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Salute
Ultima modifica: 10/05/2012

Farmaci contro l'Ipersonnia

Ipersonnia: definizione

Tra i disturbi del sonno non possiamo dimenticare l'ipersonnia, fenomeno pseudo-patologico contrapposto a quello dell'insonnia. Il termine “ipersonnia” delinea un disturbo noto ai più come “eccesso di sonnolenza” durante la giornata, talvolta così grave da ostacolare persino le normali attività quotidiane, sociali e lavorative.

  • Non si deve confondere l'ipersonnia con la narcolessia: quest'ultima condizione comporta un'improvvisa sonnolenza, associata a perdita di controllo muscolare.

Ipersonnia: cause

Si parla di “ipersonnia idiopatica” quando la causa d'origine non è identificabile; in generale, i fattori eziologici maggiormente coinvolti sono: alcolismo, apnee notturne, assunzione di droghe e determinati farmaci, depressione atipica, ipotiroidismo, lesioni alla testa, malattie particolari, psicosi, sindrome delle gambe senza riposo.

Ipersonnia: sintomi

I sintomi che caratterizzano l'ipersonnia tendono a comparire già in giovane età (adolescenza), solo di rado esordiscono per la prima volta in età adulta. I segni maggiormente ricorrenti nell'ipersonnia includono: ansia, astenia, attacchi di panico, aumento della durata del sonno (14-18 ore al giorno), cefalea mattutina, confusione e disorientamento, costante necessità di dormire,  difficoltà a svegliarsi dopo un lungo riposo notturno, difficoltà sessuali,  inappetenza, irrequietezza.


Le informazioni sui Farmaci per curare l'Ipersonnia non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per curare l'Ipersonnia.

Ipersonnia: farmaci

Anche l'ipersonnia può essere considerata una malattia a tutti gli effetti, soprattutto quando si manifesta con sintomi tali da gravare pesantemente nelle relazioni sociali e nelle attività lavorative del soggetto che ne è affetto. Purtroppo, l'ipersonnia tende ad essere sottovalutata, pertanto si posticipa il consulto medico; questo atteggiamento è errato e poco intelligente, è invece bene riconoscere il disturbo già dai primi sintomi, per riuscire a restringere i tempi di guarigione.
Chiaramente, non sempre la sonnolenza diurna è sinonimo di ipersonnia: fenomeni occasionali di sonnolenza durante la giornata non devono essere trattati dal medico; il consiglio dello specialista risulta indispensabile qualora i sintomi tipici dell'ipersonnia risultino eccessivamente frequenti ed invalidanti per le attività quotidiane del soggetto.
In generale, i pazienti affetti da ipersonnia tendono ad addormentarsi in tempi assai più brevi rispetto a quelli dei “dormitori sani”: questo fattore, apparentemente trascurabile, è importantissimo per la diagnosi medica.
Ad ogni modo, prima di assumere farmaci, il paziente ipersonniaco dovrebbe mettere in atto alcune semplici regole, utili per migliorare la qualità del sonno notturno:

  • Evitare di lavorare nelle ore notturne
  • Non bere alcolici
  • Non assumere farmaci che potrebbero favorire il disturbo (quando non indispensabili)
  • Andare a dormire circa sempre alla stessa ora

I soggetti affetti da ipersonnia dovrebbero evitare alcuni lavori (es. quelle attività in cui è previsto l'impiego di macchinari o attrezzi pericolosi), al fine di non danneggiare se stessi e gli altri.

 

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro l'ipersonnia, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta poi al medico scegliere il principio attivo più indicato per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura:

  • Anfetamina e Destroamfetamina (es. DextroStat, Adderall, Dexedrine): s appartengono alla classe delle amine simpaticomimetiche, sostanze stimolanti il sistema nervoso centrale. Si raccomanda di iniziare la terapia con una dose di farmaco pari a 10 mg, da assumere per os, al mattino. Eventualmente, è possibile correggere il dosaggio per la fase di mantenimento, aumentando di 10 mg ogni 7 gg (non superare i 60 mg al dì), oltre a frazionare sempre i dosaggi. Questa dose è in genere considerata per il trattamento della narcolessia. Dosaggi più bassi sono indicati per trattare l'ipersonnia di moderata e media entità. Il farmaco è reperibile anche come capsule a lento rilascio e soluzione orale. Consultare il medico.
  • Metilfenidato (es. Ritalin): il farmaco è un analogo delle amfetamine, utilizzato in terapia per trattare i disturbi del sonno come le ipersonnie e le narcolessie, oltre ad essere assai impiegato per curare i disturbi dell'attenzione e della concentrazione. Anche questo principio attivo, perciò, è uno stimolante del SNC. Indicativamente, la dose raccomandata per la cura dell'ipersonnia  - variabile in base alla gravità del disturbo – è 10 mg, da assumere per via orale, 2-3 volte al giorno, preferibilmente 30-45 minuti prima della colazione e del pranzo. Un'eventuale terza dose può essere assunta dopo 2-4 ore dal pranzo, quando necessario. È possibile aumentare la dose di 5-10 mg, per il periodo di mantenimento. Non superare i 60 mg al giorno. Prima di assumere il farmaco, consultare il medico.
  • Modafinil (es. Provigil): il farmaco è uno stimolante, indicato per il trattamento dei disturbi del sonno come ipersonnia e narcolessia; il principio attivo agisce favorendo il rilascio di neurotrasmettitori (monoaminici), ed innalzando i livelli di istamina nell'ipotalamo. Il farmaco va assunto alla dose variabile da 150 a 250 mg, una volta al giorno, preferibilmente al mattino. La dose varia in base alla gravità del disturbo: è minima in caso di ipersonnia di lieve entità ed è più elevata quando il disturbo degenera in narcolessia a tutti gli effetti. Ad ogni modo, la dose efficace, anche per le forme lievi di sonnolenza, non dovrebbe scendere al di sotto dei 150 mg.
  • Caffeina (es. Nymusa, Peyona): la caffeina è particolarmente adatta per superare la sonnolenza nel contesto delle ipersonnie. Il farmaco è reperibile sia sottoforma di gocce, che come compresse e, oltre ad essere utilizzato in terapia per la cura delle ipersonnie e della sonnolenza, è utilizzato anche per trattare le apnee primarie nei neonati. In generale, si raccomanda di assumere una dose di farmaco variabile dai 100 ai 200 mg, ogni 3 o massimo 4 ore. Il suo impiego è riservato solo a quelle forme occasionali di ipersonnia.

È possibile assumere anche integratori alimentari ad azione stimolante, vale a dire formulati con sostanze eccitanti; tra gli estratti vegetali che più si addicono a trattare la sonnolenza e le ipersonnie di lieve entità non possono mancare il caffè (caffeina), il guaranà (guaranina) e la cola (esempio Thermo Stack 2).



Ultima domanda

Foto utentePillola contraccettiva e sole: grazie, interessa anche a me questa questione in quanto già ho la pelle molto delicata e devo stare attentissima a non espormi in modo sbagliato, in più da quest'anno prendo la pillola e non vorrei credere a tutte le leggende metropolitane del caso. Conoscete magari qualche sito consultabile in internet...
 

Ultima risposta

Foto professionistaPersonal Trainer: DR.Simone Pavone

acetyl l-carnitina: So che la carnitina x avere effetti va presa in buone quantità...ma anche lì non è che abbia sentito molti feed-back positivi....Io ti direi lascia perdere e allenati con criterio senza stress e soprattutto dormi il giusto, il riposo è fondamentale!! Ciao!:)

 
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