Farmaci per Curare la Malaria

Definizione

Altrimenti detta “paludismo”, la malaria riveste senza dubbio un ruolo di rilievo tra tutte le parassitosi, sia in termini di diffusione, che di pericolosità; quando non curata per tempo, la malaria è infatti mortale. La malattia risulta assai diffusa nel Sud America, in Asia e in Africa, ma può interessare anche alcuni Paesi industrializzati (es. USA).

Cause

La malaria è trasmessa all'uomo attraverso la puntura di zanzare femmine appartenenti al genere Anopheles, a loro volta infettate da protozoi (genere: Plasmodium); in altre parole, questa zanzara riveste il ruolo di vettore della malattia, ed è dunque in grado di infettare un individuo sano dopo aver punto un soggetto malato di malaria.

Sintomi

Generalmente, la malaria si contraddistingue per episodi ricorrenti di febbre alta alternata a brividi e sudorazione; alcuni pazienti lamentano anche anemia, confusione, convulsioni, diarrea, ittero, mal di testa, nausea e vomito.

In genere, i sintomi tipici della malaria esordiscono dopo poche settimane dal contagio (corrispondente al morso della zanzara Anopheles), malgrado alcuni parassiti della malaria possano rimanere silenti nell'organismo per mesi o anni.


Le informazioni sui Farmaci per la cura e la prevenzione della Malaria non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la cura e la prevenzione della Malaria.

Farmaci

La scelta di un farmaco o di un trattamento per la cura della malaria dipende dal parassita infettante, dalla gravità dei sintomi e dall'età del paziente; inoltre, particolare attenzione dev'essere posta nella cura delle donne in gravidanza affette da malaria, soprattutto nell'ultimo trimestre.
Malgrado la scelta dei farmaci attivi contro i parassiti della malaria sia piuttosto ampia, è bene tener presente la resistenza a livello locale, che spesso ostacola pesantemente l'efficacia del farmaco alle dosi standard.
Qualora la specie del parassita infestante non sia diagnosticata con certezza, il paziente viene generalmente trattato con derivati della chinina o con l'associazione di proguanil + atovaquone, tipica combinazione farmacologica utilizzata in terapia per trattare l'infezione da Plasmodium falciparum, il parassita più pericoloso per la trasmissione della malaria.
In casi estremi, di difficile risoluzione, la malaria viene curata con artesunato per via endovenosa.

  • Chinina (es. Chin CL SAL, Chin CL AID): utilizzata in terapia sia per trattare la malaria da P. falciparum, che per curare la malaria ad eziologia sconosciuta. Non viene utilizzata per la chemioprofilassi. Si raccomanda di assumere per bocca una dose di farmaco pari a 600 mg (come chinina cloridrato, chinina dicloridrato o chinina solfato) ogni 8 ore per 5-7 giorni. Si raccomanda, inoltre, di seguire la terapia in associazione con doxiciclina (200 mg, una volta al giorno per una settimana). Solo raramente, qualora le condizioni del paziente gli impedissero di assumere il farmaco per via orale, la chinina viene somministrata per lenta infusione endovenosa.
  • Clorochina (es. Clorochina, Cloroc FOS FN): in monoterapia, la clorochina viene scarsamente utilizzata a causa della farmaco-resistenza, fatta eccezione per quei casi di malaria benigna, causata da ceppi sensibili al farmaco; ad ogni modo, la clorochina viene utilizzata in associazione ad altri principi attivi, come chinina/proguanil associato ad  atovaquone, artemetere o lumefantrina. Per la posologia consultare il medico.
  • Idrossiclorochina (es. Plaquenil): il farmaco appartiene alla classe dei chinoloni antimalarici e viene spesso utilizzato in terapia per la cura della malaria. Per curare gli attacchi acuti di malaria, si raccomanda di assumere 800 mg di principio attivo; dopo 4-8 ore, assumere una seconda dose da 400 mg. Proseguire la terapia assumendo 400 mg di farmaco al giorno per 2 giorni consecutivi. In alternativa, può essere assunta una singola dose da 800 mg. In generale, il dosaggio va perfezionato sulla base del peso del paziente. Ogni dose di farmaco dovrebbe essere assunta con un bicchiere di latte o a stomaco pieno, mai a digiuno.
  • Piperachina tetrafosfato e diidroartemisinina (ES. Eurartesim): il farmaco è reperibile in compresse formulate con 160 mg di piperachina tetrafosfato e 20 mg di diidroartemisinina; è possibile assumere la preparazione farmacologica per la cura della malaria non complicata (causata da P. falciparum). Non somministrare nei bambini di età inferiore ai 6 mesi, che pesano meno di 5 chili. Indicativamente, assumere una compressa al giorno per tre giorni consecutivi, preferibilmente circa sempre alla stessa ora, con o senza cibo, entro tre ore dal pasto. Consultare il medico.
  • Meflochina (es. Lariam): farmaco di seconda scelta per la cura della malaria, a causa dell'induzione della resistenza. È possibile assumere il farmaco sia per la prevenzione che per la cura della malaria; tuttavia, qualora il farmaco fosse già stato assunto per la chemioprofilassi, è sconsigliato somministrarlo nuovamente per la cura della malattia in caso di accertata infezione. La meflochina è comunque utilizzata come alternativa alla clorochina, in quei pazienti che hanno sviluppato resistenza a quest'ultimo attivo.
    Per la profilassi della malaria, assumere 250 mg di farmaco per via orale una volta a settimana, dopo il pasto principale, ricordandosi di assumerlo sempre nello stesso giorno. La terapia va iniziata un paio di settimane prima della partenza e va terminata 4-5 settimane dopo il ritorno.
    Per la cura della malaria, il farmaco va invece assunto alla posologia indicativa di 1250 mg (corrispondenti a 5 compresse) in un'unica dose; in alternativa, è possibile assumere il principio attivo alla posologia di 750 mg (in un'unica dose), seguiti da 500 mg, dopo 6-12 ore dalla prima assunzione. Assumere il farmaco con molta acqua.
  • Pirimetamina (es. Pirimeta FN, Metakelfin): il farmaco è un antimalarico utilizzato quasi esclusivamente nella profilassi della malaria. Assumere 25 mg di farmaco per via orale, una volta a settimana. Iniziare la terapia una settimana prima della partenza e concludere il trattamento dopo 6-10 settimane dall'ipotetica esposizione al virus. La posologia per i bambini al di sotto dei 4 anni è di 6,25 mg (una volta a settimana); per i bambini di età compresa tra i 4 e i 10 anni, la dose raccomandata è doppia. Consultare il medico.
  • Proguanil: questo farmaco antimalarico (es. Paludrine) non è indicato per curare la malaria; piuttosto viene prescritto per la sua prevenzione. In monoterapia, il farmaco viene assunto indicativamente alla dose di 200 mg (dose per adulti e per i ragazzi al di sopra dei 14 anni); per gli infanti e per i bambini che non hanno ancora compiuto 14 anni, la dose del farmaco varia in base all'età e al peso (da 25 a 150 mg al giorno). Per quanto riguarda la durata, il trattamento preventivo va iniziato una settimana prima di partire per i luoghi dove la malaria è diffusa, e va protratto fino a 4 settimane dopo il ritorno. Ad ogni modo, il proguanil viene utilizzato soprattutto in associazione con altri farmaci specifici: per il trattamento della malaria acuta senza complicanze, si raccomanda di assumere 250 mg di atovaquone e 100 mg di proguanil cloridrato (es. Malarone). Questa associazione farmacologica è una valida alternativa alla meflochina e alla clorochina.

Note: i farmaci proguanil, atovaquone, artemetere e lumefantrina possono essere somministrati per via orale se il paziente è in grado di deglutire e non ci sono manifestazioni gravi associate alla malaria. È in genere possibile assumere questi farmaci in gravidanza, previo consulto medico.

  • Clindamicina (es. Dalacin-T, Clindamicina BIN, Zindaclin, Dalacin-C): l'indicazione di questo farmaco per la cura della malaria non è approvata in alcuni Paesi, come Italia e Gran Bretagna. Ad ogni modo, la posologia indicativa prevede di assumere il farmaco alla dose di 450 mg ogni 8 ore per 5 giorni, o alla dose di 900 mg, per os, ogni 8 ore per 5 giorni, associata a chinina solfato (650 mg ogni 8 ore, per 3-7 giorni). Il farmaco, nei Paesi in cui viene utilizzato, può essere assunto anche durante la gravidanza.
  • Artemetere e lumefantrina (es. Coartem): anche questa combinazione farmaceutica, proprio come il farmaco precedente, non è commercializzata in Italia. In alcuni stati, è possibile assumere questo prodotto per la cura della malaria non complicata, da P. falciparum. Consultare il medico.
  • Doxiciclina (es. Doxicicl, Periostat, Miraclin, Bassado): il farmaco appartiene alla classe delle tetracicline (antibiotici), e viene utilizzato in terapia per la profilassi della malaria, soprattutto in quelle aree di resistenza alla clorochina e alla meflochina. La posologia prevede di assumere 100 mg di attivo per via orale, due volte al giorno per 7 giorni; si raccomanda di associare una terapia parallela con chinina solfato (650 mg) ogni 8 ore, per 3-7 giorni. Non assumere in gravidanza: può alterare la normale colorazione dei denti del neonato.
  • Artesunato: il principio attivo (estratto dalla pianta Artemisia annua) è un derivato dell'artemisinina, un potente antimalarico. Il farmaco viene utilizzato in casi estremamente gravi di malaria e viene somministrato per via endovenosa o intramuscolare. Indicativamente, la prima dose prevede di assumere 2 mg/kg di farmaco; la seconda, da assumere dopo 12 ore, prevede di somministrare 1 mg/kg di attivo. Procedere con la stessa somministrazione per la terza dose (dopo 12 ore). Per le dosi successive, procedere assumendo 1 mg/kg di farmaco al giorno, fino a giungere alla dose cumulativa di 10 mg/kg. Dopodiché è possibile procedere con la somministrazione per os. Consultare il medico.

La miglior cura è la prevenzione: è fondamentale evitare il morso della zanzara Anopheles (applicando repellenti su pelle e vestiti), evitare di uscire durante le prime ore del mattino o la notte (momenti del giorno in cui la probabilità di essere punti dalle zanzare aumenta), proteggersi con zanzariere, indossare vestiti a maniche lunghe, non lasciare scoperte parti del corpo.

I soggetti non immuni che si recano in aree a rischio di malaria dovrebbero seguire una profilassi farmacologica (chemioprofilassi con clorochina o altri farmaci antimalarici): il rispetto di queste semplici regole, seppur banali, può prevenire la malaria.

Attualmente sono in fase di sperimentazione avanzata, con premesse incoraggianti, diversi vaccini anti malaria. Uno di questi (Mosquirix ®) è stato approvato dall'EMA - l’Agenzia Europea del Farmaco - nel luglio 2015.