Farmaci per curare i Calcoli Renali

Calcoli Renali: definizione

I calcoli renali sono piccole aggregazioni di sali minerali (calcio, ossalato, fosfati ed acido urico) che si formano nel tratto urinario: ostacolando il fisiologico flusso dell'urina, i calcoli renali provocano dolore acuto e lancinante.

Calcoli Renali: cause

Seguire un regime alimentare sbilanciato e scorretto, specie in caso di predisposizione genetica, influisce pesantemente sulla formazione dei calcoli renali. Tra i fattori di rischio si ricordano: acidità delle urine, assunzione di pochi liquidi, disidratazione, età avanzata, infezioni croniche delle vie urinarie, ipertiroidismo, razza bianca e sesso maschile.

 

Le coliche renali, forti e acute, sono spia accesa di calcolo renale: i due disturbi sono strettamente correlati.

Calcoli Renali: sintomi

Il dolore lancinante ed acuto, localizzato al fianco all'altezza del rene interessato, è sicuramente il sintomo tipico che accomuna le varie forme di calcolosi renale. Il quadro sintomatologico è completato da: brividi, disuria, febbre, nausea, sangue nelle urine, urine maleodoranti/scure e vomito.


Le informazioni sui Farmaci per la cura dei Calcoli Renali non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la cura dei Calcoli Renali.

Calcoli Renali: farmaci

Nella maggior parte dei casi diagnosticati, il calcolo renale viene espulso spontaneamente entro le 48 ore dall'esordio dei sintomi, dopo un'adeguata assunzione di liquidi ed, eventualmente, farmaci analgesici.
La terapia farmacologica è indispensabile per eliminare il calcolo renale, alleviare il dolore e prevenire la formazione di nuovi aggregati mineralici nei reni.

 

Farmaci antispastici: particolarmente indicati in caso di calcolosi renale, visto che riducono la contrattilità della muscolatura liscia. Da somministrare esclusivamente quando la progressione del calcolo - dunque la sua eliminazione - risulta improbabile, a causa della sua struttura e dimensioni.

  • Scopolamina butilbromuro (es. Buscopan, Addofix, Erion): indicato per rilassare la muscolatura liscia del tratto genitourinario. Si raccomanda la somministrazione di 1-2 compresse da 10 mg 3 volte al dì per adulti e ragazzi di età superiore ai 14 anni. In caso di bambini di età compresa tra i 6 e i 14 anni, è indispensabile consultare il medico prima di assumere il farmaco.
  • Atropina solfato (es. Atropina Lux): utile in caso di spasmo della muscolatura liscia. Generalmente, si somministra il farmaco per iniezione sottocutanea o intramuscolare, alla posologia di 20 µg/kg (dose massima 600 µg). In genere, l'assunzione di questo farmaco viene consigliata insieme ad antidolorifici.
  • Belladonna e papaverina cloidrato (es. Antispasmina colica): la belladonna esercita un'azione anticolinergica, riducendo lo spasmo della muscolatura liscia (significativa riduzione del dolore). Assumere 2-6 confetti - costituiti da 10 mg di papaverina e da 10 mg di belladonna - al giorno per il dolore medio causato dalle coliche renali. In caso di severità, assumere 1-3 compresse da 50 mg di papaverina e 10 mg di belladonna al giorno.

Analgesici (FANS): attenuando il dolore, l'alternanza dolore-spasmo viene sfavorita, senza però interferire con la peristalsi uretrale: in questo modo il paziente può eliminare spontaneamente e con meno sofferenze il calcolo.

  • Petidina (es. Petid C): per il dolore acuto, assumere per os una dose equivalente a 50-150 mg ogni 4 ore, in base alla gravità della colica. Per iniezione sottocutanea, somministrare 25-100 mg e ripetere l'applicazione dopo 4 ore. Per iniezione intramuscolare, somministrare 0,5-2 mg di principio attivo per chilo di peso corporeo. In alternativa, per infusione endovenosa lenta, si raccomanda di somministrare il farmaco alla posologia di 25-50 mg (ripetere dopo 4 ore).
  • Diclofenac (es. Fastum, Dicloreum): preferibile alla petidina. Assumere 50 mg di farmaco per os 3 volte al dì (compresse); in alcuni pazienti, è necessaria una dose iniziale di 100 mg, per poi passare a 50 mg. Dopo il primo giorno, la dose totale giornaliera non deve superare i 150 mg.
  • Ibuprofene (es. Noan, Vatran, Pedea): per un dolore moderato, si consiglia la somministrazione per os di 200-400 mg di farmaco ogni 4-6 ore al bisogno. Il principio attivo può essere somministrato anche per via parenterale (endovenosa), somministrando 400-800 mg per 30 minuti ogni 6 ore, al bisogno.

Antiemetici: questi farmaci costituiscono un valido aiuto per placare il vomito. Per fare un esempio, il principio attivo scopolamina butilbromuro (già precedentemente analizzato) è impiegato anche per dare sollievo a dolore spastico del tratto genito-urinario e gastrointestinale, placando nausea e vomito indotti dal dolore.

 

In base al tipo di minerale costituente il calcolo, il medico può prescrivere farmaci utili per ridurre la formazione dell'aggregato, o comunque contribuire a frammentare il calcolo appena formato (favorendo, perciò, l'eliminazione spontanea dello stesso). La scelta di un farmaco piuttosto che un altro dipende dalla gravità del problema e dal tipo di minerale costituente il calcolo.

  • Allopurinolo (es. Zyloric, Allurit, Allopurinolo FN): indicato per la cura dei calcoli di acido urico. È raccomandata la somministrazione iniziale di 200-300 mg per os al dì, per poi proseguire con una terapia di mantenimento (300 mg/dì o meno, in base quanto stabilito dal medico).
  • Antibiotici: consigliati in caso di calcoli da struvite (fosfato, ammonio e magnesio). Si ricorda che questa tipologia di calcolosi renale è favorita da un'infezione batterica; pertanto il medico, dopo aver isolato il patogeno responsabile dell'infezione, prescriverà l'antibiotico più adatto per curare il paziente. Generalmente, si prescrive una terapia antibiotica a basso dosaggio, consistente nella somministrazione di una mini-dose di farmaco la sera prima di coricarsi, per 2-3 mesi, cambiando farmaco ogni 7-10 giorni.
  • Diuretici tiazidici (es. idroclorotiazide: es. Moduretic, Esidrex): indicati in caso di aggregati di calcio. La scelta del farmaco e la posologia va prescritta dal medico previa accurata diagnosi.
  • Bicarbonato di sodio (es. Sod B, Citrosodina) o citrato di sodio (es. Sod Ci, Biochetasi, per l'alcalinizzazione urine): l'azione alcalinizzante favorita dal farmaco è utile per alleviare la sintomatologia dolorosa e prevenire la formazione di alcuni tipi di calcoli. Nonostante la posologia debba essere stabilita dal medico, in genere si consiglia l'assunzione di 3 g di farmaco sciolti in acqua, ogni due ore affinché il pH urinario supera il valore 7; il trattamento di mantenimento consiste nell'assunzione di 5-10 g al dì per un periodo di tempo stabilito dal medico.
  • Acidificazione ed alcalinizzazione delle urine: questa tecnica terapica è piuttosto complessa visto che si sviluppa velocemente tolleranza nei confronti del farmaco; ad ogni modo, acidificare o alcalinizzare le urine può talvolta prevenire la formazione di calcoli renali. L'ammonio cloruro, abbastanza efficace, assunto per os crea vomito, ipocalcemia ed acidosi. Anche la somministrazione di acido ascorbico (es. Redoxon, Cebion, Cimille, Univit, C Tard, Agruvit, Univit, Duo C) può essere consigliata in caso di calcoli da ossalati, ma in dosi inferiori al grammo al giorno. La somministrazione di citrato di potassio tende a prevenire la formazione dei calcoli di acido urico e di ossalato di calcio. Consultare sempre il medico prima di procedere con questa terapia: infatti l'eccessiva acidità può essere talvolta causa stessa di calcolosi. Per approfondire: dieta e calcoli renali.

Nel 10-20% dei casi, il paziente non è in grado di eliminare il calcolo renale; pertanto è necessaria una terapia alternativa: litotrissia extracorporea, litotrissia intracorporea, trattamento chirurgico.
Per tutti i casi di calcolosi renale, la terapia idropinica (introduzione di elevate quantità di acqua) risulta indispensabile per favorire l'estrusione del calcolo.


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