Per “Shigellosi” s'intende una patologia intestinale scatenata da batteri gram negativi appartenenti al genere Shigella: nota anche come dissenteria bacillare, la Shigellosi causa problemi prettamente intestinali, che normalmente si risolvono in una manciata di giorni. Nei casi più gravi, l'infezione necessita di farmaci antibiotici per essere debellata.
La Shigellosi è conseguenza di un insulto sostenuto da batteri gram negativi, appartenenti alla stessa famiglia della Salmonella e dell'E. coli (enterobatteriacee), e al genere Shigella; in particolare, le specie maggiormente coinvolte sono Shigella dysenteriaee, Shigella flexeneri, Shigella boyidii e Shigella sonnei. Il patogeno può essere trasmesso sia tramite il contatto diretto con feci animali od umane infette, sia con l'assunzione di cibo od acqua contaminata. La Shigellosi può raramente essere trasmessa per contatto sessuale.
I segni ed i sintomi caratteristici della Shigellosi esordiscono, generalmente, dopo 2-3 giorni dall'esposizione al battere: crampi addominali, diarrea e febbre sono i sintomi più ricorrenti associati all'infezione, nonostante alcuni pazienti affetti non lamentino alcun sintomo apprezzabile.
Le informazioni sui Farmaci per la cura della Shigellosi non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la cura della Shigellosi.
Prima di procedere con il trattamento farmacologico è indispensabile l'accertamento diagnostico, quindi l'isolamento del battere che ha causato l'infezione; quanto detto è importantissimo, dal momento che alcune specie di Shigella non generano disturbi o sintomi apprezzabili nella maggior parte degli individui affetti. Per riportare un esempio, fatta eccezione per alcuni casi isolati, Shigella sonnei non genera alcun sintomo intestinale e l'infezione si autorisolve in pochissimi giorni; tant'è che il paziente tende a non accorgersi di essere stato contagiato. Discorso differente dev'essere affrontato per le infezioni sostenute da Shigella dissenteriae: quando colpisce bambini, anziani ed immunocompromessi senza essere curata, questo tipo di Shigellosi può provocare anche la morte.
In primis, il paziente dev'essere sottoposto ad una terapia elettrolitica, che consiste nella generosa reidratazione di liquidi e di sali minerali - specie calcio, potassio e sodio - perduti con la diarrea; nei casi più seri, il paziente viene ospedalizzato e la terapia elettrolitica somministrata per via endovenosa.
Si raccomanda di NON assumere farmaci per la cura della diarrea, dal momento che, paradossalmente, questa pratica potrebbe persino esacerbare il problema.
Nel caso la Shigellosi non regredisse in pochi giorni, è raccomandata una terapia antibiotica specifica, volta all'allontanamento del batterio: in genere, la terapia farmacologica è riservata ai bambini, agli anziani e a tutti gli individui che registrano gravi alterazioni del sistema immunitario, le categorie più esposte al rischio di complicanze.
Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro la Shigellosi, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta poi al medico scegliere il principio attivo più indicato per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura:
Terapia antibiotica: gli antibiotici devono sempre essere assunti con cautela, previa prescrizione medica. Si raccomanda di non seguire una terapia “fai da te”, dal momento che molti batteri appartenenti al genere Shigella sviluppano resistenza a numerosissimi antibiotici. Evidenziamolo ancora una volta: l'antibiotico va utilizzato esclusivamente in caso di shigellosi grave con rischio di complicanze.
Terapia di reidratazione: in genere, per gli adulti sani, l'acqua è sufficiente per riequilibrare i fluidi perduti con la diarrea nel contesto della shigellosi; anche i bambini possono trarre beneficio da questo semplice accorgimento, in particolare quando all'acqua vengono associati integratori salini. Nei casi gravi, la terapia elettrolitica viene effettuata in ambiente ospedaliero, tramite la somministrazione endovenosa, utile per fornire all'organismo i nutrienti essenziali di cui ha bisogno in tempi assai più rapidi rispetto alla somministrazione per via orale.
Terapia preventiva: ancora una volta la prevenzione risulta essenziale per abbattere il rischio di contrazione della Shigella, seguendo semplici accorgimenti di carattere igienico-comportamentale:
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