Farmaci per Curare l'Ipertiroidismo

Definizione

Si definisce “ipertiroidismo” una complessa sindrome caratterizzata da una marcata iperproduzione degli ormoni tiroidei: la ghiandola tiroide adibita alla sintesi di T3 e T4 risulta iperattiva, di conseguenza si assiste ad una sensibile accelerazione del metabolismo, specie in termini di consumo di ossigeno e produzione di calore.

Cause

Molteplici le cause che stanno alla base dell'ipertiroidismo: adenoma tossico (o iperfunzionante), assunzione smodata di farmaci tiroidei (generalmente a fini dimagranti), gozzo multinodulare tossico, iperproduzione di TSH, Morbo di Graves – Basedow. I soggetti più a rischio di ipertiroidismo sono le donne di età compresa tra i 20 e i 40 anni, anche se la malattia può colpire chiunque, e ad ogni età.

Sintomi

L'inspiegabile aumento del ritmo cardiaco e l'improvvisa diminuzione ponderale, associati a sudorazione eccessiva e ad ingrossamento dei linfonodi del collo, rappresentano i sintomi tipici d'esordio dell'ipertiroidismo; a questi evidenti segni può affiancarsi anche una serie di sintomi più o meno significativi: alopecia, alterazione della regolarità mestruale e dell'umore, calo del desiderio sessuale, debolezza, diarrea, gozzo, osteoporosi, sete intensa, tendenza all'irritabilità, tremori.

Dieta e Alimentazione

Le informazioni sui Farmaci per la cura dell'Ipertiroidismo non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la cura dell'Ipertiroidismo.

Farmaci

Il trattamento dell'ipertiroidismo va stabilito in funzione della causa scatenante, e può essere prettamente farmacologico (si avvale dell'impiego di farmaci tireostatici), chirurgico (asportazione di una parte o dell'intera tiroide) o radioattivo con iodio 131 (terapia radiometabolica).
È importante sottoporsi ad un controllo specialistico laddove i sintomi fossero evidenti: posticipare la diagnosi, infatti, potrebbe comportare spiacevoli complicanze quali fibrillazione, osteoporosi, complicazioni di natura neuro-psichiatrica e, in caso di ipertiroidismo dipendente dal Morbo di Graves – Basedow, oftalmopatia.
Nella terapia farmacologica, l'assunzione di farmaci tireostatici può essere supportata dalla contemporanea somministrazione di principi attivi (betabloccanti) utili per il controllo dei sintomi quali tachicardia e alterazione dell'umore.

 

Seguire una dieta ricca di iodio è fondamentale nel contesto dell'ipertiroidismo: inoltre, prima di un intervento di tiroidectomia, il paziente viene generalmente trattato con una soluzione a base di iodio, detta “reattivo di Lugol”, per un periodo di tempo variabile dai 10 ai 14 giorni, in associazione a farmaci antitiroidei. Questa soluzione sembra particolarmente utile prima di un intervento di escissione della tiroide, sia per inibire la sintesi di ormoni tiroidei, sia per compattare al meglio il parenchima ghiandolare (che diminuisce la probabilità di sanguinamento durante l'intervento chirurgico).

 

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro l'ipertiroidismo, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato e alla sua risposta alla cura:

  • Iodio 131: questa sostanza rappresenta il protagonista della terapia radiometabolica, largamente utilizzata per curare l'ipertiroidismo nei pazienti inoperabili chirurgicamente. La somministrazione dello iodio radioattivo, inoltre, è indicata anche per quei pazienti affetti da disturbi cardiaci (cardiopatie), presentanti forme recidivanti di ipertiroidismo dopo tiroidectomia. Il farmaco va generalmente assunto per bocca, solo di rado si considerano le vie intramuscolare ed endovenosa. La dose va prescritta dal medico dopo accurata diagnosi del paziente; gli effetti terapeutici del farmaco sono osservabili solo dopo 4-5 settimane di cura. Dosi eccessive di iodio 131 possono causare l'effetto opposto, l'ipotiroidismo: in quest'ultimo caso, l'alterazione ormonale può essere facilmente controllata tramite assunzione quotidiana (e per tutta la vita) di un farmaco, la Levotiroxina sodica (es. Eutirox). Non assumere in gravidanza.
  • Metimazolo o Tiamazolo (es. Tapazole): in Italia, Metimazolo  è il  farmaco d'elezione per la cura dell'ipertiroidismo: la dose iniziale è variabile dai 15 ai 60 mg al dì (frazionati in tre dosi); la dose di mantenimento è 1-15 mg al dì.
  • Carbimazolo (es. Carbotiroid): farmaco d'elezione per la cura dell'ipertiroidismo in territorio Britannico. Il farmaco va assunto per uno o due anni, dato l'elevato rischio di recidive di ipertiroidismo post-sospensione del farmaco. Questa attivo antitiroideo può provocare prurito ed eruzioni cutanee di varia entità: i suddetti effetti collaterali non devono allarmare eccessivamente, poiché possono essere tenuti sottocontrollo tramite la somministrazione di altri farmaci mirati (antistaminici).
  • Propiltiouracile (es. Propycil):  da utilizzare qualora il paziente fosse sensibile o allergico al carbimazolo. Si raccomanda di assumere il farmaco alla dose indicata dal medico: un utilizzo smodato del farmaco può provocare ipotiroidismo. Il farmaco appartiene alla classe delle tionamidi, ed esplica la propria azione terapeutica come immunosoppressore: si raccomanda di prolungare la terapia per almeno 12 mesi, per permettere al farmaco di esplicare al massimo la propria attività terapeutica e per abbattere le probabilità di ricadute di ipertiroidismo. Nonostante il farmaco possa essere somministrato anche alle donne in gravidanza, è comunque sconsigliato il suo impiego, a meno che non si tratti di casi gravi o estremi: questo farmaco, infatti, potrebbe provocare gozzo fetale ed ipotiroidismo al nascituro.
  • Ioduro di potassio (es. Potas IO FN, reperibile in compresse o soluzione orale): assumere per os 250 mg di farmaco tre volte al dì. Assumere il farmaco 10-14 gg prima dell'operazione chirurgica. È possibile assumere il farmaco alla posologia di 2-6 gocce al 5-10% (soluzione di iodio) per os, tre volte al dì, a stomaco pieno.
  • Perclorato di potassio (es. Peritroid): anche il perclorato di potassio viene ampliamente utilizzato in terapia per curare l'ipertiroidismo (eventualmente associato a noduli della tiroide). Il farmaco è disponibile sottoforma di compresse da 200 mg: si raccomanda di assumere 3-4 compresse al giorno (600-800 mg), frazionate in tre dosi. I primi benefici di questo farmaco per la cura dell'ipertiroidismo sono mediamente apprezzabili dopo un mese di cura.

Ultima modifica dell'articolo: 02/09/2016