Farmaci per Curare la Trombosi Venosa Profonda

Definizione

Altrimenti nota coma flebotrombosi, la trombosi venosa profonda rispecchia una condizione patologica grave, in cui si assiste all'ostruzione di una vena a causa di un trombo, indipendentemente dalla presenza di un processo flogistico. Qualora il grumo di sangue si rompa, il rischio di morte aumenta, dato che la trombosi venosa profonda può degenerare in embolia polmonare (il coagulo di sangue giunge sino ai polmoni).

Cause

La trombosi venosa profonda è la più immediata espressione della formazione di un grumo di sangue in una vena, conseguenza di un'anomalia della coagulazione ematica. Il trombo può rallentare o addirittura bloccare il circolo del sangue, provocando danni anche gravi. La trombosi venosa profonda si manifesta soprattutto nelle braccia e nelle gambe.

Sintomi

Si stima che la metà dei pazienti affetti da trombosi venosa profonda non lamenti alcun sintomo particolare; in linea generale, la malattia può esordire con appesantimento e stanchezza delle gambe, crampi muscolari, dolore, edema, gonfiore agli arti e alle caviglie.


Ogni organismo reagisce in modo diverso, per cui non è detto che la malattia si manifesti con lo stesso quadro sintomatologico in tutti i pazienti


Le informazioni sui Farmaci per la cura della Trombosi Venosa Profonda non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la cura della Trombosi Venosa Profonda.

Farmaci

Prima di procedere con la somministrazione di farmaci per la cura della trombosi venosa profonda è indispensabile l'accertamento diagnostico: infatti, i sintomi che accompagnano la malattia sono comuni a molte altre (es. ematomi, fratture, osteomielite, stiramenti, strappi, traumi ecc.). In genere, le probabilità che si tratti, effettivamente, di trombosi venosa profonda aumentano quando i sintomi caratteristici coinvolgono un solo arto; in ogni caso, fin dalle prime avvisaglie è indispensabile correre ai ripari per un consulto medico: non a caso, si osserva che le probabilità di buona prognosi aumentano quando la patologia viene diagnosticata precocemente.
Gli obiettivi della terapia per la trombosi venosa profonda sono riassumibili in tre punti importantissimi:

  1. Arrestare la crescita del coagulo insidiato in una vena
  2. Prevenire la rottura del coagulo (dunque il rischio di embolia polmonare)
  3. Abbattere le probabilità di ricomparsa della trombosi venosa profonda

Oltre alla somministrazione di farmaci fluidificanti, antitrombotici ed antagonisti della vitamina K (di seguito analizzati nello specifico), è possibile procedere con altri accorgimenti meccanici (indossare calze elastiche a compressione, indicate per favorire il ritorno di sangue al cuore ed impedire la formazione di trombi) e chirurgici (trombectomia). In alcuni pazienti si preferisce procedere con i filtri cavali: si tratta di veri e propri filtri che, tramite un intervento chirurgico, vengono collocati all'interno di una vena di grosso calibro, al fine di impedire il trasporto di frammenti di coagulo nei polmoni; questa pratica è indicata per la prevenzione delle complicanze della trombosi venosa profonda, specie per quei pazienti presentanti storie pregresse di ricadute.

 

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro la trombosi venosa profonda, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato e alla sua risposta alla cura:

 

Eparine (Anticoagulanti o fluidificanti del sangue): la somministrazione di questi farmaci risulta particolarmente indicata per prevenire la formazione di grumi di sangue nelle vene (trombi). Pur non essendo in grado di rompere i coaguli preesistenti, questi farmaci possono comunque impedirne lo sviluppo, evitando perciò il blocco del circolo ematico. In genere, la terapia con gli anticoagulanti per la cura della trombosi venosa profonda dev'essere protratta per almeno tre mesi, salvo ulteriori indicazioni del medico.

  • Eparina (es. Eparina Cal Acv, Eparina Sod.Ath, Ateroclar, Trombolisin): in genere, la terapia con i fluidificanti per curare la trombosi venosa profonda inizia con una somministrazione endovenosa di eparina. Dopo alcuni giorni di terapia, è possibile sostituire l'eparina con un altro farmaco anticoagulante (es. Warfarin); per la cura della trombosi venosa profonda, si raccomanda di iniziare la terapia con una dose di eparina pari a 5000 unità, da assumere per infusione endovenosa continua in bolo, seguita da 1300 unità di farmaco all'ora, sempre attraverso infusione continua. In alternativa, somministrare con una infusione in bolo 80 unità/kg (dose iniziale), seguita da 18 unità/kg all'ora (infusione continua). In alcuni pazienti, invece, sembra essere più efficace l'iniezione sottocutanea di eparina alla dose di 17500 unità, ogni 12 ore. Per la profilassi della trombosi venosa profonda, si raccomanda invece di assumere 5000 unità di principio attivo per via sottocutanea ogni 8-12 ore; da sottolineare che il dosaggio preciso va sempre stabilito dal medico sulla base della gravità della condizione e della salute generale del paziente.
  • Enoxaparina (es. Clexane): per la cura della trombosi venosa profonda, si raccomanda di assumere 1 mg/kg di farmaco per via sottocutanea ogni 12 ore; in alternativa, è possibile somministrare 1,5 mg/kg per via sottocutanea una volta al giorno, circa sempre alla stessa ora. Si raccomanda, inoltre, di iniziare la terapia con il warfarin nello stesso giorno in cui si assume l'enoxeparina. La terapia può essere protratta per 5-17 giorni. Per la profilassi della trombosi venosa nel contesto della sindrome anticorpi anti-fosfolipidi, si raccomanda di assumere una dose di attivo pari a 40 mg, per via sottocutanea, una volta al giorno. La durata della terapia varia dai 6 ai 14 giorni. Se il paziente è obeso, oltre a ridurre il proprio peso di almeno il 30%, si raccomanda di seguire una dieta ipocalorica, sana e bilanciata, e di praticare attività fisica costante. Il farmaco si può assumere anche in gravidanza.
  • Tinzaparina (es. Innohep): si tratta di un'eparina a basso peso molecolare, indicata per il trattamento di adulti affetti da trombosi venosa profonda. Il farmaco va assunto alla posologia di 175 unità/kg una volta al giorno per almeno 6 giorni. Farmaco di seconda scelta per la cura della patologia. Consultare il medico.
  • Dalteparina (es. Fragmin): il farmaco va assunto per via sottocutanea, e richiede una frequenza di somministrazione ridotta rispetto l'eparina (comune): il farmaco è disponibile in dosi variabili da 2500 UI/0,2 ml, fino a 18000 UI/0,72 ml. Il dosaggio per la cura e per la profilassi della trombosi venosa profonda è di competenza esclusivamente medica.
  • Bemiparina (es. Ivor): altra eparina a basso peso molecolare, impiegata in terapia sia per la cura che per la prevenzione dalla flebotrombosi. Per la cura: assumere 115 unità/kg di farmaco al giorno (da assumere circa sempre alla medesima ora per 5-9 gg). Questa posologia è indicata anche per prevenire l'embolia polmonare. Per la profilassi della trombosi venosa profonda, specie per il rischio medio-moderato post-intervento chirurgico, si consiglia di assumere il farmaco per via sottocutanea alla dose di 2500 unità 2 ore prima o 6 ore dopo l'intervento; procedere con questa dose per 7-10 giorni, assumendo il farmaco sempre alla stessa ora ogni giorno. Per il rischio elevato di formazione di coaguli post intervento, si consiglia invece di aumentare la posologia a 3500 unità, procedendo secondo lo stesso schema di frequenza appena descritto.

Cosa fare in caso di sovradosaggio di eparina


Non è raro, purtroppo, che i pazienti in terapia con l'eparina per la cura della trombosi venosa profonda assumano una dose (o più) di eparina (comune) od eparina a basso peso molecolare in eccesso: in tal caso, è richiesta una dose di protamina (es. Protamina MEP 50mg/5ml), somministrata per infusione endovenosa (di durata non superiore a 5 mg/min). Per la posologia: si calcola che un grammo di farmaco sia in grado di neutralizzare 80-100 unità di eparina, da somministrare entro i 15 minuti dall'assunzione di eparina in eccesso.


Anticoagulanti orali: utili per arrestare/inibire la formazione di coaguli sanguigni nel contesto della trombosi venosa profonda

  • Warfarin (es. Coumadin): anticoagulante orale di prima linea per il trattamento della malattia. La somministrazione di questo farmaco è utile per antagonizzare l'effetto della vitamina K, per questo è indicato nel trattamento della trombosi venosa profonda. È doveroso ricordare che una dose eccessiva di questo farmaco aumenta le probabilità di emorragia. Non assumere in gravidanza: il farmaco è un teratogeno. In genere, il warfarin necessita di 48-72 ore per svolgere appieno il proprio effetto terapeutico. Assumere insieme all'eparina. Il dosaggio di questo farmaco potente non verrà descritto, dati gli effetti collaterali gravi che potrebbero scatenarsi a seguito di un errato dosaggio (emorragie, necrosi, gangrena tissutale). La posologia di questo anticoagulante orale dev'essere accuratamente stabilita dal medico, in funzione del tempo di protrombina espresso secondo il rapporto internazionale normalizzato. Il warfarin, a dosi elevate, può mettere in serio pericolo la vita del paziente, oltre ad annullare completamente le finalità terapeutiche.
  • Acenocumarolo (es. Sintrom): il farmaco risulta particolarmente indicato per la profilassi alla trombosi venosa profonda a seguito di interventi cardiaci (impianti di protesi valvolari cardiache), oltre che per la prevenzione dell'embolia polmonare. Indicativamente, assumere 4-12 mg di principio attivo il primo giorno di terapia, seguiti da 4-8 mg il giorno successivo. La dose di mantenimento prevede di assumere 1-8 mg di farmaco al giorno.

Trombolitici: principi attivi utilizzati in terapia per ledere il trombo creatosi nella vena. È doveroso puntualizzare che questi farmaci possono provocare emorragie, pertanto sono prescritti solamente nei pazienti instabili dal punto di vista emodinamico.

  • Urokinasi (es. Urochinasi Crinos, Urokinasi HSP): il farmaco appartiene alla classe dei trombolitici, indicati per la cura della trombosi venosa profonda e per la profilassi dell'embolia polmonare.  Iniziare la terapia con 4400 unità su chilo, somministrate per infusione in bolo, in 10 minuti. Proseguire con 4.400 unità/kg ogni ora, somministrate per via endovenosa continua per 72 ore. La durata della terapia varia dai 10 ai 14 giorni.

Inibitori selettivi del fattore Xa

  • Fondaparinux (es. Arixtra): indicato per il trattamento della trombosi venosa profonda e per la prevenzione delle sue complicanze (embolia polmonare). Il farmaco è utilizzato in terapia per le proprietà anticoagulanti, in grado di inibire uno dei fattori coinvolti nel meccanismo della coagulazione del sangue (fattore Xa). Bloccando il fattore Xa, viene negata la sintesi di trombina, che di riflesso impedisce la formazione di trombi. Per trattare gli episodi di trombosi venosa profonda, il farmaco viene somministrato per iniezione endovenosa alla dose di 5-7 / 5-10 mg, in base al peso del paziente (in genere, si utilizza la dose pari a 5 mg per i pazienti che pesano meno di 50 chili, 7,5 mg per quelli che pesano 50-100 chili e 10 mg se il soggetto pesa oltre i 100 chili). Le dosi più basse sono generalmente utilizzate per il controllo dell'angina pectoris e dell'infarto miocardico. Normalmente, il farmaco va somministrato in concomitanza al warfarin (entro e non oltre le 72 ore dalla somministrazione dell'inibitore del fattore Xa); nel contesto della trombosi venosa profonda, si raccomanda di continuare questa terapia per 5-9 giorni, seguendo lo schema terapeutico appena descritto.
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Ultima modifica dell'articolo: 02/09/2016