Parametri per una corretta essiccazione delle droghe

Quanto tempo occorre per essiccare una droga? Quando una droga è effettivamente secca? Quanta umidità può essere presente all'interno della droga?


Tanto più la temperatura è elevata e tanto maggiore è la velocità di evaporazione dell'acqua; pertanto, il tempo di essiccazione si può ridurre. Una droga è correttamente essiccata se la quantità di acqua presente al suo interno è inferiore al 5%.

Tutte le droghe che, al termine di un processo di essicazione, contengono una quantità di acqua inferiore al 5%, sono essiccate correttamente; questo perché percentuali superiori si sono dimostrate sufficienti ad innescare processi idrolitici ed enzimatici al'interno della droga stessa.

La valutazione della quantità di acqua all'interno di una droga ed il tempo di essiccazione che viene utilizzato per quella droga durante un dato processo essiccativo, rispetta un protocollo di derivazione sperimentale. Bisogna determinare e valutare la quantità di umidità presente nella droga ad intervalli di tempo regolari; la percentuale del 5% è intesa in relazione al peso della droga, così si arriva facilmente a capire quanta acqua è stata allontanata.

Ad ogni tipo di droga, bisogna saper correlare ai giusti parametri di temperatura il corretto tempo di essiccazione; questo perché il mercato richiede droghe di qualità ma anche in quantità adeguate.

 

Ulteriori metodi di essiccamento.


Piccolo locale chiuso: metodo tra i più utilizzati perché la velocità del mercato, intesa come la quantità di droga che esso richiede in tempi ristretti, impone l'utilizzo di metodi essiccativi automatizzati ed estremamente rapidi. Il piccolo locale chiuso è una grande stufa, buia, dove all'interno sono posti graticci o strutture atte ad appendere le droghe affastellate (raccolte in fascetti). La temperatura di essiccazione, adeguata a limitare al massimo la termolabilità dei princìpi attivi, si conosce e può essere impostata, così come si conosce il tempo in funzione di quella temperatura.

La velocità di essiccazione, infine, può essere ulteriormente ridotta utilizzando aria o atmosfera di solo azoto, assolutamente priva di acqua; aria, cioè, secca, povera di acqua ed ossigeno. Il fatto che l'aria sia secca favorisce infatti il potenziale d'acqua (gradiente di umidità, tra vegetale ed atmosfera, che favorisce la traspirazione); se l'atmosfera è povera di acqua è ovvio che l'acqua racchiusa nelle strutture della droga passa più rapidamente all'aria, anche in funzione della temperatura (con aumento della velocità di essiccazione ed abbassamento del tempo di essicazione).
Essiccatore dinamico: analogo al piccolo locale chiuso, è un lungo cilindro (15-25 m) in cui temperatura e umidità sono tenute sotto controllo in modo automatico. La droga viene essiccata ponendola in ingresso da un lato e facendogli percorrere tutta la lunghezza della struttura fino in fondo, per un tempo variabile da qualche minuto a qualche ora. In questo caso, la droga fresca è posta in entrata ed in controcorrente viene fatta fluire un'atmosfera povera di acqua; così, c'è una più rapida essiccazione poiché l'atmosfera attorno alla droga rimane sempre povera di acqua e non si satura mai, quindi l'allontanamento dell'acqua dalla parte fresca risulta sempre particolarmente rapido.
L'essiccatore dinamico ed il piccolo locale chiuso sono i metodi più costosi (perché possiedono delle strutture automatizzate e complesse), ma sono anche i più utilizzati, perché garantiscono un'efficienza - in termini di qualità e quantità di essiccazione - certamente migliore e più sicura.

 

Abbiamo parlato di essiccazione come primo metodo di conservazione di piante a scopo officinale, perché tecnica capace di mantenere nel tempo le caratteristiche in esse ricercate; da sottolineare, tuttavia, sono anche le droghe utilizzate allo stato fresco, ad esempio per la preparazione di composizioni prevalentemente erboristiche o di impiego cosmetico (ad esempio gli oli essenziali).

Gli oli essenziali sono dei prodotti ad interesse prevalentemente erboristico e sono ottenuti da droghe fresche; parti di pianta fresca vengono sottoposte a particolari trattamenti di estrazione per ottenere l'olio essenziale (ad esempio lavanda e menta, di cui sono impiegate le parti aeree).

Gli oli essenziali sono miscele di composti prevalentemente terpeniche, altamente volatili e leggere.


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Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015