Il linfoma di Burkitt (o linfoma delle cellule B) è una neoplasia maligna a carico del sistema linfatico; alcuni parlano del linfoma di Burkitt come una forma di linfoma non Hodgkin, che si distingue da quest'ultimo per la sua particolare progressione assai rapida.
Il linfoma di Burkitt è strettamente correlato all'infezione provocata dal virus dell'Epistein-Barr, lo stesso agente eziologico responsabile della mononucleosi. Fattori di rischio: le probabilità di degenerazione dell'infezione in linfoma di Burkitt aumentano in caso di immunodeficienza (es. AIDS), leucemia, malnutrizione, trapianto di midollo osseo, trattamento prolungato con chemioterapici.
Il più delle volte, il linfoma di Burkitt esordisce a livello dei linfonodi cervicali e mascellari, ma si può espandere anche nelle ovaie e nei testicoli, nel midollo, nel cervello e nella pancia, provocando dolore. La malattia può provocare apatia, gonfiore, mal di gola, malessere generale, tumefazione delle ossa mascellari, sudorazione consistente, ulcere delle mucose.
Le informazioni sui Farmaci per la cura del Linfoma di Burkitt non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la cura del Linfoma di Burkitt.
Malgrado il linfoma di Burkitt sia piuttosto aggressivo, la chemioterapia esercita un discreto effetto risolutivo in una buona parte dei casi. Più precisamente, per curare questa forma neoplastica, la chemioterapia combinata (con più farmaci antineoplastici) ad alte dosi costituisce il trattamento d'elezione, mentre la mono-chemioterapia non sembra particolarmente indicata.
Alla luce delle statistiche, si evince che la sopravvivenza dei malati di linfoma di Burkitt trattati con polichemioterapia associata a farmaci monoclonali, dopo 5 anni, è stimata intorno al 75%.
Di seguito sono riportate le classi di farmaci antitumorali maggiormente impiegate nella terapia contro il linfoma di Burkitt, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta poi al medico scegliere il principio attivo più indicato per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura:
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Personal Trainer: DR.Simone Pavoneacetyl l-carnitina: So che la carnitina x avere effetti va presa in buone quantità...ma anche lì non è che abbia sentito molti feed-back positivi....Io ti direi lascia perdere e allenati con criterio senza stress e soprattutto dormi il giusto, il riposo è fondamentale!! Ciao!:)
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