Farmaci per curare il Glaucoma

Glaucoma: definizione

Il glaucoma non rappresenta semplicemente una malattia a carico degli occhi; piuttosto è definibile come una condizione patologica subdola che può provocare un danno irreversibile al nervo ottico, responsabile di una progressiva diminuzione della vista, fino alla cecità. Il glaucoma si caratterizza, il più delle volte, per un aumento della pressione intraoculare.


glaucoma ad angolo aperto → forma più comune che consiste nella progressiva perdita della vista
glaucoma ad angolo chiuso → forma meno comune, che tende a manifestarsi improvvisamente

Glaucoma: cause

Certo è che l'incremento anomalo della pressione intraoculare è strettamente correlato al danno al nervo ottico che caratterizza il glaucoma; l'aumento pressorio dipende da un danno a carico dei sistemi di deflusso dall'umor acqueo. Nel glaucoma ad angolo stretto, il deflusso viene bloccato improvvisamente.
Ad ogni modo, il reale motivo dal quale ha origine la malattia è ancora oggetto di studio.

Glaucoma: sintomi

Purtroppo, nella maggior parte dei pazienti affetti da glaucoma, la malattia viene diagnosticata tardivamente, quando si trova già nello stadio avanzato: infatti, specie nella forma ad angolo aperto, il glaucoma è asintomatico nello stadio iniziale.

Il glaucoma ad angolo chiuso può causare compromissione della visione, dolore all'occhio, difficoltà a mettere a fuoco, nausea, vomito.


Le informazioni sui non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere .

Glaucoma: farmaci

Tra tutte le malattie che colpiscono gli occhi, il glaucoma rappresenta la seconda causa di cecità: per questo motivo, alla prima manifestazione dei sintomi la visita oculistica è assolutamente necessaria. Come abbiamo visto, tuttavia, nella maggior parte dei casi il glaucoma tende a divenire sintomatico soltanto in uno stadio avanzato; a tal proposito, sono consigliati periodici controlli alla vista, specie nelle persone che hanno già oltrepassato i 40 anni.
Per la cura del glaucoma i farmaci che riducono la pressione intraoculare sono considerati di prima scelta: tra i più utilizzati non possiamo dimenticare i betabloccanti, gli analoghi delle prostaglandine e gli inibitori dell'anidrasi carbonica.

 

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro il glaucoma, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura:

 

Betabloccanti: questi farmaci sono i più utilizzati in assoluto per la cura del glaucoma ad angolo aperto; risultano particolarmente utili per abbassare la pressione intraoculare, dato che esplicano la propria azione terapeutica direttamente sull'umore acqueo, riducendone la produzione. Sebbene i farmaci betabloccanti possano essere sia assunti per via orale sia applicati localmente, è preferibile quest'ultima modalità d'impiego, considerati gli innumerevoli effetti collaterali derivati dalla somministrazione orale.

  • Betaxololo (es. Betoptic, Kerlon): instillare una o due gocce di farmaco nell'occhio affetto da glaucoma. Ripetere l'applicazione due volte al giorno.
  • Levobunololo (es. Vistagan): il farmaco è reperibile in soluzione 0,5% e 0,25%. Applicare nell'occhio o negli occhi malati una o due gocce al dì, nel pieno rispetto di quanto indicato dal medico.
  • Metoprololo (es. Seloken): applicare una goccia di prodotto, due volte al dì.
  • Timololo: il timololo è reperibile da solo (Blocadren) o in associazione con altri attivi, quali travoprost (+ timololo: es. Duo-Trav), brinzolamide (+ timololo: es. Azarga), bimatoprost (+ timololo: es, Ganfort)

Analoghi delle prostaglandine: questi farmaci vengono impiegati per curare il glaucoma, pur essendo principi attivi di seconda linea, vale a dire indicati nel caso i beta bloccanti non possano essere assunti dal paziente. Gli analoghi delle PG esplicano la propria attività terapeutica favorendo il deflusso dell'umore acqueo, di conseguenza la pressione intraoculare tende a normalizzarsi. Tipico effetto collaterale di queste sostanze è l'iperpigmentazione dell'iride.

  • Latanoprost (es. Galaxia, Xalost, Glak): si raccomanda di applicare una goccia in ogni occhio affetto da glaucoma, preferibilmente al mattino.
  • Travoprost (es. Travatan): instillare una goccia di farmaco una volta al dì, possibilmente alla sera. Non utilizzare al di sotto dei 18 anni.
  • Bimatoprost (es. Lumigan): è impiegato da solo o in associazione al timololo (es. il già citato farmaco Ganfort). Si raccomanda di applicare una goccia nell'occhio malato, o in entrambi, una volta al dì, preferibilmente al mattino.

Simpaticomimetici: un'altra categoria di farmaci impiegati come seconda linea per la cura del glaucoma sono appunto i simpaticomimetici, che mimano, cioè, l'attività dell'adrenalina e della noradrenalina.

  • Brimonidina (es. Alphagan, Combigan, Brimoftal): il farmaco è un agonista adrenergico 2-alfa, impiegato in terapia per la cura del glaucoma al fine di abbassare la pressione all'interno dell'occhio. Il farmaco viene utilizzato in alternativa ai betabloccanti, qualora questi ultimi fossero controindicati per il paziente. È possibile, per alcuni pazienti, applicare questo farmaco in associazione al timololo. Applicare il farmaco due o tre volte al dì.
  • Apraclonidina (es. Iopidine): come il precedente, anche l'apraclonidinarientra nella classe degli agonisti adrenergici 2-alfa. Generalmente si utilizzano colliri allo 0,5-1% per equilibrare la pressione intraoculare. La dose più indicata come trattamento complementare per la cura del glaucoma cronico è: 1 goccia, tre volte al dì, per un mese, utilizzando una soluzione allo 0,5%.
  • Dipivefrina (es. Propine): rispetto all'adrenalina, questo pro-farmaco sembra essere in grado di attraversare più velocemente la cornea, e di essere attivato altrettanto rapidamente. Instillare due gocce al dì nell'occhio  malato (o in entrambi).
  • Pilocarpina (es. Dropilton, Piloca C FN, Salagen): in passato, la pilocarpina rappresentò per molto tempo il farmaco più utilizzato per la cura del glaucoma. Tuttavia, gli effetti collaterali considerevoli, dati dall'applicazione nell'occhio di un collirio a base di pilocarpina, allontanarono sempre più questo farmaco dalle terapie più indicate; tra gli effetti collaterali associati al suo impiego, non possiamo dimenticare la lacrimazione, le variazioni delle rifrazioni e l'iperemia congiuntivale. Ad ogni modo, la dose più utilizzata per la cura del glaucoma è 1-2 gocce da applicare direttamente nell'occhio malato sottoforma di collirio, 3-4 volte al dì.

Inibitori dell'anidrasi carbonica: utilizzati come seconda linea nella terapia contro il glaucoma, questi farmaci esplicano la propria azione terapeutica inibendo la formazione dell'umore acqueo. Possono essere utilizzati sia come alternativa ai betabloccanti (per i pazienti che ne sono allergici, intolleranti o ipersensibili), che come completamento di una terapia con gli stessi farmaci betabloccanti (qualora non ci fossero controindicazioni per il paziente).

  • Acetazolamide (es. Diamox): oltre ad essere utilizzato per la cura dell'epilessia, questo farmaco trova indicazione anche per la cura del glaucoma, per la riduzione della pressione intraoculare. Applicare il prodotto alla posologia di una goccia nell'occhio malato (o in entrambi se affetti da glaucoma) due-tre volte al dì.
  • Brinzolamide (es. Azopt). Reperibile anche in associazione a timololo: (es. Azarga) si raccomanda di instillare il farmaco due volte al dì. Se il medico lo ritiene opportuno, applicare il farmaco tre volte al giorno.
  • Dorzolamide (es. Dorzostill, Dorzolamide DOC, Trusopt): quando utilizzato in monoterapia per la cura del glaucoma, si raccomanda di instillare il farmaco 3 volte al dì. Qualora il paziente affetto da glaucoma utilizzasse il farmaco in associazione a betabloccanti, applicare il prodotto due volte al dì.


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