Farmaci per evitare la gravidanza

Definizione

Si parla di stato di gravidanza quando una donna, nel suo periodo fertile, porta nel grembo il frutto della fecondazione. Secondo il pensiero di alcuni autori, la gravidanza inizia nel preciso momento in cui lo spermatozoo, giunto nella tuba di Falloppio, incontra l'ovulo e lo feconda; altri, per contro, ritengono che si possa parlare di gravidanza solo quando l'embrione viene impiantato nell'endometrio della parete uterina.

Sintomi

La gravidanza è uno dei periodi più sconvolgenti e straordinari che la donna incontra durante la propria vita: ogni donna reagisce in maniera diversa a ciò che le sta succedendo, sia emotivamente che fisicamente. È difficile descrivere un quadro sintomatologico preciso che accompagna la gravidanza, soprattutto se la donna sta affrontando la sua prima gestazione; l'amenorrea (l'assenza di mestruazioni) è senza dubbio il sintomo che accomuna la stragrande maggioranza delle donne in dolce attesa, spesso associata a tensione mammaria con dolore alla palpazione, astenia, aumento della frequenza di minzione, vertigini, ipersensibilità a odori e/o alimenti, aumento della temperatura basale, incontinenza urinaria, nausea, vomito. Altre donne non si rendono conto di essere incinta perché non lamentano alcun sintomo apprezzabile: quanto detto evidenzia come ogni organismo reagisca in modo del tutto soggettivo a questa esperienza meravigliosa.


Le informazioni sui Farmaci per evitare la gravidanza non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per evitare la gravidanza.

Farmaci per evitarla

Paradossalmente, ad oggi, nella Nostra civiltà moderna, la gravidanza inaspettata è vista ancora come un tabù: le coppie non sposate che mettono alla luce una nuova vita vengono talvolta guardate con un occhio strano. I ragazzi, i giovani, dovrebbero essere istruiti attentamente sui metodi anticoncezionali per evitare (o prevenire) la gravidanza, quando (chiaramente) risulterebbe indesiderata; alcune donne possono persino decidere di  interrompere la gravidanza, qualora fosse già iniziata, in genere entro la 16° settimana di gestazione. Chiaramente, l'argomento è assai delicato e rischia di sfociare in riflessioni altrettanto spinose: pertanto, l'obiettivo di questo articolo non è certo far riflettere il lettore, quanto piuttosto descrivere, in modo oggettivo e distaccato, tutte le metodiche preventive alla gravidanza, per evitarla sia prima dell'impianto (contraccezione ormonale, meccanica o naturale), sia ad impianto già avvenuto (metodi abortivi chimici).

 

Contraccettivi ormonali (prevenzione della gravidanza per evitare il concepimento)


I contraccettivi ormonali prevengono l'ovulazione, dunque inibiscono il rilascio della cellula uovo dalle ovaie; oltre a questo concetto fondamentale, i contraccettivi a base ormonale agiscono anche aumentando la densità del muco cervicale, tale da impedire il passaggio agli spermatozoi. Ancora, il contraccettivo ormonale, modificando l'ambiente delle tube di Falloppio e la sede intrauterina, impedisce impianto e fecondazione. Vediamo, di seguito, quali sono i metodi contraccettivi più commercializzati:

  • cerotto transdermico (formulato con progestinici e/o estrogeni): si tratta di un farmaco che agisce per via transdermica rilasciando Etinilestradiolo e norelgestromina (rispettivamente, ormoni estrogeni e progestinici) che, attraverso la cute, raggiungono il circolo sanguigno evitando l'ovulazione.
  • Ad esempio:

    • Evra: il cerotto trans dermico (di 4 cm per lato) contiene 6mg di norelgestromina e 600mcg di etinilestradioloIo. Applicare il cerotto il primo giorno della mestruazione e mantenerlo in quella posizione per una settimana. Sostituirlo la settimana successiva, nello stesso giorno con cui si è iniziato. Ripetere l'applicazione fino alla terza settimana. Durante la quarta settimana avviene la mestruazione. Terminata la quarta settimana, ripetere lo schema terapico appena descritto.
  • Anello vaginale:
    • etinilestradiolo + etonogestrel (es. Nuvaring): l'anello anticoncezionale, flessibile con diametro esterno di 54 mm e trasversale di 4 mm, contiene 11.7 mg di etonogestrel e 2.7 mg di etinilestradiolo. Inserire l'anello profondamente in vagina il primo giorno del ciclo mestruale e trattenerlo per tre settimane. Dopo 21 giorni, rimuovere l'apparecchio per 7 giorni, durante i quali avviene la mestruazione. Procedere, successivamente, con lo schema terapeutico appena descritto.
  • Spirale o IUD: metodo contraccettivo alternativo, introdotto nell'utero della donna da un ginecologo durante la mestruazione ed ivi lasciato alcuni anni. Il metodo impedisce la fecondazione od ostacola l'impianto dell'embrione nell'utero della donna. L'apparecchio contiene progesterone, che viene rilasciato gradualmente.
  • Pillola anticoncezionale o contraccettiva: estro-progestinica (combinata) o minipillola (formulata solo con progestinici). Si tratta di uno dei metodi contraccettivi ormonali più utilizzati in assoluto, preferiti dalle giovani e giovanissime con partner fisso. La pillola anticoncezionale ha un margine di affidabilità contraccettiva elevatissimo (fino a 99,9%), ma NON protegge in alcun modo dalle malattie sessualmente trasmesse.
    • Etinilestradiolo/Levonorgestrel (es. Loette, Microgynon, Miranova, Egogyn): si tratta di pillole contraccettive utili per evitare il concepimento e per inibire l'iperproduzione di gonadotropine, che come sappiamo è causa scatenante principale dell'ovaio policistico. Questi farmaci sono reperibili in confezioni da 21-28 compresse: ogni compressa è costituita da 0,02 mg di etinilestradiolo e 0,1 mg di levonorgestrel. La cura farmacologica prevede l'assunzione di una compressa al dì, per 21 giorni, possibilmente circa alla medesima ora ogni giorno, seguita da un intervallo libero di una settimana.
    • Desogestrel/Etinilestradiolo (es. Gracial, Novynette, Lucille, Dueva, Securgin): si tratta di compresse rivestite, costituite da 20 mcg di etnilestradiolo e 150 mcg di desogestrel. La posologia e la modalità di somministrazione rispecchia quella sopradescritta.
    • Desogestrel (es. Cerazette): si tratta della minipillola, formulata con soli ormoni progestinici (non viene formulata con estrogeni). L'efficacia della minipillola è paragonabile a quella delle comuni pillole anticoncezionali combinate; in genere, si verificano meno effetti collaterali dalla somministrazione di un farmaco simile.
    • Noretisterone enantato (es. Primolut NOR): progestinico a lunga durata d'azione somministrato per iniezione; provoca una completa contraccezione per otto settimane. Utilizzato solo come metodo contraccettivo ormonale a breve termine. Il farmaco è utile anche per prevenire la gravidanza ectopica e le cisti ovariche.
    • Medrossiprogesterone acetato (es. Farlutal, Provera G): si tratta di un progestinico a lunga durata d'azione, somministrato alla donna per via intramuscolare: la sua efficacia è paragonabile a quella dei contraccettivi ormonali combinati, anche se può creare effetti collaterali spiacevoli (es. alterazioni mestruali e ritardo del recupero della fertilità dopo la sua sospensione, riduzione della densità ossea, osteoporosi). La somministrazione di questo farmaco nelle giovani donne è consigliata solo nel caso gli altri metodi contraccettivi non siano appropriati. Si raccomanda di non utilizzare il farmaco per oltre due anni consecutivi e di non utilizzare in caso di tendenza all'osteoporosi.

Contraccezione non ormonale: metodo barriera: l'utilizzo del preservativo, dal momento iniziale del rapporto, è l'unico metodo che assicura una copertura non solo dalla gravidanza, ma anche dalle malattie sessualmente trasmesse. La pillola anticoncezionale, infatti, seppur assicuri un'ottima protezione dalle gravidanze indesiderate, non copre in alcun modo la possibilità di contrarre una malattia venerea. Da queste parole si comprende come i rapporti sessuali occasionali, con partner diversi, dovrebbero essere sempre protetti con un metodo barriera.

  • Preservativo: metodo contraccettivo a barriera per eccellenza, in grado di assicurare una protezione dalle gravidanze indesiderate e dalle malattie sessualmente trasmissibili pari al 98-99,8%.
  • Diaframma: si tratta di una piccola cupola soffice di gomma, montata su un anello malleabile e flessibile, da inserire in prossimità del collo dell'utero prima del rapporto sessuale. Il metodo contraccettivo è piuttosto complesso da inserire, oltre a non essere del tutto sicuro; di conseguenza è una pratica anticoncezionale che sta andando oramai in disuso. L'indice di fallimento è stimato attorno al 20%.

Contraccezione ad alto rischio:


esistono metodi contraccettivi cosiddetti “naturali” (ammessi dalla chiesa e dalla religione) per evitare la gravidanza; il punto fondamentale è che NON SONO AFFIDABILI al pari dei contraccettivi ormonali o meccanici (preservativo). Si raccomanda, pertanto, di evitare la messa in pratica di simili metodi qualificati come “anticoncezionali” se non si desidera in alcun modo una gravidanza. Ad ogni modo, di seguito, sono elencati i metodi contraccettivi naturali:

  1. Coito interrotto: purtroppo assai praticato dai giovani e giovanissimi, il metodo, altamente rischioso, consiste nell'immediata e tempestiva interruzione del rapporto sessuale qualche istante prima dell'eiaculazione: in questa pratica contraccettiva (solo in apparenza sicura), l'uomo evita che lo sperma entri in vagina.
  2. Metodo della temperatura basale: la temperatura basale della donna è soggetta a fluttuazioni durante il ciclo di 28 giorni. Pare che durante l'ovulazione la temperatura basale aumenti di 0,5-0,6°C. Il periodo più fecondo per la donna inizia 3 giorni prima dell'aumento della temperatura basale e termina 3 giorni dopo: nel caso la donna volesse evitare la gravidanza, dovrebbe astenersi dai rapporti proprio in questo periodo.
  3. Metodo ogino-Knaus o metodo del calendario: (utile, soprattutto, per ottenere l'effetto opposto, dal momento che con questo metodo la donna capisce in quali giorni è più fertile). Secondo questa pratica, pare che la donna sia fertile dal 10° al 18° giorno del ciclo: in questo arco di tempo, la donna dovrebbe astenersi dai rapporti sessuali con il partner. La garanzia contraccettiva è particolarmente bassa: solo le donne con un ciclo mestruale regolarissimo di 27-32 giorni potrebbero idealmente avvalersi di questa pratica.
  4. Metodo Billings: consiste nella valutazione del muco cervicale. Quando la donna è in fase ovulatoria, il muco appare più denso e filamentoso (coincide all'incirca con la metà del ciclo); pertanto, per evitare la gravidanza, la donna dovrebbe astenersi dai rapporti durante questo periodo.

Contraccezione post-coitale:


Chiariamo subito un concetto fondamentale, onde evitare dubbi o perplessità: la contraccezione post-coitale non dev'essere considerata un metodo contraccettivo di prima scelta, come lo è la pillola contraccettiva.
I metodi contraccettivi che evitano la gravidanza dopo un rapporto a rischio, devono essere utilizzati solo in caso di alto rischio di essere rimaste incinta (quando, chiaramente, la gravidanza è indesiderata). Vediamo quali sono i metodi possibili:

  1. Contraccezione orale post-coitale o pillola del giorno dopo: si tratta di una pillola che non ha niente a che vedere con quelle appena descritte, anche se formulata comunque con ormoni. Stiamo parlando di una preparazione progestinica indicata SOLO per la contraccezione d'urgenza, da assumere – è bene specificarlo ancora una volta - in seguito ad un rapporto sessuale potenzialmente ed altamente a rischio di gravidanza. Il farmaco può essere venduto sotto prescrizione medica non ripetibile, da assumere entro e non oltre le 72 ore dal rapporto a rischio. NON è un metodo abortivo perché non ha alcun effetto  sull'impianto dell'embrione e non impedisce l'accesso dello spermatozoo all'interno dell'ovulo.

    Levonorgestrel (es. Norlevo, Levonelle): la pillola del giorno dopo è formulata con 750 mcg di levonorgestrel. Ogni confezione è costituita da due pillole, da assumere contemporaneamente entro le 72 ore dal rapporto. Prima si ricorre alla somministrazione della pillola del giorno dopo a seguito di un rapporto a rischio, più alte sono le probabilità che questa faccia effetto.

     

    Il dosaggio del progestinico nella pillola del giorno dopo è di 20-30 volte superiore a quello delle comuni pillole contraccettive: le due pillole esercitano la loro azione terapica in modo diverso.

  1. Spirale IUD al rame (il rame esercita un buon effetto spermicida): anche questa pratica contraccettiva può considerarsi un metodo anticoncezionale post coitale. In tal caso, l'inserimento della spirale deve avvenire entro i 7 giorni dopo un rapporto a rischio di gravidanza.

Aborto farmaco-indotto:

  1. Pillola abortiva o RU-486 (es. Mifegyne): che non va confusa con la pillola del giorno dopo. La pillola abortiva è formulata con  uno steroide sintetico, il mifepristone, da assumere entro i due mesi della gravidanza. Viene formulato sottoforma di pillola da assumere per bocca, e non richiede alcun intervento chirurgico. Mentre la pillola del giorno dopo agisce sull'ovulazione, la pillola abortiva è in grado di bloccare la gravidanza, esercitando la propria azione sull'impianto di un eventuale embrione. Per la posologia, consultare il medico.

Tutte le coppie che decidono di avere rapporti sessuali devono essere consapevoli che incorrono nel rischio di una gravidanza indesiderata; pertanto, la messa in pratica di strategie naturali per il rispetto di alcune regole etiche e morali non risulta avere molto senso. La contraccezione più sicura è sicuramente quella preventiva, utilizzando il preservativo o la pillola anticoncezionale: da sottolineare, comunque, che nessun metodo contraccettivo dà una garanzia al 100%.
Solo la completa astensione dai rapporti sessuali (ergo castità) assicura una “protezione” assoluta dalla  gravidanza.



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Ultima modifica dell'articolo: 08/11/2016