Farmaci per Curare la Cefalea Tensiva

Definizione

La cefalea tensiva - anche definita cefalea muscolo-tensiva - è una particolare forma di mal di testa, che colpisce prevalentemente i pazienti di sesso femminile.
Fra le diverse forme di cefalea, quella di tipo tensivo è certamente fra le più diffuse. Gli attacchi di cefalea tensiva hanno una durata che può variare dai 30 minuti fino ai 5-7 giorni e possono presentarsi sia in forma acuta che in forma cronica o ricorrente.

Cause

Le cause della cefalea tensiva non sono del tutto note. In passato, si riteneva che la causa scatenante fosse da ricercarsi in una continua e involontaria contrazione dei muscoli del collo, delle tempie, della fronte e della nuca, imputabile a condizioni di stress (da cui il nome "cefalea muscolo-tensiva).
Attualmente, invece, benché non sia ancora stata individuata una causa precisa, si ritiene che la cefalea tensiva possa essere provocata da un insieme di diversi fattori che concorrono l'uno con l'altro. Fra questi fattori, ricordiamo i disturbi ansiosi e depressivi, l'astenopia, la cervicalgia e la malocclusione dentaria.

Sintomi

Naturalmente, trattandosi di una forma di mal di testa, il sintomo principale della cefalea tensiva è costituito dal dolore cranico, che viene percepito come costrittivo e localizzato soprattutto nella regione frontale. Il dolore è spesso bilaterale, ma non presenta sintomi come nausea o fotofobia che sono, invece, tipici degli attacchi emicranici.


Le informazioni sui Farmaci per la Cefalea Tensiva non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la Cefalea Tensiva.

Farmaci

Benché la cefalea tensiva sia ritenuta una delle forme di mal di testa meno dolorose, la qualità della vita dei pazienti che ne soffrono, a lungo andare, può comunque esserne influenzata negativamente; senza contare che alla base di questo disturbo potrebbero esserci cause patologiche più gravi, come, ad esempio, stati ansiosi e depressione.
Pertanto, il primo passo da compiere per la cura della cefalea tensiva è quello di individuarne la causa scatenante, in modo da poter istituire un'adeguata terapia mirata al suo trattamento.
Oltre a questo, il medico può prescrivere la somministrazione di farmaci per il trattamento del dolore cranico che caratterizza questa forma di cefalea.
Inoltre, in associazione alla terapia farmacologica, il medico può consigliare al paziente di sottoporsi anche ad eventuali terapie complementari, quali la massoterapia, il biofeedback ed eventualmente terapie comportamentali.


Farmaci Cefalea Tensiva

Di seguito sono riportati i farmaci maggiormente impiegati nella terapia contro la cefalea tensiva e alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura.

Paracetamolo

Il paracetamolo (Tachipirina®, Efferalgan®) è un principio attivo largamente utilizzato nel trattamento di molti tipi di mal di testa e che può essere impiegato con successo anche nel trattamento della cefalea tensiva.
Appartiene alla classe degli analgesici-antipiretici e, quando impiegato per alleviare il dolore della cefalea tensiva, solitamente viene somministrato per via orale.
È disponibile sia in compresse, che devono essere deglutite intere con un po' d'acqua, sia in formulazioni farmaceutiche orodispersibili, da assumere per via sublinguale.
In questi casi, la dose di paracetamolo abitualmente somministrata è di 500-1.000 mg, da assumersi al bisogno non appena si percepisce che l'attacco di cefalea sta iniziando.

FANS

Anche i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) - analogamente al paracetamolo - sono principi attivi ampiamente sfruttati per contrastare il dolore scatenato da molteplici forme di mal di testa, fra cui ritroviamo anche la cefalea tensiva.
Grazie al loro meccanismo d'azione, questi farmaci sono in grado di esercitare un'azione sia di tipo analgesico, sia di tipo antinfiammatorio.
Fra i numerosi principi attivi, appartenenti a questa classe di farmaci, che possono essere utilizzati nel trattamento della cefalea tensiva, ricordiamo:

  • Acido acetilsalicilico (Aspirina®, Vivin C®). Questo principio attivo è disponibile in diverse formulazioni farmaceutiche, ma per il trattamento della cefalea tensiva, solitamente, viene somministrato per via orale alla dose di 300-400 mg da assumersi al bisogno.
  • Diclofenac (Dicloreum®). Anche il diclofenac può essere somministrato per via orale nel trattamento della cefalea tensiva. Generalmente, questo principio attivo viene assunto alla dose di 25-50 mg, non appena l'attacco di mal di testa ha inizio.
  • Ibuprofene (Brufen®, Moment®, Nurofen®, Arfen®). L'ibuprofene è un FANS utilizzato per trattare sia gli attacchi emicranici che gli attacchi di cefalea, quindi può essere impiegato anche in caso di cefalea tensiva.
    Quando somministrato per via orale, la dose di farmaco solitamente impiegata in questi casi è di 200-400 mg, da assumersi al bisogno. Se necessario, il medico può anche decidere di aumentare la dose a 600 mg di farmaco.
  • Naprossene (Momendol®, Synflex®): per il trattamento della cefalea tensiva o di altre forme di mal di testa, come ad esempio l'emicrania, il naprossene viene somministrato per via orale a dosi che possono variare dai 200 mg fino ai 550 mg di principio attivo, da assumersi al bisogno.

Amitriptilina

L'amitriptilina (Laroxyl®) è un principio attivo appartenente alla classe dei farmaci antidepressivi triciclici che - oltre ad essere utilizzato, ovviamente, per la cura della depressione - si è rivelato particolarmente utile anche nel trattamento preventivo di emicranie e cefalee croniche; pertanto, può essere impiegato con successo nella terapia preventiva della cefalea tensiva ricorrente.
L'amitriptilina è disponibile per la somministrazione orale sotto forma di compresse o gocce orali. Per la prevenzione della cefalea tensiva cronica, solitamente, viene somministrata alla dose iniziale di 30-50 mg al dì. In seguito, tale dose - in funzione della risposta del paziente alla terapia - potrà essere gradualmente diminuita o aumentata fino al raggiungimento del dosaggio più indicato per ottenere l'effetto desiderato.
Ad ogni modo, sarà il medico a stabilire - caso per caso - l'esatta posologia di medicinale che ciascun paziente dovrà assumere. Pertanto, è fondamentale attenersi alle indicazioni da esso fornite.