenti.
La cipolla è una droga a bulbo caratterizzata da princìpi attivi solforati, con potere espettorante, mentre l'aglio, della stessa famiglia, ha potere antiipertensivo. Le droghe, ovviamente, non si presentano come noi le immaginiamo, ma con strutture biologiche essiccate, quindi con tutte le difficoltà di carattere istologico e organografico che possono sopraggiungere nel loro riconoscimento. Le droghe a bulbi possono presentarsi a LISTARELLE, a SPICCHI o INTERE. Nel caso si presentino a listarelle è quasi immediato il riconoscimento di Scilla; in altri casi, se non sono rispettati i criteri farmacognostici di essiccamento, potrebbe trattarsi anche di altre droghe, come la cipolla, a spicchi o a squame. Questo processo di riconoscimento, che mette in atto conoscenze di tipo botanico, organografico ed istologico, viene spesso associato al controllo di qualità della droga, compiendo quindi indagini di tipo istochimico.
Il processo diventa ovviamente più complicato per la droga polverizzata, una modalità di presentazione tipica della farmacognosia, che presenta maggiori difficoltà di riconoscimento di ordine botanico macroscopico. Esempi di droghe polverizzate sono sia di ordine vegetale, come l'amido (droga di colore biancastro), che minerale, come la farina fossile. Quest'ultima è caratterizzata dalla struttura silicea esterna delle diatomee e spesso viene utilizzata per adulterare altre tipologie di droghe. La farina fossile, infatti, presenta caratteristiche macroscopiche molto simili all'amido e per questo viene adoperata nelle frodi; tuttavia, la sua presenza è riconoscibile perché non si colora facilmente in presenza di iodio. L'amido, al contrario, in presenza di soluzioni alcoliche iodio - iodurate, assume un colore bluastro o violaceo ed è così facilmente distinguibile dalla farina fossile. 
Al microscopio, si riesce ad identificare la droga amido perché se ne riconoscono i granuli, tipici di ogni specie vegetale, quindi della fonte di derivazione della droga.
Anche la farina fossile, se osservata al microscopio, è facilmente riconducibile alla fonte di provenienza; grazie alle tabelle identificative e sinottiche si riescono ad individuare gli esoscheletri dei differenti tipi di diatomee.
Altra droga polverizzata è l'argilla, di origine minerale, si presenta sottoforma di polvere biancastra. Ne esistono comunque diverse tipologie: alcune ricche in ferro (rossastre), altre ricche in alluminio (giallastre), fanno sì che il loro riconoscimento in una miscela di polveri sia più immediato. Tramite indagini di tipo morfologico e chimico, l'argilla può essere identificata e facilmente discriminata rispetto alle altre; la sua granulometria è diversa sia dalla farina fossile che dall'amido e soprattutto presenta una reattività molto diversa a reagenti istochimici. Il licopodio, lo stesso polline, la camala, il luppolino e la goa sono altre tipologie di droghe polverizzate.
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