Farmaci per Curare l'Ascite

Definizione

Con “ascite” s'intende un versamento di liquido nella cavità peritoneale, la membrana di rivestimento addominale; in altri termini, l'ascite compare nello spazio compreso tra gli organi addominali e il tessuto che riveste l'addome. L'ascite è una delle più comuni complicanze della cirrosi epatica.

Cause

Oltre alla cirrosi epatica, molte altre malattie possono predisporre il paziente all'insorgenza dell'ascite: alterazione dell'assorbimento intestinale, cancro al colon e al fegato, epatiti, insufficienza cardiaca, ipertensione portale (spesso associata a ritenzione di acqua e di sodio da parte dell'organismo), malnutrizione grave, pancreatite, tubercolosi.

Sintomi

Si stima che il 33% dei pazienti affetti da ascite non lamenti alcun sintomo, e che il versamento di liquido nella cavità addominale sia diagnosticato per caso. In alcuni pazienti, l'ascite si manifesta con confusione mentale, debolezza muscolare, difficoltà respiratorie, dolore e distensione addominale, encefalopatia, febbre, ginecomastia, inappetenza, ittero. Nelle forme gravi, l'ascite può indurre il coma.


Le informazioni sui Farmaci per la cura dell'Ascite non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la cura dell'Ascite.

Farmaci

Visto il complesso meccanismo che s'instaura nel contesto dell'ascite, prima di descrivere le cure e i farmaci indicati per la sua cura, viene di seguito riportato un sintetico schema riassuntivo, che descrive come si giunge alla trasudazione di liquidi nella cavità peritoneale a partire da malattie epatiche:

 

Patologie epatiche → impedimento al sangue di scorrere normalmente nel fegato → aumento della pressione portale → ↑↑ del volume della milza (splenomegalia) → ↓ volume di sangue circolante (ipovolemia) → attivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone e del sistema simpatico → ↑↑ sodio renale, tachicardia → accumulo di liquidi nella cavità peritoneale (ascite).

 

L'obiettivo del trattamento per l'ascite è la cura della malattia che ne sta alla base; si annoverano numerose  strategie di intervento. Di seguito le più frequenti:

  1. Modificazione comportamentale: prevede il riposo a letto e la restrizione sodica a solo 1,5-2 grammi al giorno
  2. Terapia farmacologica: prevede la somministrazione di diuretici per rimuovere i fluidi in eccesso (spironolattone e furosemide), albumina, antibiotici da utilizzare in caso di accertata coinfezione batterica (es. cefotaxima, cefoxitina, amoxicillina e acido clavulanico)
  3. Non bere alcolici
  4. Paracentesi evacuativa: si pone l'obiettivo di eliminare i liquidi accumulati nella cavità addominale. La pratica terapeutica si avvale dell'ausilio di un ago che viene inserito direttamente nell'addome, in modo da favorire l'eliminazione dei fluidi in eccesso per aspirazione. In simili frangenti, si raccomanda la concomitante infusione di albumina al fine di favorire la riespansione del volume plasmatico.
  5. Trapianto di fegato: riservato a quei pazienti che non riportano alcun beneficio apprezzabile in seguito all'assunzione di farmaci

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro l'ascite, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura:

 

Diuretici per la cura dell'ascite non complicata: riducendo la volemia, questi farmaci sono in grado di ridurre significativamente la pressione portale.

  • Spironolattone (es. Aldactone, Uractone, Spirolang): trattasi di un potente farmaco diuretico (appartenente alla classe farmacologica dei risparmiatori di potassio), utilizzato in terapia per il trattamento dell'ascite alla posologia iniziale di 100 mg al giorno; successivamente, aumentare progressivamente la dose fino ad un massimo di 400 mg al giorno. Lo spironolattone è reperibile anche in associazione all'idroclorotiazide (es. Aldactazide, Spiridazide), altro farmaco risparmiatore di potassio: in questo caso, si consiglia di iniziare la terapia assumendo 4 compresse al giorno per via orale, formulate con 25 mg di spironolattone e con altrettanti 25 mg di idroclorotiazide. Il farmaco è reperibile anche in compresse da 50+50 mg: in questo caso, sono necessarie solo due compresse al giorno. Se dopo 2-4 giorni, non si osservano miglioramenti apprezzabili, si consiglia di aumentare la dose gradualmente, ogni 2-3 giorni, fino ad un massimo di 200+200 mg. Il trattamento  a lungo termine con questo farmaco - così come un suo abuso - può indurre calo del desiderio sessuale, impotenza e ginecomastia.
  • Furosemide (es. Lasix, Spirofur): da utilizzare in associazione allo spironolattone quando la monoterapia con quest'ultimo farmaco non riporta i risultati terapeutici desiderati. L'associazione di spironolattone+furosemide è consigliata anche per evitare la nicturia. Indicativamente, per la cura dell'ascite, si consiglia di iniziare la terapia con una dose minima di farmaco (40 mg); eventualmente, aumentare la dose gradualmente fino ad un massimo di 160 mg/dì.
  • Bumetanide (es. Bumex) farmaco di seconda scelta per la cura dell'ascite. La posologia indicativa suggerisce di assumere 0,5-2 mg di farmaco al giorno, per via orale; in alternativa, assumere il farmaco per via endovenosa od intramuscolare alla dose di 1 mg al giorno. È possibile assumere il principio attivo anche per infusione endovenosa continua: in tal caso, la posologia indicativa è di 1 mg/ora, per un massimo di 12 mg al giorno.
  • Torsemide o Torasemide (es. Demadex, Diuresix): il farmaco è un diuretico dell'ansa utilizzato in terapia per la cura dell'ascite; non è un farmaco di prima scelta come invece lo sono la furosemide e lo spironolattone. Indicativamente, assumere 5-10 mg di farmaco per via orale o per via endovenosa, una volta al giorno.
  • Acido etacrinico (es. reomax): il farmaco è un diuretico dell'ansa. Per la cura dell'ascite, si raccomanda di assumere il farmaco alla posologia di 50 mg al giorno, per via orale o endovenosa, preferibilmente con cibo. L'acido etacrinico è consigliato in caso di ascite accertata, qualora lo spironolattone e la furosemide non riportassero benefici apprezzabili.
  • Triamterene (es. Dyrenium): il farmaco è un diuretico indicato anche per il trattamento dell'ascite; la posologia indicativa prevede di assumere 100 mg di attivo, due volte al giorno, per bocca. Il farmaco è reperibile anche in associazione alla furosemide (es. Fluss): in tal caso, si raccomanda di assumere 1-2 compresse al giorno, a giorni alterni (ogni compressa è formulata con 25 mg di triamterene e 40 mg di furosemide).

Farmaci antibiotici per la cura delle sovrainfezioni batteriche nel contesto dell'ascite:

  • Amoxicillina + acido clavulanico (es. Amoxicillina E Acido Clavulanico Sandoz): si raccomanda di assumere 1 grammo di amoxicillina associato a 200 mg di acido clavulanico per le infezioni batteriche nel contesto dell'ascite. Protrarre la terapia per 7-10 giorni, seguendo le indicazioni dettate dal medico.
  • Cefotaxima (es.  Cefotaxima, Aximad, Lirgosin, Lexor): il farmaco è una cefalosporina di terza generazione. Indicativamente, somministrare 2 grammi di farmaco ogni 8 ore. Questa cura farmacologica risulta particolarmente adatta per i casi di ascite associati a pancreatite.
  • Cefoxitina (es. Mefoxin): cefalosporina di seconda generazione utilizzata in terapia per il trattamento dell'ascite; il trattamento con questo attivo risulta particolarmente indicato per le sovrainfezioni sostenute da Enterococchi. Indicativamente, assumere 1 grammo di farmaco ogni 6-8 ore, per 3-7 giorni.
  • Aztreonam (es. Cayston) la dose indicativa prevede di assumere 500 mg di farmaco ogni 8 ore. La durata della terapia va stabilita dal medico sulla base della gravità dei sintomi e dell'infezione.

Albumina: per la cura dell'ascite dipendente da cirrosi allo stadio avanzato.
La somministrazione di albumina dall'esterno risulta indicata anche e soprattutto nella paracentesi evacuativa per la cura dell'ascite resistente a cure farmacologiche: a seguito di una paracentesi evacuativa (volume di liquido ascitico rimosso > 5 litri), si consiglia di iniettare albumina per via endovenosa a basso tenore sodico, indicativamente alla dose di 40g/paracentesi (corrispondenti a 6-8 grammi per litro di liquido ascitico rimosso). Si raccomanda, inoltre, di non superare la velocità d'infusione pari a 16grammi all'ora.

 

Un passo indietro: ricordiamo brevemente che l'albumina è una proteina la cui funzione è importantissima per l'organismo; l'albumina è implicata nel complesso meccanismo di regolazione della pressione oncotica del plasma e di veicolazione di vitamine, farmaci, acidi grassi liberi ed ormoni steroidei. Il quadro clinico-patologico dell'ascite grave si caratterizza anche per l'ipoalbuminemia: per questo motivo, è necessario assumere albumina dall'esterno, a seguito della paracentesi evacuativa.


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Ultima modifica dell'articolo: 26/10/2016