Farmaci per curare la Spondilite anchilosante

Spondilite anchilosante: definizione

Tra le malattie reumatiche altamente invalidanti, la spondilite anchilosante riveste un ruolo di rilievo: stiamo parlando di una patologia sistemica ed autoimmune, a decorso cronico, che coinvolge la colonna vertebrale ed il sistema muscolo-scheletrico. Degenerando, la Spondilite anchilosante può portare ad una vera e propria fusione delle articolazioni.

Spondilite anchilosante: cause

La causa della spondilite anchilosante risiede in un'anomalia genetica; si ritiene possibile che la presenza  del gene HLA-B27 nei pazienti di razza caucasica e del gene HLA-B7 nei neri possa incidere pesantemente nell'esordio della patologia. La spondilite anchilosante è una malattia quasi esclusivamente maschile.

Spondilite anchilosante: sintomi

Un malato di spondilite anchilosante lamenta spesso dolore e rigidità a livello della schiena, soprattutto al mattino e nei momenti di inattività. Con il progredire della malattia, il mal di schiena si accentua gradatamente e il danno si estende in più punti della colonna vertebrale, con modificazioni al rachide e difficoltà di movimento.


Le informazioni sui Farmaci per la cura della Spondilite anchilosante non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la cura della Spondilite anchilosante.

Spondilite anchilosante: farmaci

Purtroppo, i sintomi iniziali della spondilite anchilosante, vaghi e sfumati, possono posticipare la diagnosi; la malattia, scoperta nello stadio avanzato, non è reversibile, di conseguenza non esiste alcun farmaco in grado di invertire la malattia.
In linea generale, l'obiettivo del trattamento è ridurre il dolore e, quando possibile, correggere eventuali danni e deformità a carico del rachide e delle articolazioni.
Per il controllo del dolore, i farmaci più utilizzati in terapia sono gli antinfiammatori (FANS) ed alcuni corticosteroidi, da assumere per via orale o per via endovenosa.

 

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro la spondilite anchilosante, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura:

  • Ibuprofene (es. Noan, Vatran, Pedea) Indicativamente, per il controllo del dolore associato alla spondilite anchilosante, si raccomanda di assumere 400-800 mg di attivo, ogni 6-8 ore, al bisogno. È possibile assumere il farmaco  anche per via endovenosa (400-800 mg/30 minuti ogni 6 ore, al bisogno). Indicato per trattare la sintomatologia dolorosa che accompagna le forme lievi di spondilite anchilosante.
  • Diclofenac (es. Fastum, Dicloreum): per il controllo del dolore lieve associato alla spondilite anchilosante (stadio iniziale), si raccomanda di assumere 25 mg di attivo, 4 volte al giorno. Seguire le indicazioni dettate dal medico.
  • Celecoxib (es. Onsenal): inibitore selettivo delle ciclossigenasi II. Per il trattamento della spondilite anchilosante, si raccomanda di assumere il farmaco per via orale, alla posologia di 200 mg, in un'unica assunzione o in due dosi frazionate. Qualora, dopo un trattamento di 6 settimane, il paziente non riscontrasse alcun beneficio, è possibile aumentare la dose fino a 400 mg al dì. In alternativa, cambiare terapia.
  • Prednisone (es. Deltacortene, Lodotra): farmaco corticosteroide utilizzato in terapia per ridurre l'infiammazione, anche nel contesto della spondilite anchilosante. Il trattamento prolungato con steroidi può provocare gravi effetti collaterali, come diabete, osteoporosi e cataratta. Indicativamente, la posologia prevede di assumere 5-60 mg di farmaco, frazionati in 1-4 dosi al giorno.
  • Paracetamolo (es. Acetamol, Tachipirina): per alleggerire il dolore associato alla spondilite anchilosante di lieve entità, il paracetamolo esercita una discreta azione terapeutica. Si ricorda che il farmaco non è un antinfiammatorio. Assumere il farmaco per via orale sottoforma di compresse, sciroppo, bustine effervescenti o supposte; si raccomanda di assumere il paracetamolo alla posologia di 325-650 mg ogni 4-6 ore per 6-8 giorni consecutivi, per far abbassare la febbre, che spesso si associa alla spondilite anchilosante. È possibile assumere il farmaco anche per via endovenosa: 1 grammo ogni 6 ore oppure 650 mg ogni 4 ore per adulti e adolescenti che pesano più di 50 chili: se il paziente pesa meno di 50 chili, somministrare 15mg/kg ogni 6 ore o 12,5 mg/kg ogni 4 ore. Consultare il medico.
  • Sulfasalazina (es. Salazopyrin): farmaco antinfiammatorio-immunomodulatore indicato per trattare i sintomi della spondilite anchilosante con interessamento delle articolazioni periferiche. Indicativamente, assumere 500 mg di farmaco la prima settimana di cura; la dose va aumentata gradatamente: la seconda settimana è possibile assumere 500 mg di attivo due volte al giorno, mentre nella terza settimana di cura è consigliato assumere 500 mg per os al mattino, seguiti da 1000 mg alla sera. La dose di mantenimento prevede invece di assumere 1000 mg di farmaco per os, due volte al giorno. Nel caso il paziente non riportasse beneficio dopo 3 settimane di terapia, è possibile aumentare la dose di farmaco fino ad un massimo di 3 grammi al giorno. Consultare il medico.
  • Metotrexato (es. Reumaflex, Metotrexato HSP, Securact): il farmaco è un antagonista della sintesi dell'acido folico, in grado di influenzare pesantemente la risposta immunitaria dell'organismo. È indicato per alleggerire i sintomi che accompagnano la spondilite anchilosante, specie in caso di coinvolgimento delle articolazioni periferiche. In generale, assumere 7,5 mg di farmaco, una volta a settimana. In alternativa, assumere tre dosi da 2,5 mg per os, ogni 12 ore, una volta a settimana. Non superare i 20 mg a settimana.
  • Adalimumab (es. Humira): farmaco biologico iniettabile. Si raccomanda di assumere 40 mg di farmaco, per via sottocutanea, ogni altra settimana. In associazione a questo farmaco possono essere prescritti anche FANS, corticosteroidi o metotrexato. Consultare il medico.
  • Etanecerpt (es. Enbrel): il farmaco è un inibitore del fattore di necrosi tissutale, messaggero chimico presente in malattie come artrite reumatoide e spondilite anchilosante. Il principio attivo va somministrato per via sottocutanea alla dose di 25 mg, 2 volte a settimana; in alternativa, è possibile assumere una dose di farmaco pari a 50 mg, una volta a settimana. I bambini affetti da questo disturbo possono assumere il farmaco in base al loro peso corporeo. Consultare il medico.
  • Infliximab (es. Remicade): anche questo è un farmaco biologico largamente utilizzato in terapia per il controllo del dolore associato alla spondilite anchilosante. La posologia indicativa prevede di assumere 5 mg/kg di farmaco alla seconda e alla sesta settimana di cura (iniziando a contare dalla prima infusione). Successivamente, proseguire con questa somministrazione ogni 6-8 settimane. Qualora il malato di spondilite anchilosante non riferisse alcun effetto terapico dopo la sesta settimana, si raccomanda di interrompere il trattamento e di cambiare terapia, consultare il medico.
  • Golimumab (es. Simponi): probabilmente, i farmaci di nuova generazione come il golimumab sono di gran lunga più efficaci rispetto a quelli di prima generazione. Si tratta di un farmaco antinfiammatorio utilizzato in terapia sia per la cura dell'artrite reumatoide, sia per la spondilite anchilosante. Il farmaco viene somministrato mensilmente per via sottocutanea, alla dose di 50 mg. Si raccomanda di iniettare il farmaco sempre allo stesso giorno del mese. Il paziente che pesa oltre i 100 chili può assumere una dose doppia (100 mg).

Alla luce di recenti studi, sembra che una dieta ricca di omega 3 possa diminuire l'infiammazione (o comunque evitare una sua degenerazione), oltre a ridurre il dolore e la rigidità posturale. Si ricorda, comunque, che la supplementazione di omega 3, in un regime alimentare sano e bilanciato, non può sostituire, ma solo arricchire, il trattamento farmacologico per la spondilite anchilosante.