Farmaci per la Cura della sindrome di Reye

Definizione

Tra le malattie tipicamente infantili, la sindrome di Reye riveste un ruolo di primo piano in termini di pericolosità: stiamo parlando di una seria condizione patologica, potenzialmente fatale, causata dalla somministrazione di acido acetilsalicilico nei bambini di età inferiore ai 12 anni.

Cause

Nonostante la precisa causa responsabile della sindrome sia tuttora oggetto di indagine, sembra che la sindrome di Reye sia subordinata alla somministrazione di acido acetilsalicilico a bambini al di sotto dei 12 anni, in seguito ad influenza, raffreddore o varicella. Il farmaco, a contatto con le tossine del virus, può potenziare la propria attività terapeutica, creando danno.

Sintomi

La sindrome di Reye crea danno maggiore a livello epatico e cerebrale, determinando un'infiammazione importante. La diarrea e la tachicardia sono due costanti nei bambini affetti di età inferiore ai 2 anni; in quelli più grandi, il vomito persistente e la letargia sono invece più frequenti. Tra gli altri Sintomi, ricordiamo: allucinazioni, alterazione dell'umore, confusione mentale, debolezza, epatomegalia, iperammoniemia, ipoglicemia, irritabilità.


Le informazioni sui Farmaci per la cura della sindrome di Reye non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la cura della sindrome di Reye.

Farmaci

Non esiste alcun farmaco specifico in grado di rovesciare la patologia durante lo stadio avanzato: da qui, si comprende come la prontezza d'intervento sia indispensabile per salvare la vita al paziente ed assicurarne il ristabilimento completo. Dato che la flogosi cerebrale ed epatica costituiscono i due sintomi più severi, l'obiettivo primario è sicuramente ridurre l'infiammazione.
Come intuibile, l'accorgimento più intelligente per prevenire la sindrome di Reye è semplicemente quello di evitare la somministrazione di questo farmaco ai bambini di età inferiore ai 12-16 anni: per la cura dell'influenza e della varicella, si raccomanda l'assunzione di paracetamolo, ottimo sostituto dell'acido acetilsalicilico nei bambini.
La cura della sindrome di Reye è prettamente sintomatica:

  1. L'ipoglicemia è una costante nei bambini affetti dalla sindrome di Reye: pertanto, si raccomanda di intervenire con una terapia elettrolitica mirata al reintegro degli zuccheri e dei sali minerali perduti. Il più delle volte, la terapia di integrazione elettrolitica viene effettuata in ospedale, per infusione endovenosa: questa pratica medica è indispensabile per fornire all'organismo i nutrienti essenziali di cui ha bisogno, in tempi assai più rapidi rispetto alla somministrazione per via orale.
  1. I pazienti colpiti dalla sindrome di Reye sono sensibili alle emorragie: in tal caso, è raccomandata un'integrazione di vitamina K, plasma e piastrine:
    • Vitamina K (es. Vitamina K SALF): in genere, la dose indicativa per la carenza di vitamina K suggerisce di assumere 2,5-5 mg di farmaco per via orale al giorno. In alternativa, somministrare il farmaco alla dose di 1-2 mg, per via intramuscolare, endovenosa o sottocutanea. In alcuni casi, è necessaria una somministrazione più importante del fitonadione: il farmaco è disponibile anche in fiale da 10 mg e da 50 mg, da assumere per iniezione e.v. o i.m. . Assumere 1 o due fiale al giorno, in base alla gravità della condizione.
  1. In caso di sovrainfezioni batteriche nel contesto della sindrome di Reye, si raccomanda di assumere antibiotici, sempre previo accurato accertamento diagnostico. Di seguito, sono elencati i nomi di alcune specialità medicinali: sarà compito del medico stabilire quale farmaco è più adatto per il paziente, in base al patogeno responsabile dell'infezione.

  2. L'aumento della pressione intracranica va curata con farmaci diuretici, in grado di favorire l'emissione di liquidi tramite la minzione
    • Mannitolo (es. Osmohale, Man10%BIN, Isotol): diuretico osmotico particolarmente indicato per la cura dell'ipertensione ma anche per ridurre la pressione intracranica nei bambini affetti dalla sindrome di Reye. Il farmaco, richiamando acqua, ne diminuisce il suo riassorbimento. La posologia va attentamente stabilita dal medico, sulla base della gravità della condizione. Il mannitolo e i diuretici osmotici in genere, sono i farmaci di prima scelta per ridurre la pressione intracranica nel contesto della sindrome di Reye.
    • Idroclorotiazide (es. Rasitrio, Esidrex): trattasi di un farmaco diuretico tiazidico. Indicativamente, è possibile somministrare una dose di farmaco pari a 3mg/kg al dì, per os in due dosi equamente frazionate, per i bambini di età inferiore ai 6 mesi affetti dalla sindrome di Reye. Per i bambini di età compresa tra i 2 e i 17 anni, affetti dalla sindrome di Reye, è possibile aumentare la dose fino a 50 mg al giorno.

  3. L'esposizione cronica a sostanze tossiche può, in qualche modo, favorire l'insorgenza della sindrome di Reye: al fine di favorire l'eliminazione delle suddette sostanze dannose dall'organismo, è consigliabile la somministrazione di lassativi ad azione emolliente.

L'unico modo per evitare la sindrome di Reye è NON somministrare farmaci salicilati ai bambini di età inferiore ai 12-16 anni (salvo diversa indicazione medica).



Ultima modifica dell'articolo: 02/09/2016