Farmaci per Curare la Sepsi

Definizione

La sepsi, altrimenti conosciuta come setticemia, designa un'urgenza clinica a tutti gli effetti, potenzialmente fatale: stiamo parlando di un'allarmante ed esagerata Risposta Infiammatoria Sistemica (SIRS), sostenuta dall'organismo a seguito di un insulto batterico.

  • La setticemia non va confusa con la batteriemia: quest'ultima condizione si caratterizza per la mera presenza di batteri nel sangue, in assenza dell'infiammazione.

Cause

La causa che si pone alle origini della sepsi è duplice: l'insulto di batteri (es. Escherichia coli, Klebsiella spp., Pseudomonas spp), virus o miceti (Candida spp.), e la Risposta Infiammatoria Sistemica (SIRS) dell'organismo. Questi due elementi eziopatologici, agendo in sinergia, provocano un danno esagerato.


Batteri + SIRS → formazione di micro coaguli nei vasi sanguigni → ↑↑ forza contrazione cardiaca → ↓ ↓ ossigeno e nutrienti nelle varie sedi anatomiche


Fattori predisponenti → abuso di cortisonici, alcolismo, alterazione del sistema immunitario, cancro, età infantile/senescenza, tossicodipendenza, razza nera

Sintomi

  1. Fase mite: ipotermia (< 35-36°C) o febbre alta (>38,5°C), ↑ frequenza cardiaca (> 90 bpm) e ↑ frequenza respiratoria (> 20 respiri al minuto), accertata o presunta infezione
  2. Sepsi grave: alterazione dello stato mentale, macchie sulla pelle, difficoltà respiratorie, disfunzione cardiaca, ↓↓ diuresi, leucopenia, piastrinopenia
  3. Shock settico: ↓↓ pressione arteriosa, ↑†‘ della concentrazione sierica di proteina C reattiva e interleukina-6, gangrena, gonfiore incontrollato e diffuso a tutto il corpo, trombi nei vasi sanguigni, perdita delle funzioni degli organi, morte

Le informazioni sui Farmaci per la cura della Sepsi (Setticemia) non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la cura della Sepsi (Setticemia).

Farmaci

Vista la gravità della condizione, è comprensibile come l'intervento immediato dei soccorsi medici sia condizionante al fine di garantire il recupero del paziente colpito da sepsi: in altri termini, si raccomanda di avvisare il medico sin dalle primissime avvisaglie, anche solo in caso di sospetta setticemia, dal momento che il temporeggiamento di fronte ad una condizione simile può costare la vita.
Come intuibile, la fase mite della sepsi è più facile da curare, anche con il solo ausilio di farmaci; discorso differente va fatto per la forma setticemica grave e per lo shock settico, in cui le speranze di prognosi positiva sono piuttosto scarse.
La fase media della sepsi va curata con farmaci antibiotici specifici, indirizzati contro il patogeno coinvolto nell'infezione; la terapia antibiotica, somministrata generalmente per via endovenosa, è accompagnata, di norma, dalla cura reidratante, in cui il paziente riceve endovena cospicue quantità di liquido.
I pazienti giunti nella fase grave della setticemia richiedono un attento monitoraggio medico ed il ricovero nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale; lo shock settico viene immediatamente trattato con la ventilazione e l'intubazione per facilitare i movimenti respiratori del paziente, compromessi dalla sepsi. Alcuni assistiti vengono sottoposti a dialisi, utile nel contesto dell'insufficienza renale. Chiaramente, anche la fase grave e lo shock settico devono essere curati anche con farmaci antibiotici per allontanare il patogeno.
Alcuni pazienti possono assumere farmaci steroidei per alleggerire l'infiammazione, farmaci vasopressori (per incrementare la pressione arteriosa), insulina (per il mantenimento dei valori glicemici nella norma), antidolorifici e, quando necessario, modulatori del sistema immunitario.
Alcuni pazienti devono essere sottoposti ad un intervento chirurgico volto alla rimozione della fonte d'infezione (es. pus, come accade nel caso di ascessi).


Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro la sepsi ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura:


Antibiotici per la cura della sepsi

  • Ceftriaxone (es. Ceftriaxone, Pantoxon, Ragex, Deixim): il farmaco è una cefalosporina di terza generazione, utilizzata in terapia per la cura della sepsi grave. La posologia suggerisce di assumerne 2 grammi, per via endovenosa, una volta al dì, per almeno due settimane, in base alla natura e alla severità della condizione.
  • Cefuroxima (es. Cefoprim, Tilexim, Zoref, Zinnat): appartiene alla classe delle cefalosporine di seconda generazione. Per la sepsi, si raccomanda di iniziare la terapia fin dai primissimi sintomi, e di associare, eventualmente, un farmaco aminoglicoside. Assumere 1,5 g di farmaco per via endovenosa, ogni 6-8 ore. Proseguire la terapia per 2-3 settimane, nel pieno rispetto delle indicazioni dettate dal medico.
  • Ceftazidima (es. Etazim, Liotixil, Fribat): il farmaco antibiotico è una cefalosporina di terza generazione, indicata anche per la cura della sepsi. Si consiglia di assumerne 2 grammi, per via endovenosa, ogni 8 ore per 14 gg. Per maggiori informazioni: consultare il medico.
  • Cefotaxima (es. Cefotaxima, Aximad, Lirgosin): altra cefalosporina di terza generazione, impiegata in terapia per la cura della sepsi alla dose di 2 grammi e.v., da assumere ogni 6-8 ore. Non superare la dose di 2 g e.v. ogni 4 ore. Proseguire la terapia per 14 gg.
  • Tobramicina (es. Tobi podhaler): il farmaco è un esponente degli aminoglicosidi, utilizzato anche per curare i pazienti affetti da sepsi. Iniziare la cura con una dose di 2 mg/kg di farmaco, da assumere per via endovenosa; procedere con 1,7 mg/kg ogni 8 ore o con 5-7 mg/kg ogni 24 ore. Proseguire con la posologia appena descritta per 10-14 gg, in base alla natura e alla severità della condizione.
  • Vancomicina (es. Zengac, Levovanox, Maxivanil): il farmaco (classe glicopeptidi) va somministrato alla dose di 15 mg/kg per via endovenosa, due volte al giorno, per 10-14 gg, per la cura della sepsi.
  • Ampicillina (es. Augmentin, Klavux) e gentamicina (es. Gentamicina, Ciclozinil, Genbrix, Gentalyn): combinazione di antibiotici (rispettivamente: antibiotico beta lattamico + aminoglicoside) largamente utilizzata in terapia per la cura della setticemia neonatale. Per la posologia: consultare il medico.

Farmaci Vasopressori: favorendo la vasocostrizione, i farmaci vasopressori aumentano i valori della pressione arteriosa. Ricordiamo brevemente che la pressione arteriosa nei pazienti affetti da shock settico registra valori bassissimi.

  • Noradrenalina o Norepinefrina (es. Noradr Con FN): si tratta di una catecolamina indicata per aumentare la pressione arteriosa nel contesto dello shock settico. In simili circostanze, si consiglia di iniettare una dose di principio attivo pari a 2-4 mcg/min, fino al raggiungimento di un valore di pressione arteriosa sistolica compreso tra 80 e 100 mmHg. La terapia di mantenimento, prevede di assumere 1-12 mcg di farmaco al minuto.
  • Dopamina (es. Dopamina BIL, Dopamina SAL): per il controllo della pressione arteriosa nel contesto dello shock settico, si consiglia di assumere 1-5 mcg/kg/min di farmaco, avvalendosi dell'infusione endovenosa continua. Nelle situazioni estreme, è possibile aumentare la dose fino a 50 mcg/kg/min.
  • Adrenalina o epinefrina (es. Jext, Adrenal, Fastjekt): il farmaco è un potente vasopressore (o vasocostrittore), utile per prevenire l'ostruzione delle vie respiratorie in caso di sepsi grave e shock anafilattico. Il farmaco risulta particolarmente indicato quando nel paziente si osserva un'ipotensione refrattaria. Si raccomanda di somministrare il farmaco per via intramuscolare alla posologia di 0,3-0,5 ml nell'adulto e 0,01 ml/kg (max. 0,3 mg) nel bambino, immediatamente dopo la manifestazione dei sintomi tipici della sepsi; ripetere la somministrazione ogni 5-15 minuti, in base alla gravità della condizione.

Altri farmaci utilizzati in terapia per la cura della sepsi: indicati per riportare i valori della pressione arteriosa media almeno a 60 mmHg

  • Filgrastim (Filgrastim ratiopharm, Filgrastim Hexa, Tevagrastim): il farmaco è simile alla proteina umana "fattore stimolante le colonie granulocitarie", utile in caso di sepsi associate a leucopenia (neutropenia) per stimolare il midollo osseo a sintetizzare un numero maggiore di globuli bianchi. La dose di 10 mcg/kg al giorno è consigliata per il trattamento della sepsi negli infanti.
  • Drotrecogin alfa (es. Xigris): il farmaco è un modificatore della coagulazione utilizzato per la cura della sepsi grave dell'adulto; come sappiamo, i coaguli ematici possono ostruire la rete circolatoria, negando così,ossigeno e nutrienti agli organi e ai tessuti. Il principio attivo viene somministrato in vena, tramite lenta iniezione di 96 ore: indicativamente, la dose suggerisce di assumere 24 mcg/kg/ora (tramite pompa di infusone).

Terapia con la proteina C ricombinante: importante sia per rompere i coaguli di sangue causati dalla sepsi che per ridurre il gonfiore in tempi ristretti. La somministrazione di questo farmaco, inoltre, migliora la circolazione del microcircolo, per merito delle proprietà fibrinolitiche ed antiaggreganti.

  • Proteina C (es. Ceprotein): il farmaco è reperibile in soluzione (polvere + solvente da miscelare), da iniettare per via endovenosa alla velocità di 0,2 ml/kg/min per i bambini che pesano meno di 10 chili, e alla dose di 2 ml/min per gli adulti. La posologia ve stabilita in base al paziente.

Farmaci steroidei per la cura della sepsi:

  • Idrocortisone (es. Plenadren): si raccomanda di assumere 200-300 mg di farmaco al giorno, per una settimana. Consultare il medico.
  • Fludrocortisone (es. Florinef): la dose indicativa per aumentare le probabilità di sopravvivenza nei pazienti affetti da sepsi è di 50 mcg/dì per 7 gg. La somministrazione di questo farmaco, oltre a diminuire l'infiammazione, è indicata per aumentare i valori pressori, alterati nel contesto della sepsi.

Note: Alla luce di recenti dati scientifici, sembra che l'assunzione di 30 mg/kg/dì di Metilprednisolone o una cura con oltre 300 mg/dì di idrocortisone NON aumenti la probabilità di sopravvivenza nei pazienti affetti da sepsi o da shock settico.


Altri farmaci utilizzati in terapia per alleviare i sintomi secondari nel contesto della sepsi:

  • digitalici in genere: indicati per facilitare il cuore a pompare il sangue nei vari distretti. Es. Digossina
  • antidolorifici: sussidi terapeutici indicati per alleggerire il dolore
  • sedativi: utilizzati in terapie per calmare il paziente
  • insulina: quando, nei pazienti affetti da sepsi, i livelli glicemici sono alterati, si raccomanda di somministrare insulina per ripristinare la concentrazione di glucosio nel sangue
  • eparina e altri fluidificanti del sangue: indicati per la prevenzione di trombi nel contesto della sepsi


Ultima modifica dell'articolo: 02/09/2016