Farmaci per curare le Ragadi Anali

Ragadi Anali: definizione

Le ragadi anali sono piccoli ma profondi taglietti nella pelle che circonda l'ano; queste fastidiosissime micro-fessure possono generare dolore associato a sanguinamento, che diviene più intenso durante l'evacuazione o a seguito di uno sforzo. Le feci dure e particolarmente voluminose possono accentuare il problema, ledendo le pieghe anali.

Ragadi Anali: cause

Le ragadi anali sono estremamente comuni negli anziani e nei neonati, malgrado possano manifestarsi ad ogni età; l'alterazione della motilità intestinale, sia questa stipsi o diarrea, costituisce il fattore eziologico che più predispone alla formazione delle ragadi anali. Negli anziani, tale condizione può essere favorita dalla fisiologica diminuzione dell'afflusso di sangue nell'area interessata; ancora, le ragadi anali sono piuttosto comuni nelle donne che hanno appena partorito e nei pazienti affetti dal morbo di Crohn.

Ragadi Anali: sintomi

I segni ed i sintomi associati alle ragadi anali possono includere: dolore durante la defecazione, feci sanguinolente, prurito e irritazione anale, difficoltà d'evacuazione, stitichezza, tagli più o meno evidenti nell'area perianale.


Le informazioni sui non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere .

Ragadi Anali: farmaci

Fortunatamente, il più delle volte le ragadi anali costituiscono una condizione patologica risolvibile facilmente e in poco tempo; in alcuni pazienti, addirittura, le ragadi nella zona perianale si risolvono senza necessità di cure farmacologiche o trattamenti particolari.
Chiaramente, non sempre le ragadi anali sono così semplici da curare; pertanto, qualora il disturbo persistesse, si raccomanda di intraprendere una semplice cura farmacologica, oltre a correggere le abitudini alimentari. La regolarizzazione della dieta sembra essere un punto fondamentale per velocizzare la guarigione del paziente: un'alimentazione ricca di fibre ed abbondante di acqua costituisce sicuramente un valido ausilio per facilitare la defecazione, regolarizzando la motilità intestinale.
È consigliato l'ammollo in acqua tiepida più volte al giorno: il calore dell'acqua dà sollievo all'area anale dolente, interessata dalle ragadi.

 

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro le ragadi anali, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura:

  • Lidocaina (es. Xylocaina, Lidofast, Luan CHIR): si tratta di un anestetico ad applicazione locale, largamente utilizzato in terapia per ridurre il dolore associato a ragadi anali ed emorroidi. Spesso è formulato insieme a steroidi come l'idrocostisone (es. Proctosedyl), utile per potenziare l'effetto antinfiammatorio. Questi farmaci sono particolarmente efficaci quando il dolore interferisce con il fisiologico movimento intestinale.
  • Semi di psillio (Es. Fibrolax): il prodotto è un lassativo di volume, raccomandato in caso di ragadi anali associate a stipsi. Si raccomanda di assumere il farmaco per via orale, alla posologia di 3,5 grammi dopo i pasti, 2-3 volte al dì, per 2-3 giorni. Assumere il prodotto con molta acqua, al fine di aumentare il contenuto fecale. Non protrarre la terapia oltre al dovuto.
  • Nifedipina e lidocaina (es. Antrolin): la crema rettale a base di nifedipina (classe farmacologica: calcio-antagonisti, utile per favorire un'azione rilassante della muscolatura liscia periferica) e lidocaina (anestetico locale) è indicata per il trattamento delle ragadi anali: si raccomanda di applicare il farmaco 2 volte al dì per almeno 6 settimane.
  • Diltiazem (es. Cardizem) questo principio attivo, come il precedente, appartiene alla classe dei calcio-antagonisti e viene utilizzato in terapia per la cura delle ragadi anali in associazione ad anestetici locali o costisonici ad applicazione topica. Consultare il medico.
  • Nitroglicerina (pomata a concentrazione 0,2-0,3-0,4%): applicare un sottile strato di crema nella cute interessata dalla ragade anale, 2-3 volte al giorno dopo un'accurata detersione della zona. La terapia può essere protratta anche per 6 mesi.
  • Trinitroglicerina (es. Rectogesic): il farmaco (miorilassante) è indicato per risolvere il dolore associato a ragadi anali di media o severa entità. Applicare 1 cm di pomata (corrispondente all'incirca a 375 mg di prodotto, in cui sono contenuti 1,5 mg di principio attivo) nella zona perianale ogni 12 ore; protrarre la terapia per non più di tre settimane.
  • Tossina Botulinica (es. Botox, Vistabex, Bocouture, Xeomin): iniettando una piccola dose di tossina botulinica direttamente nello sfintere anale, si creerà una denervazione chimica della durata di alcuni mesi, utile per rilassare la muscolatura. La tossina botulinica viene iniettata negli sfinteri interno ed esterno; tale trattamento favorisce la guarigione dalle ragadi anali.

Qualora nessun tentativo sopradescritto comportasse beneficio al paziente affetto da ragadi anali, l'unica opzione possibile è rappresentata dalla chirurgia (ano-plastica, dilatazione controllata con palloncino o sfinterotomia laterale); è dovere del medico scegliere l'opzione terapeutica più idonea per assicurare la guarigione definitiva del paziente dalle ragadi anali.



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