Farmaci per Curare il Morbo di Alzheimer

Definizione

Tra le più comuni ed invalidanti patologie di demenza degenerativa, il morbo di Alzheimer riveste purtroppo un ruolo da protagonista: si tratta di una seria malattia a carico delle cellule neuronali, tipica (seppur non esclusiva) dell'età senile oltre i 65 anni. Il morbo di Alzheimer si concretizza essenzialmente nella perdita delle funzionalità cognitive, come memoria e linguaggio.

Cause

La causa responsabile dell'esordio del morbo di Alzheimer è ad oggi sconosciuta; tuttavia, le evidenze cliniche parlano chiaro: nel morbo di Alzheimer si assiste ad una progressiva morte delle cellule nervose, al cui interno si osserva la presenza di anomali filamenti proteici elicoidali, tuttora oggetto di studio.

Sintomi

Non si può descrivere un quadro sintomatologico specifico che accompagna il morbo di Alzheimer: ad ogni modo, ciò che sembra accomunare tutti i pazienti affetti sono le fasi con cui la malattia avanza, sebbene la durata della fase e l'intensità dei sintomi caratteristici siano piuttosto variabili. Le fasi sono:

  1. mild cognitive impairment: lieve diminuzione delle prestazioni cognitive
  2. Lieve: amnesia progressiva, deficit della cognizione (perdita di memoria)
  3. Intermedia: ansia, disartria, difficoltà a trovare le parole, disorientamento spaziale, depressione, dimenticanze di nomi, linguaggio poco comprensibile
  4. Avanzata: allucinazioni, deliri, gravi problemi di salute

Cure Naturali

Le informazioni sui Farmaci per la cura del Morbo di Alzheimer non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la cura del Morbo di Alzheimer.

Farmaci

Purtroppo, il morbo di Alzheimer rientra tra le patologie neurovegetative per le quali non si conosce una cura farmacologica specifica: ad ogni modo, i farmaci utilizzati in terapia possono alleggerire i sintomi o comunque prolungare i tempi della prima e della seconda fase del morbo di Alzheimer che, come analizzato, sono costituite da sintomi più lievi e sfumati rispetto alla fase severa/avanzata. Da non dimenticare, comunque, che non è stato individuato alcun farmaco in grado di bloccare l'andamento patologico degenerativo.
Oltre alla somministrazione di farmaci volti ad alleggerire i sintomi (analizzati successivamente) è indispensabile mettere in atto alcune semplici strategie per migliorare la qualità di vita del paziente:

  1. Togliere gli specchi: i malati di Alzheimer, guardando la loro immagine riflessa allo specchio, tendono a spaventarsi ed agitarsi
  2. Tenere in ordine la casa, togliendo possibilmente l'arredamento inutile, che potrebbe creare confusione al malato d'Alzheimer
  3. Adattare le condizioni di vita alle esigenze del malato
  4. Stimolare il paziente malato d'Alzheimer ad un esercizio fisico costante, importantissimo per il benessere della persona e per allontanare lo stress
  5. Fare attenzione al pasto del malato d'Alzheimer: questi tende infatti a dimenticare di nutrirsi, perché non trova interesse nel cibo. I malati, inoltre, dovrebbero bere molta acqua.
  6. Non bere caffeina e non assumere sostanza nervine: i malati di morbo d'Alzheimer, infatti,  sono già irrequieti, di conseguenza la somministrazione di bevande o cibi eccitanti potrebbe creare un danno maggiore.

Oltre alla somministrazione di farmaci per alleggerire i sintomi, si raccomanda di integrare la terapia con interventi psicologici/psichiatrici e comportamentali: il fine di queste terapie parallele non è guarire il paziente (perché come abbiamo visto non è stata identificata una cura efficace), piuttosto rallentare, per quanto possibile, il normale decorso della patologia.

 

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro il morbo di Alzheimer, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato e alla sua risposta alla cura:

 

Inibitori dell'acetilcolinesterasi: questi farmaci sono indicati in terapia per alleggerire i sintomi che contraddistinguono il morbo di Alzheimer, e per cercare di influenzare il naturale decorso della malattia: tali farmaci favoriscono la trasmissione chimica tra cellula e cellula, indebolita dal morbo di Alzheimer. Chiaramente non privi di effetti collaterali, questi farmaci possono provocare bradicardia, diarrea, nausea e vomito.

 

Per capire... Gli inibitori dell'acetilcolinesterasi aumentano la quantità di acetilcolina nello spazio sinaptico: superando la barriera emato-encefalica, raggiungono il sistema nevoso centrale esercitando la propria attività terapeutica.

  • Donepezil (es. Memac, Aricept): per alleggerire i disturbi associati al morbo di Alzheimer, assumere inizialmente una dose pari a 5 mg, per poi aumentarla gradatamente dopo alcuni giorni di terapia (generalmente dopo una settimana). Per le forma severe (stadio avanzato) la dose più appropriata è variabile dai 10 ai 23 mg al giorno. La posologia va sempre stabilita dal medico in base alla gravità della condizione.
  • Galantamina (es. Reminyl): iniziare il trattamento per il morbo di Alzheimer assumendo una dose di farmaco pari a 4 mg, due volte al giorno (al mattino e a pranzo). Dopo un periodo iniziale di trattamento-prova (4 settimane), se la dose precedente è tollerata dal paziente, è possibile aumentare la posologia fino ad 8 mg, da assumere due volte al giorno. Dopo ulteriori quattro settimane, nell'evenienza di inefficacia terapeutica, è possibile aumentare la dose fino a 24 mg/die, da distribuire equamente in due dosi nell'arco delle 24 ore. Il farmaco è reperibile anche come compresse a lento rilascio. Consultare il medico.
  • Rivastigmina (es. Rivastigmina Teva, Nimvastid, Prometax, Rivastigmina Actavis): si tratta di un farmaco inibitore reversibile dell'acetilcolinesterasi, di elevato interesse farmacologico. Iniziare la terapia con dosaggi di farmaco piuttosto bassi (1,5 mg, da assumere 2 volte al giorno, a colazione e a cena), per poi aumentarli gradualmente ad intervalli di 2 settimane, fino a 3-6 mg/die. Non superare i 6 mg due volte al giorno. Il farmaco è indicato anche per la cura del morbo di Parkinson, altra malattia degenerativa incurabile.
  • Tacrina: iniziare la terapia per il morbo d'Alzheimer con 10 mg di farmaco, da assumere 4 volte al giorno per almeno 6 settimane. La dose di mantenimento suggerisce di aumentare fino a 20 mg/4 volte al giorno la dose. In alcuni malati di Alzheimer è necessario incrementare la dose fino a 120-160 mg al giorno (indicativamente, dopo 12 settimane dall'inizio della terapia). Consultare il medico.

Farmaci che agiscono sul sistema glutammatergico: indicati per rallentare il deterioramento cognitivo nei pazienti malati di morbo d'Alzheimer.

  • Memantina (es. Ebixa): il farmaco è disponibile in compresse o soluzione orale (da somministrare con un apparecchio orale che rilascia 5 mg di attivo per dose). Iniziare la terapia assumendo una dose di farmaco pari a 5 mg per 7 giorni, da assumere circa sempre alla stessa ora. La seconda settimana, procedere con 10 mg al giorno per 7 gg; la terza settimana aumentare la dose giornaliera a 15 mg. La dose di mantenimento suggerisce di assumere 20 mg di farmaco al giorno. Qualora il paziente affetto da morbo di Alzheimer soffrisse anche di disturbi renali, la dose potrebbe essere ridotta. Il farmaco può provocare vertigine, l'effetto collaterale più comune.

Vitamine antiossidanti: l'approccio farmacologico con vitamine antiossidanti come la vitamina E è innovativo, malgrado la sua efficacia non sia un fattore comune a tutti i pazienti malati d'Alzheimer che ne hanno sperimentato l'utilizzo. La vitamina E (nota come alfa-tocoferolo) è idealmente in grado di contrastare la perossidazione lipidica a livello delle membrane dei neuroni, ma numerosi studi scientifici sembrano bocciare la tesi. Ad ogni modo, altri studi suggeriscono di assumere 1000 unità di farmaco (Vitamina E: es. Sursum, Ephynal, Rigentex) per via orale, due volte al giorno. È doveroso sottolineare nuovamente che l'efficacia della vitamina E per il trattamento dell'Alzheimer non è ancora del tutto accertata.

 

Farmaci innovativi: tra le numerosissime proposte farmacologiche “miracolose” non possiamo dimenticare i farmaci cosiddetti “stimolanti della cognizione”: aumentando il rilascio di acido glutammico, i farmaci possono idealmente favorire i complessi meccanismi di memorizzazione e di comprensione, contribuendo pertanto a migliorare e a stimolare l'attività cerebrale, danneggiata dal morbo di Alzheimer. Ad ogni modo, anche questi farmaci non sembrano essere completamente accettati dalla Comunità Scientifica: la loro efficacia terapeutica è controversa.
Ad ogni modo, questi farmaci sono:

  • Piracetam (es. Psycoton, Nootropil): negli attacchi acuti/severi del morbo di Alzheimer, si raccomanda di assumere 1-2 fiale da 15 mg (contenenti 3 g di principio attivo) per via parenterale (intramuscolare, endovenosa o fleboclisi).
  • Aniracetam (es. Ampamet): la dose di 1500 mg al giorno (frazionati in duplice dose) è quella più indicata per il trattamento dei sintomi del morbo di Alzheimer. L'efficacia del farmaco, ricordiamolo nuovamente, è ancora discussa.

È possibile prevenire il morbo di Alzheimer?


Domanda di difficile risoluzione, a cui gli studiosi non sono ancora in grado di rispondere con certezza, dal momento che la causa scatenante il morbo d'Alzheimer è sconosciuta. Ad ogni modo, sono stati identificati alcuni elementi modificabili, in grado, probabilmente, di allontanare per quanto poco il rischio della degenerazione cognitiva tipica della malattia. Di seguito, i concetti chiave:

  • L'ipercolesterolemia, in qualche modo, può essere correlata al morbo di Alzheimer; tuttavia, la somministrazione di statine per la cura del colesterolo alto non sembra riportare benefici per la prevenzione del morbo di Alzheimer;
  • La curcumina (contenuta anche nel curry) si è dimostrata una sostanza preventiva del danno cerebrale nel topo, per merito delle proprietà antinfiammatorie;
  • I soggetti che, per motivi lavorativi o per interesse, sono coinvolti quotidianamente in attività intellettuali registrano un rischio minore di contrarre il morbo di Alzheimer;
  • Il fumo, attivo o passivo, aumenta enormemente il rischio di Alzheimer;
  • Praticare sport è una pratica intelligente per affrontare al meglio la giornata: sembra che lo sport possa in qualche modo giovare al soggetto, riducendo il rischio di Alzheimer;
  • Il consumo medio-moderato di vino rosso può prevenire la malattia (ipotesi dubbia, verificata su un numero ristretto di pazienti);
  • Seguire una dieta mediterranea, sana, bilanciata e priva di eccessi, potrebbe, probabilmente, allontanare il rischio d'insorgenza del morbo di Alzheimer.