Come anticipa il nome stesso della malattia, la nevralgia post erpetica segue un episodio di fuoco di Sant'Antonio (Herpes zoster): stiamo parlando di un dolore neuropatico, bruciante ed acuto, tendente a ripresentarsi continuamente nella stessa sede d'attacco dell'Herpes zoster. Il dolore può durare per mesi o anni.
La nevralgia post-erpetica rappresenta sicuramente la complicanza più comune ed allarmante dell'Herpes zoster: non a caso, quando il fuoco di sant'Antonio non viene curato o viene sottovalutato, le probabilità di contrarre la nevralgia aumentano in maniera esponenziale, dato che l'Herpes, lentamente ma inesorabilmente, deteriora i nervi creando danno e dolore.
Sicuramente è il dolore il sintomo principale che caratterizza la nevralgia post-erpetica: dai più, il dolore viene definito bruciante, continuo o intermittente, esplosivo, localizzato in un'area precisa, ed implacabile. Ad ogni modo, è doveroso ricordare che il dolore è soggettivo e la sua intensità è percepita in modo diverso in base alla gravità della nevralgia: alcuni pazienti, infatti, lamentano solamente lievi parestesie e prurito, associati eventualmente ad eruzioni cutanee.
Le informazioni sui non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere .
Proprio per evitare la degenerazione del fuoco di Sant'Antonio in nevralgia post-erpetica, il trattamento farmacologico mirato ed immediato per la cura dell'Herpes zoster risulta imprescindibile. In tal senso, la prevenzione - ancora una volta - si rivela la miglior medicina: i farmaci antivirali, da assumere entro i primi 3 giorni dall'esordio delle lesioni cutanee (es. Aciclovir, Citarabina, Valaciclovir), rappresentano sicuramente la soluzione più efficace. Per approfondire: vedi articolo dedicato alla cura del fuoco di sant'Antonio.
I farmaci antivirali per la cura dell'Herpes zoster assicurano la piena efficacia quando assunti entro le 48-72 ore dalla comparsa del rush cutaneo: qualora si intraprendesse la cura farmacologica dopo questo lasso di tempo, non sarebbe più garantita la completa protezione dalla nevralgia post-erpetica. |
In caso di nevralgia post-erpetica, il medico ha il dovere di prescrivere, prima di tutto, una terapia antidolorifica, mirata a placare il dolore bruciante lamentato dal paziente; in alcuni casi, è possibile giungere persino al blocco neuronale. Spesse volte, l'impiego di un solo farmaco non risulta sufficiente a placare il dolore, pertanto viene consigliata una combinazione di farmaci (azione sistemica + applicazione topica), in grado di accelerare la guarigione.
Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro la nevralgia post-erpetica, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta poi al medico scegliere il principio attivo più indicato per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura:
Farmaci anticonvulsivanti: oltre che per la cura delle convulsioni, questi farmaci - data la loro spiccata capacità di placare il dolore a carico dei nervi danneggiati - trovano largo impiego in terapia contro la nevralgia post-erpetica.
Anestetici locali:
Antidolorifici/oppioidi: gli analgesici non possono mancare nell'elenco dei possibili farmaci coadiuvanti del dolore. In genere, è sufficiente l'impiego dell'ibuprofene o del paracetamolo (in caso di febbre). In caso di dolore atroce ed implacabile, sono consigliati farmaci più potenti, quali codeina o idrocodone.
Antidepressivi triciclici: quando la malattia si manifesta in modo violento, e il paziente non risponde in modo positivo alla cura farmacologica sopradescritta, potrebbe essere necessario l'ausilio di antidepressivi: non a caso, un dolore violento e inarrestabile, tipico della nevralgia acuta, può generare anche marcate alterazioni dell'umore, irritabilità e difficoltà nell'addormentamento. Gli antidepressivi triciclici, in particolare, si sono dimostrati efficaci nel trattamento del dolore neuropatico. Generalmente, questi farmaci vanno assunti in piccole dosi, previa prescrizione medica.
Prevenzione della nevralgia post erpetica
Dato che gli anziani sono i target preferiti del fuoco di sant'Antonio, la vaccinazione è particolarmente raccomandata per quei pazienti che hanno valicato la soglia dei 60 anni. A rigor di ciò, il vaccino “ZOSTAVAX” (principio attivo: virus attenuato della varicella-zoster) sembra portare beneficio non solo per assicurare una certa protezione dal virus dell'Herpes zoster, ma anche per evitare la sua degenerazione nelle complicanze più temibili.
Il rischio di evoluzione del fuoco di Sant'Antonio in nevralgia post-erpetica nei pazienti vaccinati sembra essere ridotto della metà in quei soggetti che si sono sottoposti alla vaccinazione profilattica appena descritta.
Pillola contraccettiva e sole: grazie, interessa anche a me questa questione in quanto già ho la pelle molto delicata e devo stare attentissima a non espormi in modo sbagliato, in più da quest'anno prendo la pillola e non vorrei credere a tutte le leggende metropolitane del caso. Conoscete magari qualche sito consultabile in internet...
Personal Trainer: DR.Simone Pavoneacetyl l-carnitina: So che la carnitina x avere effetti va presa in buone quantità...ma anche lì non è che abbia sentito molti feed-back positivi....Io ti direi lascia perdere e allenati con criterio senza stress e soprattutto dormi il giusto, il riposo è fondamentale!! Ciao!:)
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Varicocele, Deficit di Testsosterone, Sessualità
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