Farmaci per Curare l'Obesità

Definizione

L'obesità non rappresenta solamente un disturbo estetico, piuttosto dev'essere considerata una malattia a tutti gli effetti, che può causare problemi anche gravi al paziente che ne è affetto. L'obesità consiste nell'abnorme aumento di adipe in relazione alla massa magra: in termini pratici, un soggetto è obeso quando il suo indice di massa corporea supera il valore di 30.

Cause

L'obesità si manifesta quando le calorie che si assumono superano di gran lunga quelle bruciate durante le attività quotidiane e lo sport; l'obesità è il risultato finale di un miscuglio di elementi, tra cui spiccano una dieta ricca di grassi, bevande zuccherate e gassate e l'eccessiva sedentarietà. Tra gli altri fattori eziologici che possono contribuire all'obesità, si ricordano: predisposizione genetica, gravidanza, assunzione di alcuni farmaci, patologie secondarie.

Sintomi

L'obesità si manifesta, chiaramente, con un aumento esagerato del peso corporeo e della massa grassa; a questi sintomi antiestetici se ne possono associare altri, quali aumento del giro vita, difficoltà di movimento, difficoltà respiratorie, stanchezza, roncopatie.

Dieta e Alimentazione

Le informazioni sui Farmaci per curare l'Obesità non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per curare l'Obesità.

Farmaci

Premesso che nessun farmaco è in grado di curare definitivamente l'obesità in assenza di una correzione delle abitudini alimentari e di vita, è comprensibile come il rispetto di una dieta ipocalorica associata allo sport sia indispensabile per ridurre la sintomatologia.
L'obesità – come già evidenziato – non costituisce solamente un problema estetico, dal momento che tale patologia viene spesso associata ad una molteplicità di malattie secondarie, soprattutto quelle cardiovascolari; pertanto, la correzione delle abitudini alimentari e dello stile di vita è necessaria per intraprendere al meglio una strategia terapeutica contro l'obesità. In genere, il paziente obeso necessita di un team medico costituito da nutrizionisti, dietologi e specialisti dell'obesità, che lo indirizzino verso una dieta ipocalorica e bilanciata. Una perdita pari al 5-10% del proprio peso deve considerarsi già una grande conquista per il paziente obeso: una diminuzione ponderale simile permetterà al malato di migliorare il proprio quadro di salute generale.
Per aiutare il paziente obeso, i farmaci rivestono un ruolo sì importante, ma secondario ed irrisorio in assenza di un regime alimentare e di uno stile di vita adeguati. Analogo discorso per gli interventi di chirurgia bariatrica, che devono essere intrapresi soltanto dopo il fallimento dell'apporto dietetico, comportamentale e farmacologico.

 

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro l'obesità, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura:

  • Orlistat (es. Xenical, Alli): il farmaco (inibitore della lipasi) è indicato come coadiuvante delle diete ipocaloriche: agisce bloccando l'assorbimento dei lipidi nell'intestino, e il grasso non assorbito viene eliminato con le feci. L'orlistat è il farmaco d'elezione utilizzato nella cura dell'obesità, insieme alla Sibutramina (fino a pochi anni fa). Non mancano gli effetti collaterali associati alla somministrazione di questo farmaco: urgenza intestinale, meteorismo, flatulenza e steatorrea. Indicativamente, il farmaco va assunto alla dose di 120 mg, per via orale, tre volte al dì, durante il pasto e non oltre un'ora dal termine dello stesso. Si raccomanda di assumere un integratore multivitaminico in associazione all'orlistat: questo farmaco, infatti, ostacola l'assorbimento anche di alcuni nutrienti e vitamine indispensabili all'organismo per il suo corretto funzionamento.
  • Sibutramina (es. Reductil, Ectiva, Reduxade, Meridia) similmente ai farmaci antidepressivi, la sibutramina agisce inibendo la ricaptazione di serotonina, noradrenalina e dopamina, e favorendo la sensazione di sazietà; di riflesso, il paziente affetto da obesità ha meno appetito. Inoltre, il farmaco stimola il metabolismo basale, esplicando un effetto terapico termogenico (la noradrenalina scatena un'iperattivazione del simpatico). Indicativamente, assumere il farmaco alla posologia di 10 mg per via orale, una volta al giorno. Dal 24/01/2010, il farmaco è stato bandito dal mercato a causa dei suoi effetti collaterali (aumento della pressione arteriosa, aumento della frequenza cardiaca, bocca secca, insonnia, mal di testa).
  • Acarbosio (es. Glucobay, Glicobase): utilizzato anche nella terapia del diabete. Indicativamente, si raccomanda di assumere mezza compressa (corrispondente a 50 mg) 3 volte al dì, insieme al pasto. La posologia va modificata progressivamente sulla base della risposta del paziente alla cura. Consultare il medico.
  • Liraglutide (es.Saxenda®): già utilizzato da qualche anno nel trattamento del  diabete di tipo 2, è stato recentemente approvato anche per l'utilizzo come farmaco anti-obesità, grazie alla capacità di aumentare la sensazione di sazietà e ridurre i segnali della fame. Si somministrata tramite iniezione sottocutanea nella coscia, nella parte superiore del braccio o nell'addome. La dose iniziale è di 0,6 mg al giorno. Successivamente la dose deve essere aumentata fino a 3,0 mg al giorno con incrementi di 0,6 mg a intervalli di una settimana.
  • Iodiocaseina e Tiamina Nitrato (es. Antiadiposo): si tratta di una combinazione di due principi attivi, che trovano indicazione nella cura dell'obesità di bambini e adolescenti. Attualmente, il farmaco non è più in commercio dal 2009 a causa dell'elevato contenuto in iodio (si sono registrati numerosi casi di ipertiroidismo e tireotossicosi dopo la somministrazione prolungata di questi attivi).
  • Naltrexone e bupropione (es. Mysimba ®): l'azione dei due principi attivi somministrati contemporaneamente determina una riduzione dell'appetito e della quantità di cibo consumato dai pazienti, e ne aumenta il dispendio energetico, aiutandoli ad aderire a una dieta ipocalorica e a perdere peso. Il trattamento con Mysimba inizia con l'assunzione di un'unica compressa al mattino (contenente 7,2 mg di naltrexone e 78 mg di bupropione). La dose viene gradualmente incrementata nel corso di 4 settimane fino a raggiungere la dose raccomandata di due compresse due volte al giorno, assunte preferibilmente a stomaco pieno.
  • Rimonabant (es. Acomplia, Zimulti): il farmaco è un antagonista del recettore CB1 dei cannabinoidi, localizzati sia nel SNC che negli adipociti; per questo motivo, il farmaco rimonabant viene talvolta utilizzato in terapia per la cura dell'obesità. Assumere una compressa di farmaco al dì, prima di colazione; si raccomanda di seguire una dieta ipocalorica e uno stile di vita corretto.
  • Amfepramone (es. Dietilpropione): si raccomanda di assumere il farmaco (anoressizzante) alla posologia di 25 mg, tre volte al giorno, possibilmente un'ora prima del pasto e nel primo pomeriggio. Successivamente, è possibile assumere 75 mg al dì, in un'unica volta. In Italia, il farmaco è attualmente vietato.
  • Fentermina Cloroidrato (ES. Adipex-P): il farmaco appartiene alla classe delle amfetamine ed è un attivo dimagrante (anoressizzante e regolatore della fame). La somministrazione del farmaco (una compressa da 37,5 mg, da assumere a digiuno, prima di colazione) non deve superare i 21-28 gg (le amfetamine danno dipendenza e assuefazione); si raccomanda di associare sempre una dieta bilanciata e un esercizio fisico regolare. Non rappresenta un farmaco di prima linea per la cura dell'obesità.
  • Topiramato: si tratta di un farmaco ad azione anticonvulsivante, che trova indicazione soprattutto per la cura dell'epilessia e del mal di testa grave (emicrania). Dato che tra gli effetti collaterali rientra anche la perdita di peso e di appetito, viene talvolta utilizzato in terapia per l'obesità. È stato ideato un farmaco (non entrato in commercio) noto come Qnexa, formulato con topiramato ed un altro agente anoressizzante simpaticomimetico (fentermina). Non è approvata la commercializzazione per i marcati effetti collaterali (pensieri suicidari, mancanza di memoria, palpitazioni).

Fibra e integratori di fibra:


La somministrazione di questi prodotti, naturali o farmaceutici,  è utile per dare una percezione di pienezza gastrica a chi li assume; di conseguenza, il paziente sente meno lo stimolo della fame.

  • Metilcellulosa: anche se idealmente la metilcellulosa riduce l'assunzione di alimenti favorendo la sazietà, effettivamente i pazienti obesi che ne fanno uso non osservano risultati soddisfacenti. È più utilizzato per la cura della stitichezza che per l'obesità.
  • Psillio (es. Fibrolax): questo farmaco è formulato con i semi di Ispaghula Husk: alla posologia di 3,5 mg, da ripetere 2-3 volte al dì dopo i pasti, lo psillio può costituire un rimedio naturale per contribuire alla riduzione del peso nel contesto della sindrome metabolica (iperglicemia, dislipidemia, obesità), diminuendo la sensazione dell'appetito.
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Ultima modifica dell'articolo: 02/09/2016