Farmaci per Curare le Piaghe da Decubito

Definizione

Chiamate anche ulcere da decubito o piaghe da compressione, le piaghe da decubito sono lesioni cutanee di difficile guarigione: si tratta di ferite coinvolgenti sia gli strati superficiali della pelle (epidermide, derma), che la muscolatura e le ossa (nei casi estremi).

Cause

Le piaghe da decubito sono conseguenza dell'immobilità forzata del soggetto, causata, a sua volta, da ingessatura, obesità grave, gravidanza a rischio (che costringe la donna a rimanere ferma a letto), rottura delle ossa.


  • Quando un paziente è costretto a rimanere immobile, i vasi sanguigni subiscono una compressione. Il conseguente aumento pressorio potrebbe degenerare nell'ostruzione dei vasi, nella coagulazione e nella necrosi tissutale.

Sintomi

Le piaghe da decubito possono provocare abrasioni nell'epidermide e nel derma, eritema localizzato, ispessimento della pelle, lesioni, e scolorimento cutaneo; negli stadi avanzati, le piaghe da decubito possono provocare una vera e propria necrosi del tessuto sottocutaneo, fino ad intaccare persino le ossa, i muscoli i tendini e le cartilagini sottostanti.

Cure Naturali

Le informazioni sui Farmaci per la cura delle Piaghe da Decubito non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la cura delle Piaghe da Decubito.

Farmaci

Le piaghe da decubito sono ferite invalidanti, fastidiose e dolorosissime, soprattutto quando vengono coinvolti anche gli strati più profondi della pelle; tuttavia, queste lesioni possono essere prevenute con l'ausilio di familiari o di personale sanitario competente, attento alle necessità del paziente:

  1. Cambiare spesso la posizione del paziente → stimolazione della circolazione
  2. Attenta e scrupolosa igiene del corpo → per evitare infezioni batteriche
  3. Seguire una dieta sana e bilanciata → una dieta ricca di liquidi, proteine, vitamina C, zinco e altri minerali promuove la rimarginazione delle ferite
  4. Avvalersi di cuscini, materassi adeguati, bende e garze sterili, medicazioni
  5. Prestare attenzione ad eventuali patologie preesistenti (es. disturbi epatici, renali, gastrici ecc.) → ricordare sempre di far assumere medicinali specifici per trattare queste malattie

Da ricordare che le piaghe da decubito non possono regredire spontaneamente: i sussidi terapeutici sono infatti indispensabili per la guarigione delle ferite e per abbattere il rischio di complicanze.

 

Il danno provocato dalle piaghe da decubito è proporzionale al periodo d'immobilità forzata: la mancanza di cure e la trascuratezza del paziente possono indurre anche la morte dello stesso. L'assistenza dei malati affetti da piaghe da decubito risulta essenziale.

 

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro le piaghe da decubito, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato e alla sua risposta alla cura:

 

Sussidi terapeutici per il controllo del dolore: le piaghe da decubito sono dolorose e fastidiosissime, perciò un trattamento farmacologico a base di FANS ed analgesici ad applicazione locale può costituire un ottimo ausilio per dare sollievo al paziente 

  • Ibuprofen (es. Brufen, Moment, Subitene): assumere per os da 200 a 400 mg di principio attivo (compresse, bustine effervescenti) ogni 4-6 ore, al bisogno. In alcuni casi, l'analgesico può essere assunto anche per via endovenosa alla posologia di 400-800 mg ogni 6 ore, in base alla necessità.
  • Naproxene (es. Aleve, Naprosyn, Prexan, Naprius): indicativamente, per ridurre il dolore associato alle piaghe da decubito, assumere 250-500 mg di naproxene o 275-550 mg di naproxene sodico per via orale, due volte al giorno. Per la dose di mantenimento, è possibile aumentare il dosaggio fino a 1500 mg di naproxene o a 1650 mg di naproxene sodico, frazionati in due dosi, per un periodo di sei mesi.
  • Lidocaina (es. Xylocaina, Lidofast, Luan CHIR): si tratta di un anestetico ad applicazione locale, largamente utilizzato in terapia per ridurre il dolore associato alle piaghe da decubito. Spesso è formulato insieme a steroidi come l'idrocostisone (es. Proctosedyl), utile per potenziare l'effetto antinfiammatorio. La lidocaina è spesso associata anche con la prilocaina (es. Emla).

Antibiotici e disinfettanti: da utilizzare esclusivamente in caso di accertata infezione batterica nel contesto delle piaghe da decubito: le ferite umide o non pulite accuratamente possono infatti divenire un ottimo terreno di coltura per i batteri, che possono creare un danno ancor maggiore.
La scelta dell'antibiotico più adatto dipende dal patogeno implicato nell'infezione.

  • Nano cristalli d'argento (es. Katoxyn Spray): sostanza disinfettante (antisettica). La somministrazione di questi attivi è indicata per sfavorire la formazione di corpi necrotici e fibrina, oltre a creare un equilibrio della carica batterica, riducendo pertanto la frequenza di medicazione delle ferite (piaghe da decubito, eritema da pannolino, ustioni, macerazione della pelle ecc.).
  • Becaplermin (es. Regranex gel): indicato per il trattamento delle ulcere nell'ambito delle piaghe da decubito; si tratta di un fattore di crescita ricombinante piastrinico, utilizzato anche e soprattutto per la cura delle ulcere diabetiche. Il farmaco non è ammesso in Italia.
  • Cadexomero iodico (es. lodosorb): sostanza cicatrizzante indicata per velocizzare la rimarginazione della ferita nel contesto delle piaghe da decubito. Il potere battericida del farmaco è potenziato dalla presenza dello iodio. Il trattamento con questo farmaco è indicato per evitare la cronicizzazione della piaga e per  riattivare i meccanismi di riparazione dei tessuti danneggiati dalle piaghe da decubito.

Rilassanti muscolari: inibiscono gli spasmi muscolari e favoriscono la guarigione delle ferite da decubito, che possono essere accentuate dalle contrazioni involontarie dei muscoli.

  • Diazepam es. (Micropam, Ansiolin, Diazepam FN, Valium, Diazepam, Valpinax): indicativamente, assumere 2-10 mg di farmaco 3-4 volte al giorno per via orale; in alternativa, somministrare il principio attivo per via endovenosa o intramuscolare alla posologia di 5-10 mg in 3-4 ore, al bisogno. Questa posologia è indicata per ridurre gli spasmi muscolari nel contesto delle piaghe da decubito.
  • Dantrolene (es. Dantrium): iniziare la terapia per contrastare gli spasmi con una dose di 25 mg, da assumere una volta al giorno per 7 giorni; proseguire assumendo la stessa dose 3 volte al giorno per 7 giorni. La terza settimana, proseguire la terapia con 50 mg, da assumere 3 volte al giorno per altri 7 giorni. Durante la quarta settimana è possibile aumentare la dose fino a 100 mg, tre volte al giorno. Consultare il medico: il dantrolene non viene utilizzato come farmaco di prima linea per ridurre gli spasmi muscolari nel contesto delle piaghe da decubito.
  • Tizanidina (es. Sirdalud, Navizan): indicativamente, assumere 4 mg per os, una volta al giorno. Eventualmente, ripetere la somministrazione ogni 6-8 ore, fino ad un massimo di tre dosi nelle 24 ore. È possibile incrementare la dose di 1-2 mg ogni 4-7 gg, fino ad ottenimento della risposta terapeutica desiderata. Non superare i 36 mg al giorno e i 12 mg per ogni singola dose. Consultare sempre il medico prima di assumere questo farmaco.
  • Baclofen (es. Baclofene MYL, Lioresal): iniziare ad assumere il farmaco per via orale alla dose di 5 mg, tre volte al giorno per 3 gg. Proseguire con 10 mg, 3 volte al giorno per altri 3 gg; aumentare la posologia di 5 mg per altre due settimane. La dose di mantenimento prevede di assumere 40-80 mg di farmaco al giorno. Il principio attivo può essere assunto anche per via intratecale.

Rimedi naturali per trattare le piaghe da decubito: in alcuni pazienti, le piaghe da decubito non costituiscono una vera e propria preoccupazione, perché poco profonde e di facile rimarginazione. In tal caso, è possibile ricorrere alla terapia naturale, applicando sulla cute unguenti, creme, oli, spray o talchi utili per velocizzare la rimarginazione delle ferite, per nutrire la pelle e sfiammare la parte lesa. Di seguito, alcuni esempi:

  • Amido di mais e ossido di zinco:  le loro proprietà astringenti, lenitive ed antipruriginose sono indicate per trattare le piaghe da decubito, specie quelle che suppurano.
  • Oleolito d'iperico (Hypericum perforatum): droga naturale di prima linea per il trattamento delle piaghe da decubito di lieve entità. Il fitocomplesso è costituito soprattutto da iperforina (antibiotico naturale) ed ipericina (utilissima per sfiammare). L'iperico trova indicazione come cicatrizzante delle ferite. Si raccomanda di coprire con una garza sterile o con una benda la parte trattata con l'oleolito d'iperico: la droga, infatti, potrebbe creare fotosensibilizzazione della pelle.
  • Aloe vera (aloe vera gel): per il trattamento delle piaghe da decubito, l'applicazione topica di prodotti formulati con aloe vera risulta indicata per merito delle proprietà riepitelizzanti, antinfiammatorie e rinfrescanti, utili per dare una piacevole sensazione di sollievo immediatamente dopo l'applicazione sulla piaga.

Per approfondimenti: vedi l'articolo sui rimedi naturali per le piaghe da decubito


Si raccomanda di mantenere pulita la ferita, di cambiare le bende più volte al giorno e di asciugare accuratamente la lesione dopo averla detersa e disinfettata. Ogni volta che viene cambiata una benda, la ferita dev'essere pulita con una soluzione fisiologica (per le lesioni aperte) o con acqua e sapone neutro (per le ferite non profonde).


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Ultima modifica dell'articolo: 26/09/2016