Farmaci per la Cura dell'Uveite

Definizione

In campo medico, si definisce uveite una qualsiasi infiammazione coinvolgente il tratto uveale, composto da iride, coroide e corpo ciliare. Per evitare complicanze, l'uveite dev'essere curata tempestivamente: basti pensare che il 10-15% dei soggetti affetti diviene cieco. I pazienti più a rischio sono gli uomini e le donne di età compresa tra i 25 ed i 50 anni.

Cause

Le uveiti esogene sono l'immediata espressione di interventi chirurgici, ulcere corneali, ferite perforanti o infezioni virali/batteriche/fungine. La variante endogena dell'uveite (che costituisce la stragrande maggioranza delle patologie oculari) sembra essere causata da infezioni da toxoplasma, malattia di Behçet, patologie reumatiche, sindrome di Fuchs; tuttavia, è bene precisare che circa il 50% delle uveiti endogene non riconosce alcuna causa precisa.

Sintomi

I segni che contraddistinguono l'uveite sono riassumibili in: alterazione/offuscamento della visione, dolore agli occhi, ipersensibilità alla luce, occhi rossi, percezione di macchie davanti agli occhi, presenza di puntini bianchi nell'iride. I Sintomi possono comparire improvvisamente o gradualmente, in funzione dell'agente scatenante, e possono coinvolgere un solo occhio od entrambi.


Le informazioni sui Farmaci per la cura dell'Uveite non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la cura dell'Uveite.

Farmaci

Il trattamento dell'uveite si focalizza sia sulla riduzione dell'infiammazione che sulla diminuzione dei sintomi; non esiste una prevenzione particolare per fuggire all'uveite, se non quella di proteggersi dalle malattie sessualmente trasmesse - quali HIV e sifilide - che potrebbero predisporre il paziente all'uveite.
Per ridurre l'infiammazione, i farmaci più utilizzati sono i corticosteroidi, da assumere topicamente (sottoforma di colliri) e/o per via sistemica (somministrazione per via orale o endovenosa); alcune forme particolarmente aggressive di uveite richiedono l'iniezione topica (nell'occhio) di farmaci steroidei (l'iniezione va chiaramente effettuata da operatori sanitari esperti). In alcuni pazienti, la terapia steroidea non esercita immediatamente l'effetto terapeutico desiderato; nei casi di gravità, è pensabile impiantare nell'occhio un apposito dispositivo in grado di rilasciare lentamente - ma continuamente - una giusta quantità di farmaco. La terapia è normalmente lunga: può protrarsi, infatti, per 24-30 mesi.
Oltre ai corticosteroidi, in terapia per l'uveite di lieve-media entità sono utilizzati i farmaci midriatici e cicloplegici.
Quando l'uveite è causata da infezioni batteriche o protozoarie (spesso sostenute da Toxoplasma gondii), gli antibiotici e gli antimalarici costituiscono la terapia d'elezione, anche in assenza di corticosteroidi. Analogo discorso per le infezioni virali: l'uveite virale può essere facilmente curata con appositi medicinali antivirali.
In caso di severità, quando l'uveite non risponde alla cura corticosteroidea, è pensabile una terapia con farmaci immunosoppressori: questo approccio terapico è in genere riservato ai pazienti che manifestano un elevato rischio di cecità.
Nei casi dove l'occhio è pesantemente compromesso, la chirurgia costituisce l'ultima opzione possibile per salvare la vista: la vitrectomia rimuove il materiale gelatinoso accumulatosi nell'occhio (vitreo).


Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro l'uveite, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura:


Steroidi per ridurre l'infiammazione associata all'uveite ad eziologia non nota

  • Desametasone (es. decadron, soldesam, Luxazone 0,2%, Visumetazone COLL. 3ML 0,1%, Luxazone UNG. OFT. 3G 0,2%): sottoforma di collirio, applicare il prodotto 4-6 volte al giorno, oppure ogni 30-60 minuti in caso di infezione grave. Continuare la terapia fino alla riduzione dei sintomi. Sottoforma di crema, applicare il prodotto 3-4 volte al giorno. Consultare il medico.
    Per le forme di uveite non infettiva che interessano il segmento posteriore dell'occhio, è possibile utilizzare questo farmaco in modo alternativo: 1 impianto (con 0,7 mg di desametasone) può essere iniettato chirurgicamente all'interno della cavità vitrea dell'occhio coinvolto nell'uveite.
  • Cortisone (es. Cortis Acet, Cortone): quando l'applicazione topica di corticosteroidi non è sufficiente per curare completamente l'uveite, è possibile ricorrere alla loro assunzione per via orale o intramuscolare: si consiglia di assumere 25-300 mg di farmaco al giorno (in base alla gravità dei sintomi), frazionando il carico in due dosi giornaliere.
  • Triamcinolone (es. Kenacort, Triamvirgi, Nasacort): indicato per trattare le uveiti che non rispondono efficacemente al trattamento standard con corticosteroidi ad applicazione topica. Il farmaco va somministrato per via intravitreale, alla dose di 4 mg (100 microlitri di 40 mg/ml di sospensione o 50 microlitri di 80 mg/ml di sospensione)
  • Rimexolone (es. Vexol, collirio): si raccomanda di instillare il farmaco nell'occhio, sottoforma di collirio, alla dose di 1-2 gocce durante le ore diurne, nella prima settimana; procedere, nella seconda settimana di terapia, instillando 1 goccia ogni 2 ore, durante il giorno. Procedere in base alla risposta del paziente alla cura.

Altri farmaci e combinazioni di farmaci corticosteroidi utilizzate in terapia per la cura dell'uveite:

  • prednisolone/sulfacetamide sodium (es. Blephamide)
  • loteprednol/tobramycin (es. Zylet)

Antibiotici per la cura dell'uveite dipendente da insulti batterici (monoterapia)

  • Sulfasalazina (es. Salazopyrin EN): è un farmaco appartenente alla classe degli antibiotici aminosilicati. Per le uveiti anteriori acute ricorrenti, si consiglia di iniziare la terapia con una dose di farmaco pari a 500 mg, da aumentare gradualmente ogni settimana. La dose di mantenimento prevede di assumere 1 grammo di attivo, due volte al giorno, per un anno. Non superare i 3 grammi al giorno.

Farmaci combinati: cortisonici + antibiotici: per accelerare la tempistica di guarigione, molti antibiotici vengono abbinati a corticosteroidi, preparati in colliri od unguenti da applicare direttamente nella sacca congiuntivale, coinvolta nell'uveite.

  • Idrocortisone associato a neomicina e polimixina B (es. Mixotone): si tratta di una combinazione farmacologica costituita da un farmaco steroide (idrocortisone) e da 2 principi attivi antibiotici. Questo farmaco esercita appieno la propria attività terapeutica quando applicato localmente. Sottoforma di collirio, instillare nella sacca congiuntivale dell'occhio affetto (o in entrambi) 1-2 gocce di prodotto, ogni 3-4 ore, per ridurre l'infezione batterica e, nel contempo, esercitare un potente effetto antinfiammatorio. Aumentare la frequenza di somministrazione in caso di severità. Questi tre farmaci possono essere altresì formulati con la bacitracina, alto farmaco antibiotico.
  • Desametasone + tobramicina (es. TobraDex): anche questa formulazione è costituita da uno steroide (desametasone) e da un antibiotico. Sottoforma di unguento, applicare una piccola quantità nel sacco congiuntivale inferiore, 3-4 volte al giorno. Sottoforma di sospensione oftalmica, instillare 1-2 gocce nel sacco congiuntivale inferiore ogni 4-6 ore; è possibile aumentare la frequenza di somministrazione in caso di uveite grave (ogni due ore per i primi 2 giorni di terapia).
  • Gentamicina/prednisolone (es. Pre-G): per il trattamento dell'uveite batterica, si raccomanda di instillare una goccia di prodotto nella sacca congiuntivale dell'occhio affetto, 2-4 volte al giorno. Il farmaco è reperibile anche sottoforma di unguento da applicare nell'occhio 1-3 volte al giorno.

Farmaci midriatici: questi farmaci hanno la capacità di dilatare la pupilla, indicati per trattare le infiammazioni e le infezioni agli occhi, al fine di prevenire la formazione delle sinechie posteriori.

  • Cyclopentolateo (es. Ciclolux 1% COLL): farmaco antagonista muscarinico utilizzato nel trattamento dell'uveite. Instillare una o due gocce nell'occhio affetto. Ripetere ogni 5-10 minuti, al bisogno.
  • Omatropina (es. Omatropina LUX 1% COLL): trattasi di un antagonista muscarinico a breve durata d'azione, indicato per il trattamento dell'uveite anteriore. Instillare 1-2 gocce nell'occhio colpito da uveite, ogni 3-4 ore. La sacca lacrimale dev'essere compressa con le dita per pochi minuti dopo l'applicazione del collirio.
  • Atropina (es. Atropina LUX, Atropi S FN coll, Atropi S FN pomata oftalmica): sottoforma di unguento, applicare 0,3-0,5 cm di prodotto nella sacca congiuntivale dell'occhio colpito da uveite, 1-3 volte al giorno. L'atropina è reperibile anche come soluzione da instillare nell'occhio: la posologia indicativa prevede di applicare 1-2 gocce di farmaco nell'occhio affetto, 4 volte al giorno.

Farmaci immunosoppressori: i pazienti che non rispondono alle terapie sopra elencate per il trattamento dell'uveite, dovranno utilizzare farmaci soppressori del sistema immunitario:

  • Metotressato o metotrexato (es. Methotrexate): indicato per le forme gravi di uveite, resistenti agli steroidi. Per la posologia: consultare il medico.
  • Azatioprina (es. Azatiopirina, Immunoprin): per il trattamento della neovascolarizzazione coroideale, si raccomanda di assumere il farmaco alla dose di 1-1,5 mg/kg al giorno, in associazione a prednisolone o ciclosporina.
  • Micoflenato mofetile (es. Micoflenato mofetile teva): farmaco di seconda scelta per la cura dell'uveite, da utilizzare quando neppure l'azatioprina esercita appieno il proprio effetto terapeutico. Assumere indicativamente 1 grammo di farmaco, due volte al giorno. Non superare i 4 g al dì.
  • Etanercept (es. Enbrel): indicato per la cura dell'uveite grave nei bambini affetti, di età superiore ai 3 anni. Si raccomanda di somministrare il farmaco alla dose di 0,4mg/kg per dose, fino ad un massimo di 25 mg. Il prodotto va somministrato per via sottocutanea, due volte a settimana.
  • Adalimumab (es. Humira): iniettato sotto la pelle, il farmaco è un potente antinfiammatorio, da utilizzare come seconda scelta per la cura dell'uveite autoimmune refrattaria o associata ad artrite idiopatica. Indicativamente, la posologia suggerisce di somministrare 40 mg di attivo ogni 15 gg, fino ad un anno.
  • Infliximab (es. remicade) per via endovenosa, si raccomanda di somministrare il farmaco alla dose di 5 mg/kg, in singola infusione e.v. settimanale. Ripetere la somministrazione dopo 2 e 6 settimane. Procedere con un'iniezione ogni 2 mesi.

Per le forme di uveite dipendenti da glaucoma, infezioni da Toxoplasma gondii e malattie autoimmuni, si dovrà procedere con la cura della malattia sottostante: la guarigione della causa provoca, infatti, anche l'allontanamento dell'uveite.

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Ultima modifica dell'articolo: 02/09/2016