Farmaci per Curare l'Anisakiasi

Definizione

Con il termine "anisakiasi" o "anisakidosi" si vuole indicare un particolare tipo di parassitosi provocata da vermi nematodi appartenenti al genere Anisakis o a generi correlati.
In verità, l'uomo è un ospite accidentale per l'Anisakis, infatti, il ciclo vitale di questi parassiti, normalmente, si svolge in pesci e mammiferi marini.

Cause

Come accennato, l'anisakiasi è provocata dall'ingestione accidentale delle larve di nematodi appartenenti al genere Anisakis o affini. In particolare, la specie maggiormente coinvolta nell'insorgenza dell'anisakiasi è l'Anisakis simplex.
Le larve si trovano nell'intestino di diverse specie di pesci di mare (aringhe, tonno, sgombro, nasello, merluzzo, pesce spada, acciughe, ecc.) e si trasmettono all'uomo attraverso l'ingestione, appunto, di pesce crudo o poco cotto e non sottoposto a un congelamento preventivo prima del suo consumo.

Sintomi

Le larve, una volta ingerite, raggiungono lo stomaco e, talvolta, l'intestino dell'ospite, causando sintomi quali dolori addominali, nausea e vomito. Se le larve riescono a raggiungere l'intestino, il sistema immunitario dell'ospite potrebbe reagire all'infestazione con una risposta granulomatosa, provocando sintomi enterici simili a quelli causati dal morbo di Crohn.
In alcuni casi, inoltre, le larve di Anisakis possono causare anche la perforazione della parete gastrointestinale.
Altri sintomi che possono insorgere negli individui colpiti dall'infestazione sono diarrea, anoressia, dolore e/o sensazione di pesantezza allo stomaco.
Infine, le larve di Anisakis possono essere responsabili dell'insorgenza di reazioni allergiche in soggetti sensibili. Tali reazioni possono manifestarsi sotto forma di orticaria, angioedema, congiuntivite, attacchi asmatici, dermatiti da contatto e reazioni anafilattiche.


Le informazioni sui Farmaci e Cura dell'Anisakiasi non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci e Cura dell'Anisakiasi.

Farmaci

In alcuni casi, l'anisakiasi tende ad autorisolversi e l'individuo ospite guarisce da solo nel giro di pochi giorni, eventualmente assumendo farmaci palliativi che lo aiutino a contrastare i sintomi causati dalla parassitosi.
In altri in casi, invece, si rende necessaria la rimozione del parassita dal tratto gastrointestinale del paziente, a maggior ragione se le larve hanno provocato una grave ostruzione a livello dell'intestino tenue.
La rimozione delle larve di Anisakis può avvenire sia attraverso l'intervento chirurgico, sia per via endoscopica. Dove possibile, generalmente, si preferisce rimuovere i parassiti attraverso quest'ultimo metodo di asportazione.
In alcuni pazienti, però, è possibile eliminare i nematodi attraverso una terapia a base di albendazolo (un farmaco antiparassitario), evitando in questo modo il ricorso alla chirurgia.
Ad ogni modo, il trattamento farmacologico non sempre è efficace e l'unico metodo risolutivo per l'anisakiasi resta l'asportazione endoscopica o la rimozione chirurgica delle larve.


Anisakis

Anisakis nelle carni di salmone keta (sopra) e in un vetrino da laboratorio.
Immagini tratte da: http://fishparasite.fs.a.u-tokyo.ac.jp/


Di seguito è brevemente descritto il farmaco maggiormente impiegato nella terapia contro l'anisakiasi ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura.

Albendazolo

L'albendazolo (Zentel ®) è un farmaco antiparassitario - più precisamente un antielmintico - che può essere impiegato per il trattamento delle infestazioni da nematodi, come, appunto, l'anisakiasi.
È un farmaco disponibile per la somministrazione orale sotto forma di compresse. La dose di albendazolo abitualmente impiegata negli adulti e nei bambini con più di due anni di età è di 400 mg, da assumersi una o due volte al giorno, secondo il parere del medico.
Va ricordato che i pazienti anziani e i pazienti affetti da insufficienza epatica e/o renale devono essere attentamente monitorati, sia prima, sia durante il trattamento con il farmaco.
Inoltre, il farmaco non deve essere utilizzato in gravidanza e durante l'allattamento, poiché vi sono sospetti circa un suo possibile effetto teratogeno e mutageno.

Prevenzione dell'anisakiasi

Ad ogni modo, il metodo migliore per sconfiggere l'anisakiasi resta la prevenzione.
A tal proposito, si raccomanda il congelamento del pesce per un periodo piuttosto lungo (dalle 15 ore fino a 7 giorni, a seconda della temperatura utilizzata) subito dopo averlo pescato, e l'adeguata cottura a temperature alte prima del suo consumo.
Qualora il pesce debba essere consumato crudo, invece, dovrebbe essere eviscerato in tempi molto rapidi dopo averlo pescato, in modo tale da evitare che le larve di Anisakis migrino dall'intestino alle masse muscolari dello stesso pesce. È bene ricordare che le larve resistono al processo di affumicamento, alla salatura e anche alla conservazione del pesce in salamoia.



Ultima modifica dell'articolo: 24/09/2016