Farmaci per Curare l'Iperparatiroidismo

Definizione

Il termine iperparatiroidismo rimanda ad una patologia consistente nell'eccessiva quantità di paratormone nel sangue, frutto dell'iperattività di una o più delle quattro ghiandole paratiroidee localizzate a livello dorsale della tiroide. Il paratormone svolge un'importantissima funzione iper-calcemizzante a livello osseo, intestinale e renale; pertanto, un suo incremento sregolato genera ipercalcemia.

Cause

Esistono due forme di iperparatiroidismo:

  1. Iperparatiroidismo primario: deriva da un'esagerata sintesi di paratormone, provocata essenzialmente da un aumento di dimensione delle paratiroidi
  2. Iperparatiroidismo secondario: l'ipersecrezione di paratormone è conseguente ad una patologia responsabile della diminuzione del calcio nel sangue (iperattività compensatoria paratiroidea)

Sintomi

Il più delle volte, l'iperparatiroidismo viene diagnosticato casualmente, dato che i sintomi tendono a manifestarsi dopo qualche tempo. La sintomatologia associata all'iper-paratiroidismo comprende comunque disturbi eterogenei: acidità gastrica, alterazione dell'umore, astenia, coliche renali, difficoltà di concentrazione, dolori addominali, fragilità ossea, nausea, osteoporosi, poliuria, sete intensa ed anomala.


Le informazioni sui Farmaci per la cura dell'Iperparatiroidismo non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la cura dell'Iperparatiroidismo.

Farmaci

Il trattamento dell'iperparatiroidismo va attentamente stabilito sulla base della causa che ne sta all'origine:

  • In alcuni pazienti affetti da iperparatiroidismo di lieve entità, il medico può anche non prescrivere alcun trattamento: ciò accade quando i sintomi sono lievi, il livello di calcio non risulta particolarmente elevato, i reni sono in grado di espletare correttamente la loro funzione, e la densità dell'osso è normale o lievemente sotto la norma. Ad ogni modo, anche quando il paziente non viene sottoposto ad alcuna cura precisa, è indispensabile il controllo medico frequente, per intervenire prontamente non appena i sintomi peggiorano.
  • La chirurgia rappresenta la più comune opzione terapeutica in caso di iperparatiroidismo marcato: in tal caso, è probabilmente necessario rimuovere la ghiandola paratiroide responsabile dell'eccessiva produzione di paratormone. In particolare, la chirurgia rappresenta il trattamento d'elezione per la cura dell'iperparatiroidismo primario (90% dei casi). Nel caso tutte e quattro le ghiandole paratiroidee siano malate, la chirurgia consiste nella rimozione totale di tre paratiroidi e di una parte della quarta, in modo da mantenere ancora qualche funzione. Tra i rischi più comuni derivati dall'operazione chirurgica, si ricordano:

Necessità di integrare la dieta con calcio e vitamina D

Danneggiamento dei nervi delle corde vocali

In casi estremi può essere necessario un trapianto di rene.

Vediamo ora quali sono i possibili trattamenti farmacologici che si possono intraprendere in caso di iperparatiroidismo; è doveroso comunque sottolineare che solo il medico può indicare il farmaco più indicato per il paziente e la posologia da seguire. Le classi di farmaci più utilizzate in terapia sono i bifosfonati (in grado di contrastare il riassorbimento osseo mediato dagli osteoclasti e favorito dall'iperparatiroidismo), ed i calcio-mimetici (fungono da molecole di calcio nel sangue, aumentando la sensibilità dei recettori per il calcio nelle paratiroidi); per le donne in post-menopausa affette da iperparatiroidismo, la terapia farmacologica è supportata da estrogeni, utili per aumentare la densità ossea.

  • Cinacalcet (es. Mimpara, compresse da 30-60-90 mg): indicato per la cura dell'iperparatiroidismo secondario, specie nei pazienti affetti da malattie renali croniche in dialisi, e per la cura dell'iperparatiroidismo nel contesto del cancro alle paratiroidi: la dose indicativa è 30 mg di farmaco per os, una volta al dì (possibili aggiustamenti di posologia ogni 2-4 settimane). Il farmaco agisce riducendo la secrezione del paratormone; di conseguenza riduce la calcemia.
  • Calcitonina(es. Calcitonina Sandoz, 50-100UI, preparazione iniettabile): si tratta di un ormone paratiroideo implicato – insieme al calcitriolo, forma attiva della vitamina D – nell'omeostasi del fosforo e del calcio. Questo ormone espleta la propria attività terapeutica in contrapposizione a quella del paratormone, favorendo il riassorbimento del calcio e potenziando l'escrezione renale del fosforo. Si raccomanda di assumere il farmaco alla posologia di 4-5 UI/kg per via sottocutanea o intramuscolare, due volte al dì (ogni 12 ore). Non superare le 400-545 UI per ogni dose.
  • Paricalcitolo (es. Zemplar): il farmaco è un analogo della vitamina D, da somministrare per via orale. La dose iniziale raccomandata per la cura dell'iperparatiroidismo associato a malattie renali croniche varia da 1 a 2 mcg per os, una volta al dì; in alternativa, assumere 2-4 mcg per os, tra volte alla settimana. La dose di mantenimento va modificata ogni 2-4 intervalli a settimana, in base alla concentrazione del paratormone nel sangue; in genere, la dose viene aumentata di 1 mcg al dì o di 2 mcg a settimana.
  • Doxercalciferolo:  si raccomanda di assumere una dose iniziale di farmaco pari a 10 mcg per os, o 4 mcg per via endovenosa, seguita da dialisi tre volte a settimana. Successivamente, è possibile aumentare la dose da 2,5 mcg per os a 1-2 mcg e.v., ogni 8 settimane di cura. Consultare il medico.
  • Calcitriolo (es. Calcitriolo Eg, Calcitriolo Hsp, Rocaltrol): si tratta della forma attiva della vitamina D3: questa agisce favorendo l'assorbimento del calcio e del fosforo, e inibendo il rilascio della calcitonina. Si raccomanda di iniziare la terapia con una dose di 0,25 mcg di farmaco per os, una volta al dì, preferibilmente alla mattina. La dose di mantenimento consiste nell'aumentare ogni dose di 0,25 mcg/die, in 2-4 intervalli. Questo farmaco è indicato per il trattamento dell'iperparatiroidismo associato a malattie renali.
« 1 2 3 4


Ultima modifica dell'articolo: 04/10/2016