Strategie per limitare il degrado post - raccolta di una droga

La Genziana, pianta erbacea perenne (famiglia Genzianacee) di cui si utilizzano rizoma e radice, ha impiego sia erboristico che liquoristico. La genziana radice è una droga con proprietà eupeptiche, febbrifughe e, associata alla china, è anche antimalarica.

Dopo la raccolta, se la droga deve avere una proiezione erboristica, viene immediatamente trattata con fattori tecnici, che bloccano o ritardano enormemente i processi di idrolisi e di ossidazione; se invece deve avere un profilo liquoristico, viene lasciata fermentare in particolari strutture, dove gli enzimi ed i processi di degradazione cominciano a lavorare; tale attività porta ad un miglioramento della qualità d'impiego di quella droga. Quindi, le proprietà liquoristiche della Genziana vengono migliorate lasciando lavorare quegli elementi che in molti casi sono fonte di negatività, perché possono determinare, ma non in questo caso, uno scadimento qualitativo.
I fattori tecnici devono tenere conto di tutti questi aspetti, bisogna allora andare a capire quali sono gli elementi che alterano gli aspetti morfologici e non di una droga. Per evitare che le reazioni di ossido - riduzione o idrolisi prendano piede, e tutti i fenomeni dismetabolici in genere:

si deve far passare meno tempo possibile dalla raccolta all'intervento tecnico.
I luoghi di lavorazione devono essere vicino ai luoghi di raccolta, proprio per minimizzare il fattore tempo.
Spesso, però, la pianta o la parte di pianta raccolta, deve subire un trasporto; per questo motivo si utilizzeranno mezzi meccanici idonei per l'accatastamento ed il trasporto della fonte.
I mezzi di trasporto devono rispettare gli stessi canoni di igiene che sono stati osservati al momento della raccolta; non possono, ad esempio, trasportare piante o droghe su container che hanno trasportato animali. Si devono quindi rispettare quei criteri di pulizia che garantiranno, nelle fasi successive, di lavorare una fonte vegetale che ha mantenuto integre le sue qualità, proprio grazie ad una corretta sequenza di operazioni che dalla raccolta la conducono sino ai laboratori di lavorazione tecnica.

Tutti questi passaggi devono rapportarsi a criteri di operatività che tengano conto dell'igiene e pulizia, e che si focalizzino principalmente sulla parte di pianta che diverrà droga integra, appurando l'assenza di altro materiale organico (parti di pianta che non sono droga o altre piante, insetti, animali) ed inorganico (terriccio, metalli, vetro).
Gli interventi tecnici che vengono applicati per limitare i fenomeni di degradazione delle future droghe sono diversi. Per quanto riguarda i fenomeni di idrolisi, la fonte viene privata dell'acqua, questo perché le reazioni idrolitiche sono caratterizzate dalla presenza di enzimi che agiscono in presenza di acqua e se questa viene tolta tali reazioni non possono avvenire. L'intervento tecnico di allontanamento dell'acqua è il primo ad essere effettuato, ed è anche quello che viene effettuato sulla grande maggioranza delle fonti vegetali; questo perché i fenomeni di idrolisi sono i primi che intervengono dopo la raccolta e sono anche quelli che alterano in modo più drastico ed irreversibile la qualità della fonte naturale che sta dando la droga.

Per allontanare l'acqua e decidere le strategie da impiegare, devo tener conto della fonte e del tipo di parte impiegata: semi (poca acqua), frutti (moltissima acqua) o radici (carnose o meno). Bisognerà quindi adottare metodi di allontanamento diversi, per tipologia e drasticità.


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Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015