Farmaci per Curare la Sindrome metabolica

Definizione

Non sarebbe del tutto corretto parlare di sindrome metabolica come una patologia unica e ben definita: più precisamente, si tratta di una condizione pseudo-patologica caratterizzata dalla concomitanza di più disturbi, quali aumento della glicemia, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia ed ipertensione.
La sindrome metabolica aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, diabete, ictus e steatosi epatica.

Cause

Data la complessità della condizione, le cause di origine sono molteplici ed eterogenee. Tra gli elementi eziologici più ricorrenti, si ricordano: dieta squilibrata, insulino-resistenza (elemento maggiormente coinvolto, responsabile della propensione a diabete, ipertrigliceridemia, ipertensione),  obesità, predisposizione genetica, sedentarietà.

Sintomi

Come intuibile, i sintomi tipici che accompagnano la sindrome metabolica comportano conseguenze prettamente metaboliche: aumento della pressione del sangue (min. > 85mmHh, max. >130 mmHg), aumento del glucosio nel sangue, aumento dei trigliceridi ematici e diminuzione delle lipoproteine ad alta densità (“colesterolo buono”), sovrappeso/obesità.

Dieta e Alimentazione

Le informazioni sui Farmaci per la cura della Sindrome metabolica non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la cura della Sindrome metabolica.

Farmaci

La cura migliore per la sindrome metabolica è la prevenzione: anche in questo caso, sembra che non esista farmaco migliore di una dieta bilanciata abbinata ad uno stile di vita corretto, basato essenzialmente sull'aumento delle attività sportive e sulla riduzione del peso corporeo, soprattutto per i pazienti in sovrappeso.
Purtroppo, la sedentarietà, la pigrizia e la buona forchetta sembrano essere le abitudini preferite dalla popolazione; è bene sottolineare nuovamente come lo sport, la messa in pratica di semplici attività fisiche e la correzione delle abitudini dietetiche siano misure terapeutiche indispensabili per evitare la sindrome metabolica. Tanto per fare un esempio, la sport previene le malattie cardiovascolari, aumenta la sensibilità delle cellule all'insulina, mantiene la glicemia costante, previene l'insorgere dell'ipertensione e tiene sotto controllo il peso corporeo.
Qualora il cambiamento dello stile di vita - inteso come correzione delle abitudini alimentari e la messa in pratica di attività fisiche - non sia sufficiente per ostacolare l'insorgere della sindrome metabolica, la terapia farmacologica può costituire un ottimo ausilio: farmaci per la cura dell'ipertensione, farmaci per abbassare il colesterolo ed i trigliceridi, farmaci per ridurre la glicemia.
I pazienti affetti da sindrome metabolica dovrebbero smettere di fumare e, se necessario, ridurre il peso.

 

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro la sindrome metabolica, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato e alla sua risposta alla cura:

 

Antipertensivi: abbiamo visto che la sindrome metabolica è spesso accompagnata dall'aumento della pressione; pertanto, il medico può prescrivere farmaci diuretici, beta-bloccanti, ACE inibitori e calcio-antagonisti. I più utilizzati in assoluto per la cura dell'ipertensione sono i diuretici e i beta bloccanti, come ad esempio:

  • Spironolattone (es. Aldactone, Uractone, Spirolang): il farmaco appartiene alla classe farmacologica dei risparmiatori di potassio. La posologia per la cura dell'ipertensione è assai variabile (50-200 mg al giorno) e va stabilita dal medico sulla base dei valori pressori del paziente.
  • Idroclorotiazide (es. Rasitrio, Esidrex): farmaco diuretico tiazidico. Si raccomanda di iniziare la terapia per l'ipertensione assumendo una dose di farmaco pari a 25 mg, una volta al dì. Dose di mantenimento: è possibile aumentare la posologia di 50 mg, da assumere per via orale, anche frazionati in due dosi. Consultare il medico.
  • Acebutololo Cloridrato (es. Prent, Sectral): il farmaco appartiene alla classe dei beta bloccanti, utile per il trattamento dell'ipertensione anche nel contesto della sindrome metabolica. Indicativamente, assumere una compressa da 200 mg di farmaco, preferibilmente prima di colazione. È possibile aumentare gradatamente il dosaggio fino ad un massimo di 400 mg al dì.
  • Carvedilolo (es. Colver): altro farmaco beta bloccante, indicato per la cura dell'ipertensione associata a sindrome metabolica. Si raccomanda di assumere due compresse (per un totale di 12,5 mg) al giorno per i primi due gg di cura; successivamente, assumere 25 mg di attivo, in un'unica dose, fino ad un massimo di 50 mg (frazionati in due somministrazioni). Consultare il medico.

Per approfondimenti: vedi l'articolo sui farmaci per la cura dell'ipertensione.

 

Antidiabetici: la presenza di anticorpi anomali diretti contro le cellule beta del pancreas, causa il diabete mellito (di tipo 1); in questo caso, il paziente dovrà assumere insulina (tramite iniezioni sottopelle). Gli ipoglicemizzanti orali sono generalmente indicati esclusivamente per la cura del diabete mellito di tipo 2, frequente nei pazienti con sindrome metabolica non adeguatamente trattata. Quando la malattia viene diagnosticata precocemente, è talvolta possibile invertire il diabete (fase prediabetica); in caso contrario, il paziente dovrà assumere farmaci ipoglicemizzanti o - nei casi più gravi - insulina per tutta la vita.
Esistono più tipologie di insulina, classificate essenzialmente sulla modalità d'azione:

La scelta di una tipologia di insulina piuttosto che un'altra dipende dalla gravità della condizione e dalle esigenze del paziente. Consultare il medico.

Per approfondimenti sugli ipoglicemizzanti orali e l'insulina: leggi l'articolo sui farmaci per la cura del diabete mellito di tipo 1 e sui farmaci per la cura del diabete mellito di tipo 2

 

Anticolesterolemizzanti: i farmaci anticolesterolo sono utili quando la correzione delle abitudini alimentari e dello stile di vita non è sufficiente a regolare i livelli di colesterolo “cattivo” nel sangue. I farmaci più utilizzati in terapia sono le statine, i fibrati, la niacina (in dosi elevate), i farmaci sequestranti gli acidi biliari e l'ezetimibe. Di seguito, sono riportati alcuni esempi:

  • Simvastatina (es. Zocor, Simvastat, Omistat, Quibus, Setorilin ). Il principio attivo appartiene alla classe delle statine, farmaci assai utilizzati per la cura del colesterolo alto. Si raccomanda di iniziare la cura per il trattamento dell'ipercolesterolemia nel contesto della sindrome metabolica con una dose di farmaco variabile dai 10 ai 20 mg, da assumere per via orale, una volta al giorno. La dose di mantenimento prevede di assumere 5-40 mg di attivo, una volta al giorno, la sera. Talvolta il farmaco è associato ad altri principi attivi, come ad esempio il sitagliptin (es. Juvisync), utile per contrastare il diabete nel contesto dell'ipercolesterolemia, e l'ezetimibe (es. Vytorin).
  • Gemfibrozil (es. Lopid, Genlip, Gemfibrozil DOC): in generale, per il trattamento dell'ipercolesterolemia nel contesto della sindrome metabolica, la posologia normalmente raccomandata è di 600 mg di attivo, da assumere per via orale, due volte al giorno, preferibilmente 30 minuti prima di colazione e cena.
  • Pravastatina (es. Selectin, Langiprav, Sanaprav). Indicativamente, per la cura dell'ipercolesterolemia nel contesto della sindrome metabolica, assumere il farmaco alla posologia di 40 mg, per via orale, una volta al giorno. Per la dose di mantenimento, è possibile assumere 40-80 mg di farmaco al giorno. Consultare il medico. Il farmaco può essere anche formulato con altri principi attivi, come ad esempio l'acido acetilsalicilico, antiaggregante piastrinico: i due attivi esercitano la propria attività terapeutica in sinergia, sia per la cura del colesterolo alto (pravastatina), sia per curare e prevenire ischemia e disturbi al miocardio.

Per approfondimenti: vedi l'articolo sui farmaci per la cura del colesterolo alto.

 

Farmaci per smettere di fumare


È noto a tutti come il tabagismo sia un'abitudine sbagliata; eppure, sembra proprio che abbandonare questo vizio non rientri tra i buoni propositi dei fumatori incalliti. Ad ogni modo, il fumatore che manifesta una marcata propensione alla sindrome metabolica dovrebbe smettere di fumare, dal momento che il fumo aumenta il rischio di malattie cardiovascolari. Nel caso il paziente non fosse in grado di abbandonare il vizio, alcuni farmaci possono costituire un valido aiuto:

  • Bupropione cloridrato (es. Elontril, Wellbutrin, Zyban): iniziare la cura assumendo 150 mg di attivo per via orale, una volta al dì. Dose di mantenimento: il dosaggio può aumentare fino a 300 mg al dì (somministrati in due dosi frazionate durante il giorno), ma non prima di tre giorni dall'inizio della terapia.
  • Vareniclina (es. Chapmix, 25-28-56 compresse): assumere 0,5 mg di attivo per os una volta al dì nei primi tre giorni di trattamento per smettere di fumare. Dal 4° al 7° giorno di terapia, aumentare la dose a 0,5 mg di attivo due volte al dì. Dall'ottavo giorno in poi, assumere 1 mg di attivo due volte al dì.
  • Cerotti per smettere di fumare a base di Nicotina (es. Nicopatch): in genere, applicare un cerotto al giorno, su cute asciutta, detersa; il cerotto va applicato sul braccio, o su una parte superiore del corpo, cercando sempre di posizionarlo in un punto diverso, per evitare irritazioni locali.

Farmaci antiobesità: i pazienti obesi che non riescono ad ottenere benefici nella riduzione del proprio peso corporeo, possono trovare aiuto assumendo alcuni farmaci. L'obesità, infatti, rientra tra i fattori di rischio per la sindrome metabolica. L'orlistat e l'acarabosio sono due farmaci particolarmente indicati per trattare l'obesità nel contesto della sindrome metabolica:

  • Orlistat (es. Xenical, Alli): il farmaco (inibitore della lipasi) è indicato come coadiuvante delle diete ipocaloriche: è il farmaco d'elezione nella cura dell'obesità, insieme alla Sibutramina (fino a pochi anni fa). Indicativamente, il farmaco va assunto alla dose di 120 mg, per via orale, tre volte al dì, durante il pasto o non oltre un'ora dal suo termine. Si raccomanda di assumere un integratori multivitaminico (es. Multicentrum, Supradyn, Be-Total Plus) in associazione all'orlistat: questo farmaco, infatti, ostacola l'assorbimento di alcuni nutrienti e vitamine indispensabili all'organismo per il suo corretto funzionamento.
  • Acarbosio (es. Glucobay, Glicobase): indicativamente, si raccomanda di assumere mezza compressa (corrispondente a 50 mg) 3 volte al dì, insieme al pasto. La posologia va modificata progressivamente sulla base della risposta del paziente alla cura. Consultare il medico. Questo farmaco viene assai utilizzato per trattare alcuni disturbi della sindrome metabolica, come l'obesità ed il diabete.

Per approfondimenti: leggi l'articolo sui farmaci per la cura dell'obesità


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Ultima modifica dell'articolo: 02/09/2016

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