Farmaci per Curare il Diabete Mellito di Tipo 2

Definizione

Il diabete mellito di tipo 2 è una patologia metabolica che consiste nel difetto di secrezione di insulina, tipico dei pazienti che presentano una scarsa sensibilità dei tessuti periferici all'ormone; la malattia costituisce la forma insulino-indipendente del diabete, dato che le cellule beta del pancreas adibite alla sintesi di insulina conservano parte della loro attività. La maggior parte dei pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2 è obesa.

Cause

Le cause del diabete mellito di tipo 2 risiedono essenzialmente nell'alterazione dell'insulina, intesa sia come diminuzione della quantità di ormone nel sangue, sia come calo di attività della stessa. Il diabete può essere pesantemente influenzato dalla componente genetica e da una dieta squilibrata, ricca di zuccheri; chiaramente, anche l'obesità, la sedentarietà ed uno stile di vita scorretto possono contribuire ad accentuare il problema.

Sintomi

L'iperglicemia e la glicosuria, elementi che caratterizzano il diabete mellito di tipo 1, nella forma insulino-indipendente sono presenti solo dopo molto tempo dall'esordio della malattia; il diabete mellito di tipo 2, infatti, viene generalmente diagnosticato casualmente, dal momento che decorre, almeno all'inizio, in maniera asintomatica. Nello stadio avanzato, il diabete mellito di tipo 2 può provocare ipertrigliceridemia e iperuricemia.

Dieta e Alimentazione

Cure Naturali

Le informazioni sui Farmaci per la cura del Diabete di Tipo 2 non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la cura del Diabete di Tipo 2.

Farmaci

È possibile impedire la degenerazione del diabete mellito di tipo 2, ma la malattia metabolica dev'essere diagnosticata per tempo, quando ancora è in una fase “precaria”, detta prediabetica; in caso di predisposizione genetica, è caldamente consigliato sottoporsi a periodici controlli glicemici, proprio per curare la malattia sul nascere. Le analisi per la glicemia sono inoltre consigliate dopo i 40 anni, soprattutto in caso di obesità, dislipidemie e sedentarietà.
La dieta ipoglicidica e ricca di fibre – soprattutto solubili - associata ad uno stile di vita corretto e all'esercizio fisico costante costituiscono i mattoni che stanno alla base della prevenzione del diabete.
Sembra scontato, ma seguire le regole dell'educazione alimentare e praticare sport prevengono il diabete mellito di tipo 2 e le sue complicanze, che possono essere anche gravi (infezioni, trombosi, emorragie, pancreatite, cecità, grave alterazione della funzionalità renale, ulcere, aterosclerosi).
Il trattamento farmacologico si pone l'obiettivo di controllare i sintomi del diabete e di evitare le complicanze gravi, soprattutto quelle a lungo termine.
I farmaci maggiormente utilizzati in terapia per la cura del diabete mellito di tipo 2 sono essenzialmente gli ipoglicemizzanti orali; l'altra forma di diabete (di tipo 1) richiede invece iniezioni di insulina per mantenere regolari i livelli glicemici.

 

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro il diabete mellito di tipo 2, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura:

 

Ipoglicemizzanti orali per trattare il diabete mellito di tipo 2

 

Il diabete mellito di tipo 2 è insulino-indipendente e la causa risiede essenzialmente nella diminuzione della sintesi di insulina e nella mancata sensibilizzazione all'azione della stessa. In questo caso, i farmaci più indicati sono gli ipoglicemizzanti orali, che devono però essere assunti solamente quando la terapia nutrizionale medica per il diabete non porta alcun beneficio osservabile dopo almeno tre mesi.

 

Sulfoniluree: bloccando i canali del potassio, questi farmaci favoriscono la depolarizzazione di membrana; l'entrata degli ioni calcio stimola le cellule beta del pancreas a produrre insulina. Non devono essere assunti in gravidanza o in caso di malattie renali ed epatiche: si tratta di farmaci molto potenti, che possono causare ipoglicemia grave se utilizzati oltre le dosi prescritte dal medico. Le sulfoniluree trovano indicazione per il trattamento dei pazienti diabetici non obesi.

  • Glipizide (es. Minidiab, Glurenor): inizialmente, si raccomanda di assumere 2,5-5 mg al giorno, prima di colazione o del pranzo. Non superare i 20 mg al giorno. Prima di colazione, la dose non può superare i 15 mg. Consultare il medico.
  • Glicazide (es. Diabrezide, Diamicron): quando la dieta antidiabetica e l'esercizio fisico non sono sufficienti per garantire i giusti livelli glicemici nel sangue, questo farmaco risulta un valido aiuto per evitare picchi di glicemia. Si raccomanda di assumere due compresse al giorno da 80 mg, ognuna mezz'ora prima dei pasti principali.
  • Glibenclamide (es. Daonil, Euglucon): all'inizio della terapia antidiabetica, si raccomanda di assumere mezza compressa da 5 mg (corrispondente a 2,5 mg), prima del pasto principale, con un bicchiere abbondante di acqua. È possibile aumentare progressivamente la dose; non superare le 2-3 compresse al dì (10-15 mg).
  • Gliquidone (es. Glurenor): in generale, la dose indicativa è compresa tra 30 mg (1 compressa) e 120 mg al dì. Consultare il medico.

Molto simili alle sulfaniluree, ma di nuova generazione, le glinidi (Repaglinide), la cui differenza consiste essenzialmente nella loro breve durata. Ad esempio Novonorm, Prandin, NovoNorm, Enyglid .

 

Biguanidi: a differenza delle sulfoniluree, i biguanidi sono indicati per la cura del diabete mellito di tipo 2 nei pazienti obesi. Questi farmaci non stimolano le cellule beta del pancreas a produrre insulina, piuttosto sensibilizzano i tessuti periferici diminuendo la gluconeogenesi epatica, e l'assorbimento del glucosio, oltre a potenziare la captazione periferica dello stesso.

  • Metformina (es. Metforal, Glucophage, Eucreas, Efficib, Avandamet, Glibomet): in genere, iniziare la terapia con una compressa da 500 mg, da assumere per os 2-3 volte al dì, durante o dopo i pasti principali, senza superare i 3 g al dì. Sono reperibili anche compresse da 850 mg e da 1 g. Consultare il medico. Il farmaco è disponibile anche in formulazione con altri attivi, come Vildagliptin (es. Galvus) e sitagliptina (inibitori della dipeptidil-peptidasi 4), Rosiglitazone (attivatore dei recettori PPAR gamma: es. Avandia, Avandamet) e Glibenclamide (inibisce il canale al potassio)
  • La specialità farmacologica “Komboglyze” è formulata con la metformina e il saxagliptin (inibitore della dipeptidil peptidasi 4) e viene indicata per la cura del diabete mellito di tipo 2 nel caso la metformina da sola non esplichi un effetto ottimale per il paziente. Si raccomanda di assumere una compressa (2,5 mg di saxagliptin/850 o 1000 mg di metformina) due volte al dì, durante i pasti principali.

Glitazoni o tiazolidinedioni: questi farmaci diminuiscono la gluconeogenesi ed aumentano la sensibilità delle cellule all'insulina. Non sono indicati per i pazienti in sovrappeso od obesi, dal momento che l'aumento di peso ne costituisce un effetto collaterale tipico, associato alla ritenzione idrica.

  • Pioglitazone (es. Actos, Glustin): all'inizio, si raccomanda di assumere piccole dosi (mezza compressa, equivalente a 15 mg) o una compressa intera al dì, in un'unica volta, con o senza cibo. Consultare il medico.

Inibitori dell'alfa-glucosidasi (soluzione iniettabile o compresse): si tratta di farmaci antidiabetici di ultima generazione che agiscono inibendo l'attività dell'enzima alfa-glucosidasi (che favorisce il riassorbimento del glucosio); di conseguenza, si riduce l'assorbimento del glucosio intestinale. Inoltre, questi principi attivi agiscono potenziando l'azione dell'ormone glucagon-like-peptide 1, uno stimolatore della sintesi di insulina. I farmaci che appartengono a questa categoria sono l'exenatide e la sitagliptina.

  • Exenatide (es. Byetta): il farmaco, reperibile in penne preriempite da 5-10 mcg, può essere formulato con altri farmaci antidiabetici, quali metformina e/o sulfoniluree. Si raccomanda di effettuare l'iniezione del farmaco sulla coscia o sulla pancia: in genere, si consiglia di iniettare una dose di 5 mcg, due volte al giorno per 30 gg. Dopo questo periodo, aumentare la dose a 10 mcg, due volte al dì, un'ora prima della colazione e del pranzo.
  • Sitagliptin (es. Ristaben, Xelevia, Januvia, Tesavel): disponibile in compresse, si raccomanda di assumere 100 mg di attivo, una volta al giorno, durante il pasto o lontano dai pasti. Il farmaco può essere formulato in associazione a sulfaniluree o metformina per trattare il diabete mellito di tipo 2 avanzato: in tal caso, aumenta il rischio di ipoglicemia.

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Ultima modifica dell'articolo: 02/09/2016