Farmaci per la Cura della Pancreatite

Definizione

La pancreatite rimanda ad un processo infiammatorio a carico del pancreas: la malattia può apparire in modo violento ed improvviso (pancreatite acuta), oppure aggravarsi lentamente ma inesorabilmente, causando anche disturbi permanenti piuttosto gravi (pancreatite cronica).

Cause

Numerosi ed eterogenei sono gli elementi eziologici alla base della pancreatite: abuso di alcolici (pancreatite alcolica) e di alcuni farmaci, calcoli alla cistifellea, cancro al pancreas o al duodeno, fibrosi cistica, infezioni batteriche, ipercalcemia, iperparatiroidismo, ipertrigliceridemia, predisposizione genetica, ulcera duodenale, tabagismo e traumi operatori (pancreatite postoperatoria).

Sintomi

Il sintomo più comune che accompagna le diverse forme di pancreatite è sicuramente il forte dolore a livello del basso ventre, acuto, intenso, continuo o intermittente. Al dolore addominale si accompagna aerofagia, alterazione della temperatura corporea, brividi, calo ponderale, cattiva digestione, inappetenza, nausea, presenza di grasso nelle feci, salivazione intensa e vomito.

Dieta e Alimentazione

Le informazioni sui Farmaci per la cura della Pancreatite non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la cura della Pancreatite.

Farmaci

Il trattamento per la cura della pancreatite richiede, il più delle volte, l'ospedalizzazione del paziente; il primo obiettivo che dev'essere tenuto in considerazione è la riduzione del dolore, dell'infiammazione e degli altri sintomi:

  • Il digiuno per un breve periodo è indispensabile per dare al pancreas la possibilità di riacquisire la piena funzionalità. Dopo aver sfiammato la ghiandola pancreatica, il paziente deve comunque seguire una dieta sana e bilanciata, bevendo molti liquidi e assumendo gradualmente cibi leggeri nella sua alimentazione.
  • Non bere alcolici.
  • In alcuni casi, è possibile idratare il soggetto affetto da pancreatite tramite liquidi per via endovenosa (fleboclisi).
  • Il sondino naso-gastrico è utile per impedire che i succhi acidi dello stomaco entrino all'interno del dotto duodenale: in questo modo, viene negata la stimolazione dell'attività del pancreas.
  • Assunzione di sussidi terapeutici (antidolorifici ed antipiretici) per allontanare il dolore ed abbassare la febbre.
  • Come ogni malattia, prima di procedere con qualsiasi terapia farmacologica, è indispensabile individuare con certezza la causa scatenante il problema.
  • In caso di severità, l'intervento chirurgico è l'ultima soluzione.

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro la pancreatite, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura:

 

Antibiotici: consigliati in caso di pancreatite associata ad infezioni batteriche (pseudomonas, Klebsiella, enterococchi):

  • Cefalosporine di terza generazione (es. Cefotaxima:  Cefotaxima, Aximad, Lirgosin, Lexor). La posologia va indicata dal medico. In genere, il trattamento va protratto per 7-10 giorni.
  • Imipenem (es. Imecitin, Tienam, Tenacid) (classe: antibiotici beta-lattamici): da assumere per via intramuscolare alla posologia di 500-750 mg ogni 12 ore; in alternativa, assumere il farmaco per via endovenosa, alla posologia di 1-2 grammi al dì.

In caso di mancata guarigione e persistenza dei sintomi della pancreatite, dopo 7-10 giorni di trattamento, l'opzione chirurgica è quasi sempre la migliore.

 

Enzimi pancreatici: la somministrazione di estratti pancreatici (es. Pancreatina, Creon , Pancrex ) si è rivelata particolarmente utile per la cura della pancreatite, al fine di compensare la significativa riduzione della secrezione pancreatica esocrina. Gli enzimi sono importanti per favorire la digestione di molecole più o meno complesse, quali proteine, grassi e amidi. Di conseguenza, un deficit di enzimi pancreatici - evenienza assai probabile in un contesto di pancreatite - può compromettere in modo significativo l'attività digestiva, favorendo meteorismo, flatulenza, dolore e gonfiore addominale, diarrea ecc..
La dose d'assunzione di enzimi pancreatici dev'essere stabilita dal medico, in funzione del volume e della consistenza delle feci e del numero di scariche del paziente durante la giornata. Gli enzimi pancreatici vanno assunti per bocca.

 

Sussidi terapeutici per il controllo del dolore in caso di pancreatite:

  • Ketorolac (es. Girolac, Rikedol, Benketol, Kevindol) il farmaco va somministrato alla dose di 30 mg ogni 4-6 ore. Non superare i 90 mg/die. Appartiene alla classe degli antinfiammatori non steroidei. Impiegato anche per ridurre la febbre. In alternativa utilizzare il paracetamolo.
  • Meperidina o Petidina (es. Demerol, Petid C) farmaco analgesico oppioide da assumere per via orale alla posologia di 50-100 mg ogni 4 ore, al bisogno. Oppure, per via intramuscolare/endovenosa o sottocutanea, alla posologia di 25-100 mg ogni 4 ore.
  • Tramadolo (es. Tralenil, Tramadolo , Fortradol) il farmaco è un derivato oppioide la cui dose va stabilita dal medico in base all'intensità del dolore nel contesto della pancreatite (posologia variabile da 25 a 400 mg al dì. Consultare il medico)

Note: Qualora la terapia antibiotica non riportasse alcun beneficio al paziente, è possibile procedere secondo più modalità:

  1. Asportazione di calcoli biliari (quando la pancreatite è correlata ad una calcolosi)
  2. Escissione chirurgica: asportazione di una parte del tessuto pancreatico malato
  3. Asportazione dei liquidi concentrati nel pancreas
  4. Somministrazione di inibitori della pompa protonica: utili esclusivamente in caso di patologia peptica nel contesto di pancreatite
  5. Rimozione della colecisti: in caso di pancreatite ostruttiva

« 1 2 3 4 »


Ultima modifica dell'articolo: 02/09/2016