Farmaci per Curare la Sindrome di Ménière

Definizione

La sindrome di Ménière - anche conosciuta come idrope endolinfatico - è una patologia che interessa l'orecchio interno. È una malattia debilitante che inficia notevolmente la qualità di vita dei pazienti.
Generalmente, la sindrome di Ménière colpisce un solo orecchio, ma non è escluso che - a distanza di tempo - la malattia possa arrivare ad interessare entrambe le orecchie.

Cause

La sindrome di Ménière sembra essere provocata dall'accumulo di endolinfa (detta anche idrope) nell'orecchio interno o labirinto, che ricordiamo essere composto dalla coclea (l'organo dell'udito) e dal vestibolo (l'organo dell'equilibrio).
L'accumulo di endolinfa causa un aumento della pressione nell'orecchio interno, provoca danni cellulari e altera la trasmissione del segnale nervoso fra lo stesso orecchio interno e il cervello.
La causa scatenante quest'accumulo di endolinfa non è stata ancora del tutto chiarita, ma sembra che i principali fattori di rischio per l'insorgenza della malattia siano la predisposizione genetica, la presenza di preesistenti patologie autoimmuni (come, ad esempio, il lupus eritematoso sistemico o l'artrite reumatoide), l'emicrania, le allergie, i traumi cranici o i traumi all'orecchio e, in alcuni casi, la sifilide.

Sintomi

I principali sintomi che si manifestano nei pazienti affetti da sindrome di Ménière, sono vertigini, perdita di equilibrio, nausea e vomito, ipoacusia, sensazione di "orecchio chiuso" e acufeni (o tinnito). Inoltre, possono anche comparire sudorazione fredda e ipotensione arteriosa.
In casi più rari, infine, potrebbero manifestarsi nistagmo e svenimento improvviso, ma senza perdita di coscienza.
Nelle fasi iniziali della malattia, i sintomi si presentano come attacchi transitori. Con l'avanzare della patologia, però, alcuni di questi sintomi possono diventare permanenti. È questo il caso delle vertigini e della diminuzione dell'udito che può evolvere fino alla sordità totale. Inoltre, la diminuzione della qualità di vita dei pazienti - causata dal continuo ripetersi degli attacchi - può favorire l'insorgenza di disturbi psichiatrici, quali ansia e depressione.

Dieta

Le informazioni sui Farmaci e Cura non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci e Cura.

Farmaci

Purtroppo, non esistono farmaci specifici per la cura della sindrome di Ménière. I medicinali impiegati, infatti, sono perlopiù palliativi; pertanto, il loro utilizzo è mirato a ridurre i sintomi della malattia e a migliorare la qualità di vita dei pazienti che ne sono affetti.
I pazienti affetti da questa malattia, inoltre, devono essere attenti alla loro dieta. Infatti, sembra che un regime alimentare povero di sale possa aiutare nel diminuire i sintomi causati dalla sindrome di Ménière.
Nei casi più gravi e nei pazienti in cui la terapia conservativa non è in grado di controllare i sintomi della patologia, si può invece pensare di ricorrere alla somministrazione intratimpanica di gentamicina o all'intervento chirurgico.


Sindrome di Meniere

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro la sindrome di Ménière ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura.

Betaistina

La betaistina (Microser ®, Vertiserc ®) è un farmaco analogo dell'istamina, avente come indicazione terapeutica specifica il trattamento dei sintomi della sindrome di Ménière.

La betaistina, infatti, è in grado di migliorare il flusso sanguigno dell'orecchio interno, riducendo così l'aumento di pressione e migliorando i sintomi tipici della malattia, quali vertigini e acufeni. Per questi motivi, la betaistina è un farmaco di prima scelta nel trattamento dei sintomi indotti dalla suddetta sindrome.
La betaistina è disponibile per la somministrazione orale e la dose abitualmente utilizzata negli adulti è di 16-48 mg di farmaco al giorno, da assumersi in dosi frazionate. La quantità esatta di principio attivo da assumere deve comunque essere stabilita dal medico.

Antiemetici

I farmaci antiemetici possono essere somministrati per ridurre o prevenire la nausea e il vomito provocati dalla sindrome di Ménière.
Fra questi ricordiamo:

  • Scopolamina (Scopolamina bromidrato S.A.L.F. ®): la scopolamina è un farmaco anticolinergico ad azione antiemetica. È disponibile per la somministrazione intramuscolare o endovenosa. La dose abitualmente utilizzata è di 0,25 mg di principio attivo, da somministrarsi fino a un massimo di quattro volte al giorno.
  • Proclorperazina (Stemetil ®): la proclorperazina è un antiemetico disponibile per la somministrazione orale e rettale. Quando si utilizza quest'ultima via di somministrazione, la dose abitualmente impiegata negli adulti è di due supposte al giorno (contenenti 10 mg di principio attivo), una al mattino e una alla sera.
  • Dimenidrinato (Xamamina ®, Travelgum ®): il dimenidrinato è un antiemetico impiegato per prevenire l'insorgenza di nausea e vomito. È disponibile per la somministrazione orale sotto forma di capsule o gomme da masticare. La dose di dimenidrinato abitualmente impiegata negli adulti è di 25-50 mg, da assumere ai primi sintomi di nausea.

Antivertiginosi

I farmaci antivertigine vengono impiegati per diminuire e controllare i tipici attacchi di vertigine scatenati dalla sindrome di Ménière.

  • Cinnarizina (Toliman ®, Cynazin ®, Stugeron ®): la cinnarizina è un farmaco impiegato per il trattamento dei disturbi dell'equilibrio. La dose di cinnarizina abitualmente somministrata negli adulti è di 25 mg, da assumersi per via orale tre volte al giorno. In qualsiasi caso - qualora lo ritenesse necessario - il medico può decidere di variare la dose di farmaco solitamente impiegata.

La cinnarizina, inoltre, è disponibile anche in formulazioni farmaceutiche in associazione a dimenidrinato (Arlevertan ®).

Diuretici

I farmaci diuretici vengono impiegati nel trattamento della sindrome di Ménière per ridurre la pressione elevata che si genera all'interno dell'apparato vestibolare.

  • Acetazolamide (Diamox ®): l'acetazolamide è un farmaco appartenente alla classe degli inibitori dell'anidrasi carbonica. La dose di farmaco abitualmente impiegata varia dai 250 mg ai 500 mg, da assumersi per via orale una volta al giorno. Ad ogni modo, l'esatta posologia del medicinale deve essere stabilita dal medico.
  • Clortalidone (Igroton ®): il clortalidone è un diuretico appartenente alla classe dei tiazidici. La dose di farmaco da assumersi deve essere stabilita dal medico su base individuale.

Gentamicina

La gentamicina (un farmaco antibiotico) è dotata di una certa tossicità vestibolare, che può essere sfruttata per il trattamento della sindrome di Ménière.
Il suo utilizzo viene preso in considerazione solo nel caso in cui i trattamenti conservativi non siano efficaci nel controllare le vertigini indotte dalla sindrome di Ménière. Il medico può, quindi, decidere di ricorrere alla somministrazione intratimpanica (o transtimpanica che dir si voglia) della stessa gentamicina. Questa pratica è anche chiamata labirintectomia chimica.
La gentamicina somministrata per via transtimpanica a basse dosi, infatti, esercita la sua azione tossica nei confronti delle cellule del vestibolo, riducendo così gli impulsi che queste inviano al nervo vestibolare. In questo modo, si assiste a una diminuzione delle vertigini.
Questo trattamento si è rivelato molto efficace e, inoltre, non inficia sull'udito del paziente, poiché la gentamicina presenta una tossicità relativamente selettiva nei confronti delle cellule vestibolari, mentre presenta una scarsa tossicità nei confronti delle cellule della coclea.


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Ultima modifica dell'articolo: 08/12/2016