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Salute
Ultima modifica: 05/04/2012

Farmaci per curare l'Ittero

Ittero: definizione

Il termine “ittero” rimanda ad una colorazione giallastra di cute, mucose e sclere oculari, conseguenza dell'accumulo di bilirubina nel sangue; non a caso, l'ittero è noto anche come iperbilirubinemia.
L'ittero è visibile quando il tasso di bilirubina nel sangue è compreso tra 1,5 e 2,5 mg/dl (sub-ittero); quando questi valori superano i 2,5 mg/ml, l'ittero è chiaramente evidente.

Ittero: classificazione e cause

 Fattori di rischio per l'ittero: calcoli alla cistifellea, cancro al pancreas/fegato, mononucleosi, favismo.

Ittero: sintomi

L'ittero si manifesta essenzialmente con una colorazione giallognola a livello di sclere, cute e mucose; la variazione del colorito costituisce il riflesso immediato di un esagerato aumento della bilirubina nel sangue, che tende ad accumularsi localmente.


Le informazioni sui Farmaci per la cura dell'Ittero non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la cura dell'Ittero.

Ittero: farmaci

Se l'ittero neonatale viene considerato una forma pseudo-fisiologica e reversibile dopo pochi giorni dalla nascita, l'ittero che si manifesta durante l'età adulta è invece più allarmante e spia accesa di patologia in atto. A detta di ciò, i neonati che manifestano ittero non vengono generalmente sottoposti ad alcun trattamento; solo in alcuni casi, i piccoli pazienti sono esposti alla fototerapia.

Solo in rare circostanze, l'ittero neonatale viene considerato patologico; ad esempio, quando compare già dal primo giorno di vita, quando la concentrazione di bilirubina diretta supera il valore di 1,5-2 mg/dl o quando la condizione persiste per oltre due settimane. Nei casi problematici, è possibile somministrare per via endovenosa dosi di albumina, utili per impedire il deposito di bilirubina nei tessuti e, talvolta, fenobarbital.
L'ittero che si manifesta durante l'età adulta è più problematico; prima di intervenire con farmaci, si raccomanda di sottoporsi a tutti gli accertamenti utili per isolare la causa scatenante; dopo aver individuato l'elemento eziologico, è possibile procedere con la terapia.

 

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro l'ittero, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta poi al medico scegliere il principio attivo più indicato per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura:

  • Fenobarbital (es. Luminale, Gardenale, Fenoba FN): il farmaco appartiene alla classe degli anticonvulsivanti e viene utilizzato anche per il trattamento dell'ittero patologico nei neonati e nei bambini di età inferiore ai 12 anni. Indicativamente, si consiglia di assumere una dose di farmaco pari a 3-8 mg/kg al giorno, possibilmente frazionati in 2-3 dosi. Non superare i 12 mg/kg al giorno. Consultare il medico.
  • Albumina (es. Album.Um.Immuno, Albutein, Albital): disponibile in soluzione da iniettare per via endovenosa, l'albumina è utilizzata in terapia per la cura dell'ittero, specie per quello neonatale. Il farmaco è indicato per ostacolare l'accumulo di bilirubina nei tessuti. Il dosaggio e la durata del trattamento sono di competenza esclusivamente medica.

Farmaci utilizzati in terapia per curare l'ittero dipendente da calcoli alla cistifellea:

  • Acido chenodesossicolico: è il più importante acido biliare prodotto dal fegato. Il principio attivo viene utilizzato in terapia per aiutare a sciogliere i calcoli della cistifellea, anche nel contesto dell'ittero; il trattamento con questo farmaco è in grado di dissolvere, parzialmente o totalmente, i calcoli della cistifellea (costituiti da colesterolo), risolvendo pertanto l'ittero dipendente da calcoli alla colecisti. Consultare il medico per la posologia e la modalità di somministrazione.
  • Acido ursodesossicolico o ursodiolo (es. Ursobil HT, Acido Ursodes AGE, Litursol): la somministrazione di questi farmaci si è rivelata particolarmente indicata per la dissoluzione dei calcoli di colesterolo della cistifellea, anche nel contesto dell'ittero. La posologia raccomandata è la seguente: 8-12 mg/kg per os al dì, in dose unica, la sera o in due dosi frazionate; prolungare la terapia fino a due anni (terapia di mantenimento: 250 mg al dì). Il rispetto della modalità d'assunzione del farmaco è indispensabile per la guarigione della malattia (calcoli) e per cancellare gli effetti secondari (in questo caso, ittero). Consultare il medico.

Farmaci utilizzati in terapia per la cura dell'ittero dipendente da mononucleosi:

  • Aciclovir (es. Aciclovir, Xerese, Zovirax): in alcuni casi di mononucleosi, eventualmente associata all'ittero, il medico prescrive questa sostanza, farmaco d'elezione per la cura dell'Herpes simplex.
  • Ibuprofene (es. Brufen, Moment, Subitene) il farmaco è un antinfiammatorio/analgesico (FANS): si raccomanda di assumere per os da 200 a 400 mg di principio attivo (compresse, bustine effervescenti) ogni 4-6 ore, al bisogno. In alcuni casi, l'analgesico può essere somministrato anche per via e.v. (da 400 a 800 mg ogni 6 ore, al bisogno)

È chiaro che in questo caso l'ittero è semplicemente un segno secondario della malattia, pertanto il paziente dovrà in primis essere curato con farmaci appositi per la malattia più grave (mononucleosi), che porterà gradatamente all'annullamento di tutti i sintomi di accompagnamento, come appunto l'ittero.


Per approfondimenti: vedi l'articolo sui farmaci per la cura della mononucleosi.

 

Note:

  1. I pazienti malati di favismo e di ittero devono astenersi scrupolosamente dall'ingerire fave, piselli e farmaci che possono scatenare la malattia (FANS, antipiretici, sulfamidici, analgesici, alcuni antibiotici ecc.)
  2. I malati di tumore al pancreas e al fegato, come abbiamo visto, possono essere colpiti anche da ittero: i tumori, difficilmente curabili, possono essere trattati con farmaci antineoplastici (es. Gemcitabina, Docetaxel, Mitomicina per la cura del tumore al pancreas e Sorafenib per il tumore al fegato). L'eventuale risoluzione della neoplasia condurrà anche alla scomparsa dell'ittero.
  3. Quando l'ittero dipende da cirrosi, si raccomanda di evitare alcolici; eventualmente, è possibile avvalersi di alcuni farmaci, qualora la cirrosi fosse provocata da infezioni batteriche (l'Amoxicillina risulta particolarmente indicata). Quando la cirrosi, accompagnata da ittero, degenera in encefalopatia epatica, è possibile assumere Lattulosio.

Per approfondimenti: vedi l'articolo sui farmaci per la cura della cirrosi.


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