Farmaci per Curare la Lentigo Maligna

Definizione

Per lentigo maligna s'intende una tipologia di tumore della pelle (o melanoma) tipico della senescenza; più precisamente, la lentigo maligna compare nel volto degli anziani, ed appare come una macchia iperpigmentata. Qualora la macchia intaccasse anche gli strati più profondi della pelle, si parla precisamente di melanoma-lentigo maligna.

Cause

Alla luce di recenti studi, si è osservata una certa correlazione diretta tra l'insorgenza della lentigo maligna con fattori predisponenti, come il carcinoma basocellulare, la cheratosi attinica pigmentata/seborroica, l'esposizione solare, la predisposizione genetica e la presenza di un nevo pigmentato sulla pelle.

Sintomi

La lentigo maligna è piuttosto semplice da individuare: anche se non dà sintomi di alcun tipo, l'osservazione di un medico esperto individua con certezza la presenza o meno di una massa anomala sulla pelle. La lentigo maligna compare come una macchia scura di dimensioni anomale, rivestita da puntini scuri. In un primo momento le macchie sono piccole, ma con l'età possono ingigantirsi.

 

Complicanze: ingigantimento della macchie, diffusione in altri distretti dell'organismo, metastasi, noduli, papule.


Le informazioni sui Farmaci per la cura della Lentigo Maligna non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la cura della Lentigo Maligna.

Farmaci

Le opzioni terapeutiche per la cura della lentigo maligna sono svariate e pesantemente influenzate da più fattori:

  • Estensione della lentigo maligna
  • Velocità di estensione della macchia
  • Condizioni di salute del paziente malato

La resezione chirurgica della lentigo maligna rappresenta probabilmente l'opzione terapeutica più sfruttata per eliminare definitivamente la macchia dalla pelle; un innesto cutaneo sarà utile per ricostruire il lembo di pelle asportata. Quando l'operazione chirurgica non è possibile, il curettage potrebbe essere una valida alternativa: si tratta di una tecnica di competenza esclusivamente medica, non eccessivamente dolorosa, consistente nell'asportazione della papula malata.
Qualora non fosse possibile sottoporre il paziente né alla chirurgia vera e propria né al curettage, il medico può proporre più opzioni:

  • Crioterapia: terapia del freddo consistente nell'applicazione di azoto liquido sulla pelle, in grado di ustionare il tessuto malato, di conseguenza, le cellule malate vengono indotte alla lisi.
  • Radioterapia: si avvale delle radiazioni (raggi X) per la distruzione delle cellule malate che interessano la lentigo maligna. Non sempre è possibile utilizzare questa tecnica.
  • Chemioterapia e terapia immunologica: utilizzati, in particolare, per la lentigo maligna espansa a livello linfonodale.

Di seguito sono riportate le classi di farmaci antitumorali maggiormente impiegate nella terapia contro la lentigo maligna, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura:

  • Imiquimod (es. Aldara): il farmaco è un modulatore della risposta immunitaria, pertanto – oltre ad essere impiegato in terapia per la cura dei condilomi acuminati e nella cheratosi attinica – trova applicazione anche nel trattamento della lentigo maligna. Il farmaco va applicato direttamente sulla zona anatomica lesa: è disponibile in buste di crema da 250 mg, contenenti ognuna 12,5 mg di principio attivo. Generalmente, il prodotto va applicato 3-5 volte a settimana per 6-16 settimane. Consultare il medico.
  •  Interleuchina-2 (es. Proleukin): rientra tra i farmaci impiegati in immunoterapia per stimolare il sistema immunitario contro le cellule malate. Questo farmaco è in grado di stimolare una risposta flogistica a livello locale. Indicativamente, la posologia – sempre stabilita con precisione dal medico – è 0,037 mg/kg di peso corporeo per via endovenosa ogni 8 ore. Non ripetere la somministrazione per oltre 14 volte. In alternativa all'interleuchina-2, anche l'interferone (es. Betaferon, Avonex) e il bacillo di Calmette-Guerin vengono talvolta utilizzati in terapia per lo stesso fine.
  • Temozolomide (Es. Temodal, Temozolomide Hospira, Temozolomide, Temozolomide Sun, Temozolomide Hexal): la posologia di questo farmaco va attentamente stabilita dal medico curante, sulla base dello stadio di avanzamento e della gravità della lentigo maligna; in genere, il principio attivo è indicato per i pazienti affetti da lentigo maligna nello stadio metastatico. Il farmaco può essere utilizzato in associazione a terapia radiante.
  • Dacarbazina (es. Daunoblastina, DaunoXome): assumere 2-4,5 mg/kg di farmaco per via endovenosa, una volta al giorno per 10 gg. Ripetere la somministrazione ogni 4 settimane. In alternativa, assumere 250 mg/m² una volta al giorno per 5 giorni e ripetere questo schema ogni 3 settimane. Indicato in caso di lentigo maligna in fase metastatica.

Note: per la prevenzione della lentigo maligna sono stati studiati anche alcuni vaccini; purtroppo, però, sembra che nessuno di essi abbia riportato risultati soddisfacenti per prevenire la malattia. Ad ogni modo, probabilmente, la somministrazione di GM-CSF (il fattore stimolante la linea granulocitaria) potrebbe rallentare la progressione della lentigo maligna.



Ultima modifica dell'articolo: 02/09/2016

APPROFONDIMENTI E CURIOSITÀ

Melanoma NON cutaneo