Il termine “varici esofagee” rimanda ad una patologia contraddistinta da un'anomala dilatazione delle vene situate nella parte inferiore dell'esofago, condizione tipica dei pazienti affetti da gravi patologie epatiche. Quando si rompono, le varici esofagee possono creare sanguinamento ed emorragia potenzialmente letali.
Le varici esofagee costituiscono una conseguenza comune dell'ipertensione portale, a sua volta secondaria alla cirrosi epatica e all'epatite alcolica. Tra le altre cause associate alla formazione delle varici esofagee, ricordiamo: infezioni parassitarie (es. schistosomiasi), lesioni cicatriziali epatiche e trombosi responsabili dell'ostruzione della vena porta.
Oltre alla difficoltà della deglutizione, le varici esofagee non esordiscono con alcun sintomo particolare, ad eccezione di quelle sanguinolente; in quest'ultimo caso, l'emorragia può provocare ematemesi (il paziente vomita sangue), feci catramose e nere e, nei casi più gravi, shock. Chiaramente, quando le varici esofagee derivano da malattie epatiche (cirrosi), il paziente lamenterà anche tutti i sintomi della patologia sottostante.
Le informazioni sui Farmaci per la cura delle Varici Esofagee non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la cura delle Varici Esofagee.
Le varici esofagee sanguinanti richiedono un immediato soccorso medico: si stima, infatti, che un paziente ogni 5 interessati da episodi emorragici non riesca a superare la malattia. Esistono farmaci e procedure mediche in grado di arrestare l'emorragia provocata dalle varici esofagee: stiamo parlando di trattamenti importantissimi non solo per la cura del problema ma anche per la prevenzione delle complicanze.
La scelta dei farmaci e delle procedure mediche dipende chiaramente dalla gravità delle varici esofagee e dal rischio di sanguinamento: questi aspetti sono valutati grazie ad un esame diagnostico chiamato esofago-gastro-duodenoscopia.
In alcuni casi, il paziente viene sottoposto a trattamenti alternativi, utili per evitare l'eventuale emorragia esogafea:
In alcuni pazienti, l'emorragia provocata dalla rottura delle varici esofagee è tale da richiedere una trasfusione di sangue; nei casi estremi, specie per le varici esofagee correlate alla cirrosi grave, è necessario agire riducendo la pressione all'interno delle vene; ciò è possibile creando un ponte venoso artificiale che devia il sangue dalla vena porta alla vena cava o alla vena renale (si ottiene una decompressione della vena porta)
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Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro le varici esofagee, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta poi al medico scegliere il principio attivo più indicato per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura:
Beta bloccanti non selettivi: costituiscono la terapia di prima linea nella prevenzione del sanguinamento da varici esofagee. Questi farmaci esercitano la propria attività terapeutica riducendo sia la gittata cardiaca che la pressione portale, creando una vasocostrizione splancnica.
Nitrati: il loro impiego terapeutico per la cura delle varici esofagee trova indicazione soprattutto nella prevenzione delle recidive emorragiche, specie quando usati in associazione a farmaci beta-bloccanti.
Ormoni (analoghi della vasopressina): sono farmaci utilizzati sia nella prevenzione che nella cura delle varici esofagee sanguinolente: la vasopressina e i suoi analoghi sono in grado di esercitare una riduzione del flusso sanguigno che entra nella vena porta, di conseguenza la pressione portale diminuisce e il sanguinamento delle varici viene negato.
Agenti sclerosanti:
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