Anche la tiroide può essere interessata da tumore: l'incidenza del cancro alla tiroide è meno rilevante rispetto a tumori come quelli alle ovaie e alla prostata, e fortunatamente presenta un grado di mortalità piuttosto basso (quando paragonato a neoplasie epatiche e pancreatiche). Spesse volte il cancro alla tiroide si manifesta in forma benigna, non provocando danni all'organismo; ad ogni modo, essendo tumore, non va sottovalutato.
La presenza di un nodulo alla tiroide dovrebbe allarmare, anche se non necessariamente un nodulo degenera in cancro. Per la ricerca eziologica, non è stata identificata alcuna causa precisa, solo fattori di rischio: familiarità per il gozzo e predisposizione genetica a malattie tiroidee, esposizione a radiazioni ionizzanti, età adulta, sesso femminile.
Il tumore alla tiroide non esordisce con una sintomatologia definita e precisa, pertanto solo di rado viene diagnosticato nello stadio iniziale: precisamente, si parla di lungo periodo di latenza, inteso come il momento che intercorre tra l'induzione neoplastica e la vera manifestazione prodromica. Nello stadio avanzato, il tumore può provocare: anoressia, alterazione della fame, difficoltà della respirazione, aumento di peso e dimensioni della tiroide, difficoltà della deglutizione, formazione di un nodulo duro a livello del collo, inappetenza, infossamento dei linfonodi del collo, raucedine.
Le informazioni sui Farmaci per la cura del Tumore alla Tiroide non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la cura del Tumore alla Tiroide.
Solo una minima parte dei tumori alla tiroide si manifesta in modo violento: si è osservato, infatti, che questa neoplasia, nella maggior parte dei casi diagnosticati, tende ad autorisolversi e a regredire, seppur lentamente, trascinando con sé tutti i sintomi.
È doveroso, tuttavia, ricordare che in questi ultimi anni i tumori alla tiroide sembrano aumentati: questo fatto non deve allarmare eccessivamente, dato che, probabilmente, tale incremento sembra dipendere dal miglioramento delle tecniche diagnostiche attuali: ecografia tiroidea (che si avvale di ultrasuoni), esame scintigrafico e agospirato.
Come per tutte le malattie, il trattamento del tumore alla tiroide dipende dal grado di avanzamento della patologia (quindi dalla sua gravità), dalle cellule danneggiate e dallo stato di salute del paziente.
Quando il malato dev'essere sottoposto all'intervento chirurgico, nella maggior parte dei casi, si procede con la tiroidectomia, l'asportazione delle tiroide, associata eventualmente all'escissione dei linfonodi locali.
L'effetto collaterale più immediato derivato dalla tiroidectomia (non dal tumore alla tiroide) è l'ipotiroidismo, facilmente curabile con farmaci ormonali:
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A seguito dell'intervento chirurgico è fondamentale sottoporre il paziente ad un trattamento ormonale: l'aumento dei livelli di TSH – tipica conseguenza immediata dell'ipotiroidismo, dato dall'asportazione della tiroide – potrebbe indurre le cellule maligne eventualmente presenti alla rigenerazione; pertanto, è necessario iniziare una terapia a base di ormoni, a dosi soppressive, cosicché i livelli di TSH si mantengano sotto la norma, e le cellule cancerogene non vengano stimolate alla proliferazione.
In alternativa all'intervento chirurgico, il paziente malato di cancro alla tiroide può essere curato con iodio radioattivo (IODIO 131): assunto generalmente per via orale (solo di rado si considera la via endovenosa), il farmaco viene assorbito dall'intestino, passa nel circolo ematico e, successivamente, inglobato ed assorbito dalla ghiandola tiroide. L'effetto derivato da questo farmaco è osservabile dopo alcune settimane di trattamento. La posologia dev'essere determinata individualmente: rivolgersi al medico. Ad ogni modo, in linea di massima, la posologia consigliata per l'ablazione del tessuto tiroideo normale è 1850 MBq; le dosi terapeutiche di mantenimento variano invece da 3.700 a 5.550 MBq, corrispondenti a 100-150 millicurie.
Note: la sigla “Bq” indica il Mega-becquerel, corrispondente all'unità di misura della radioattività, espressa più semplicemente in Mega-Bq. |
Tumore alla tiroide: farmaci
Il trattamento chemioterapico per la cura del tumore alla tiroide è riservato esclusivamente ai malati affetti da cancro alla tiroide diffuso, non operabili e non suscettibili alla iono-terapia.
Di seguito sono riportate le classi di farmaci antitumorali maggiormente impiegate nella terapia contro il tumore alla tiroide, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta poi al medico scegliere il principio attivo più indicato per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura:
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