Rettifica degli oli

Oltre alla cera liquida jojoba, altre droghe oleaginose molto usate sono: l'olio di arachidi, di cocco, di oliva, di lino, di mais, il burro di cacao e di karitè, la cera d'api (di origine animale) e di carnauba (ottenuta dalle foglie di piante appartenenti al genere Copernicia).
Un olio, dopo essere stato estratto, viene sottoposto a processi di raffinazione per rispondere alle tante e diverse richieste di mercato; ad esempio, un olio appena estratto per spremitura può avere delle eccezionali proprietà antiossidanti, ma un odore estremamente sgradevole (ad esempio, i semi della variante femminile di Ginko sono ricchi in acido butirrico, responsabile del loro puzzo di carne putrefatta), che comprometterebbe il suo impiego cosmetico: da ciò nasce la necessità si un processo di rettifica.
- Processo di deodorizzazione: mira ad eliminare, o ridurre al minimo, l'odore cattivo o non gradito di un determinato prodotto oleaginoso; questo è dovuto alla presenza di composti volatili nella porzione insaponificabile o alla presenza di acidi grassi a basso peso molecolare nelle componente saponificabile. Sfortunatamente, la deodorizzazione, così come tutti gli altri processi di raffinazione a cui un prodotto oleaginoso può essere sottoposto, non è così selettiva da allontanare il solo agente negativo. La deodorizzazione viene effettuata con l'ausilio di carboni attivi, cui si legano le sostanze volatili, ma anche altre molecole; di conseguenza, un olio raffinato è un olio meno attivo funzionalmente rispetto all'olio ottenuto dalla semplice spremitura. Diciamo pure che il processo di raffinazione è un giusto compromesso tra l'eliminazione del componente non gradito e il mantenimento delle proprietà funzionali della droga, sebbene queste risultino sensibilmente ridotte.
- Processo di decolorazione: anche questo fa riferimento all'impiego di carboni attivi.
- Neutralizzazione: processo che mira all'eliminazione di acidi grassi liberi, riducendo così l'acidità del prodotto raffinato. Questo processo viene effettuato impiegando sostanze alcalinizzanti o tamponi.
- Degommatura: tende ad eliminare le gomme, intese come miscele eteropolisaccaridiche; si esegue insufflando vapore a 120°C sull'olio, ottenendo la separazione delle gomme sottoforma di precipitato.

Tutti i processi di raffinazione sono processi drastici e non selettivi; pertanto, il prodotto finale, dal punto di vista funzionale, è meno valido di quello grezzo, ma più accessibile da parte del consumatore e del formulatore.


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Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015